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Pensiero Libero

Lo sciopero degli elettori

Argomento segnalato da Giorgio Vigni

LO SCIOPERO DEGLI ELETTORI 28/11/1888 LE FIGARO di Octave Mirbeau

Una cosa mi stupisce in maniera prodigiosa – oserei dire che mi sconcerta – ed è che nell’epoca in cui scrivo (1888!!!!!), dominata della scienza, dopo innumerevoli esperienze di scandali quotidiani, ci possa ancora essere nella nostra cara Francia (come dicono abitualmente i governanti) un elettore, un solo elettore, questo animale irrazionale, inorganico, allucinante, che si lasci distogliere dalle sue occupazioni, dai suoi sogni, dai suoi piaceri, per votare a favore di qualcuno o di qualche cosa. Quando uno ci riflette anche per un momento, tale fenomeno sorprendente non è forse un dato di fatto capace di sconvolgere le filosofie più sottili e confondere la ragione? Dov’è il letterato penetrante che ci darà la psicologia dell’elettore moderno?       E l’illustre psichiatra che ci spiegherà l’anatomia e la patologia di questo incurabile demente? Noi lo attendiamo. Continua a leggere

Da CERCASI operai/apprendisti a VENDESI o AFFITTASI

Fino agli anni ’80 gli unici cartelli che si vedevano esposti davanti alle aziende erano quelli di ricerca operai ed apprendisti ed erano indice di benessere ma da lì in avanti questi hanno lentamente lasciato il posto a quelli di VENDESI, ATTITTASI che hanno contaminato anche negozi, appartamenti, condomini e villette contrassegnando il periodo che stiamo vivendo come un periodo di desolazione e povertà. Ne da buona testimonianza  Eugenio Benetazzo con questo saggio dal titolo VENDESI AFFITTASI (DQ)

Se seguite i media italiani, soprattutto quelli asserviti alla propaganda del regime, avrete notato come siano diventate sempre più ridondanti le notizie che incensano l’attuale governo e quello precedente per i straordinari risultati raggiunti in termini di crescita economica. Quest’anno infatti l’Italia cresce con vigore e propulsione degna di qualsiasi economia avanzata in buona salute. Sul fatto che l’Italia cresce in termini quantitativi non vi è dubbio, il PIL infatti per quest’anno è stimato a consuntivo a 1.4% addirittura qualcosa di più di quello che era previsto ad inizio anno. Merito ovviamente dei vari Renzi, Padoan e Gentiloni, ma soprattutto delle varie riforme strutturali che sono state fatte in questi ultimi tre anni. Se invece analizzate questo dato in ottica aggregata sui dati macro europei emergerà un’amara sorpresa. L’Italia è penultima nella classifica Continua a leggere

Referendum: mi no voto

E’ controverso il parere dei veneti circa il referendum sull’autonomia promosso da Zaia.

C’è chi dice che bisogna andare a votare perché è una prova di forza nei confronti dello Stato italiano e chi dice che non andrà perché non ha senso per un Veneto votare un referendum italiano.

Io non ci andrò per alcuni semplici motivi.

Non ci andrò perché ritengo che sia una prova di Continua a leggere

Facciamo fallire l’Italia

Non è una provocazione la voglia di far fallire questo Paese ma è la più che razionale e condivisibile tesi del prof. Enrico Colombatto, docente di economia all’Università di Torino, intervistato dal nostro amico Leonardo Facco per la testata on line Miglio Verde. Buona Continua a leggere

La Rivoluzione Veneta: pacifica o violenta?

C’è chi da un paio di anni si è scoperto indipendentista (questo è un ciclo continuo!) ed è convinto che il processo di indipendenza del Popolo Veneto sia un processo lungo che abbisogna di una sensibilizzazione culturale per riscoprire la storia, le tradizioni, la lingua (in parte vero)…….. d’altronde, sostiene, anche Gandhi ha impegnato 30 anni della sua vita prima di arrivare alla libertà dell’India.

Costoro non si sono accorti di essere in ritardo di 30 anni su chi, dagli anni ’80 ha iniziato la militanza per l’Indipendenza del Veneto, su chi ha “pagato” con la galera, su chi l’ha rischiata e su chi la sta rischiando, su chi, comunque, ha maturato un certo “know how” indipendentista; Sono i ritardatari che tenderebbero a rallentare questo processo per metterlo al passo della Continua a leggere

Come gli Etruschi

Agire su pensioni e welfare per sopravvivere o lasciare tutto com’è, per capitolare?

In tutte e due le ipotesi il mondo che ne uscirà sarà completamente diverso da quello che conosciamo ed estremamente simile nei due casi.

Come arrivarci?

Con un governo politico, un governo tecnico, o una rivoluzione?

A chi legge la risposta.

Daniele Quaglia

COME GLI ETRUSCHI

di Eugenio Benetazzo

Alcune settimane fa sono stato ospite di un conviviale organizzato da un’associazione di piccole e medie imprese operanti in Veneto, il tema che ho trattato durante la mia esposizione era incentrato sull’evoluzione dell’attuale scenario economico e di richiamo anche su quello politico. All’incontro hanno partecipato anche numerosi professionisti (notai, commercialisti, avvocati ed architetti) invitati come Continua a leggere

Perché il buon cristiano si ribella al fisco tiranno (*)

Contro la tirannia fiscale esiste la legittima difesa, e la dottrina sociale della Chiesa Cattolica la benedice. Reagendo al discorso di Capodanno del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che ha indicato nell’evasione fiscale il principale problema dell’economia italiana, lo mette nero su bianco il noto sociologo Massimo Introvigne. La stessa idea l’ha messa sempre nero su bianco pure il sottoscritto, redigendo la “voce” Fisco per le 550 e passa pagine del Dizionario elementare di apologetica, pubblicato qualche giorno prima di Natale dall’Istituto di Apologetica di Milano. È l’occasione buona per un piccolo “catechismo” a uso del cittadino esasperato.

Dove l’evasione fiscale pesa di più sul Pil? In Danimarca, Svezia e Norvegia (1,7%), ossia nei Paesi della “socialdemocrazia dalla culla alla bara” in cui le tasse sono altissime. Dove pesa di meno? Negli Stati Uniti (0,5%), in cui la libera intrapresa e la certezza del diritto sono, nonostante tutto, reali, controbilanciando tasse che, per quanto elevate, non sono certo Continua a leggere

La Commissione Europea finanzia i militanti pro-immigrati

di Maurizio Blondet  tratto da http://www.maurizioblondet.it/la-commissione-europea-finanzia-i-militanti-pro-immigrati/

In Francia è stato notato che lo “spontaneo” ammassarsi di immigrati al Pas de Calais, da cui cercano di giungere in Gran Bretagna sotto il tunnel ferroviario, è gestito da una organizzazione che si chiama No Border, di militanti anarchici e dei centri sociali. C’era un gruppo di No Border anche a Ventimiglia, ad organizzare la protesta e le manifestazioni, sotto forma anche di rivolte e sommosse occasionali. Sul suo sito, l’entità si definisce “un network europeo di gruppi antirazzisti che lavorano insieme contro l’esclusione e la criminalizzazione dei migranti e la libera circolazione”. Questa rete radicale di anarchici sostiene l’abolizione pura e semplice della frontiere, in una già significativa convergenza di veduta coi poteri Continua a leggere

Siria e gasdotti, le cause di una guerra

di Eugenio Benetazzo

Prima di procedere con l’esposizione di questo redazionale proviamo a fare il gioco del Risiko sullo scacchiere mondiale in questo modo potremmo anche cercare di interpretare quanto accaduto a Parigi lo scorso 13 Novembre. Pertanto vediamo chi è amico di e nemico di. La Russia per retaggio storico e culturale è ancora un naturale nemico degli USA, la Russia tuttavia è ancora il partner energetico chiave per l’Unione Europea, quest’ultima alleata militare e culturale degli stessi USA: ricordiamo a tal fine la crisi in Ucraina e l’embargo occidentale verso la Russia. La Siria è uno storico alleato della Russia in Medio Oriente, le dotazioni Continua a leggere

Il Genocidio dei Veneti

Genocidio dei Veneti questo è il vero nome da attribuire al disegno politico italiano che favorisce l’invasione del territorio e la mescolanza coatta del Popolo Veneto; che stanzia 1200 € al mese per ogni clandestino in partenza ma eroga pensioni minime di 450 € per gli autoctoni; che offre servizi  gratuiti agli invasori ed obbliga al pagamento chi per una vita ha pagato, per il servizio sanitario, per l’istruzione e per tutte le infrastrutture.

Il nemico del Popolo Veneto è lo Stato italiano! Continua a leggere