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REPUBBLICA VENETA

Le cooperative sociali fonte di povertà

Che le cooperative godessero di un regime fiscale “sui generis” è arcinoto da sempre ed il fatto ha costituito una delle prime battaglie LIFE, che denunciava già dal 1994 la discriminazione fiscale tra le partire IVA normali, soggette ad un prelievo del 70% sul reddito d’impresa e le cooperative rosse dell’Emilia-Romagna-Toscana con un prelievo fiscale del 35%.

Come accennato, il fenomeno riguardava quasi esclusivamente i territori su menzionati e la concorrenza sleale si concretizzava nei confronti delle grosse aziende, non di certo delle piccole aziende artigiane.

Il meccanismo però, si è diffuso a tutte le altre Regioni e non più a livello di macro cooperative ma ora di micro cooperative che sono diventate dirette e sleali concorrenti delle piccole aziende, soprattutto quelle terziste.

E’ il caso delle cooperative sociali che Continua a leggere

Po£isia Veneta: la sentenza

Utile a  chi persegue la strada dell’autodeterminazione del Popolo Veneto, a chi è coinvolto in procedimenti  penali inerenti la causa Veneta, nonché a chi segue l’evoluzione dei fatti seduto comodamente davanti ad una tastiera abbandonandosi spesso a strali sconsiderati.

Di autodeterminazione del Popolo Veneto, di Po£isia Veneta, di Autogoverno, di Istituzioni Venete, di uno Stato Veneto, dell’esigenza di un riconoscimento internazionale se ne è parlato in Tribunale a Treviso dal 2009 al 2017.

Riassunti in breve, sono più sotto elencati i passaggi per arrivare all’autodeterminazione del Popolo Veneto in modo pacifico, avvalorati dalla Continua a leggere

San Marco 2018 in sordina

Venezia, 25 aprile, San Marco: è’ dal 2012 che si tiene questa importante spontanea manifestazione, primo anno in cui, una sparuta rappresentanza di indipendentisti veneti, sfidando Carabinieri, Questura e DIGOS, si è ripresa la festa di San Marco nel luogo simbolo per eccellenza, piazzetta San Marco in Venezia. vedi http://www.life.it/1/venezia-san-marco-festa-e-piazza-sono-nostri/

Da allora la presenza di indipendentisti, nella ricorrenza di San Marco è continuamente cresciuta fino a quest’anno, che a quanto pare, ha accusato per la prima volta, un calo di partecipazione.

Per la prima volta dal 2012, ho disertato l’avvenimento, per motivi di Continua a leggere

Regione Veneto ostacolo all’indipendenza

Il ragionamento è semplice: la Regione Veneto è un organo istituzionale italiano, regolamentato dalla Costituzione italiana che ne stabilisce le competenze, tra le quali non sono di certo presenti l’indipendenza e la secessione.

Qualunque amministratore si azzardasse ad alzare un dito in questo senso, avrebbe segnata la sua morte politica e altrettanto il suo futuro in una cella, sovraffollata , delle carceri italiane.

La Catalogna insegna!

Perché allora, questi pseudo politici veneti si riempiono Continua a leggere

Dovete morire prima

Morire prima, è la soluzione proposta dal FMI per risolvere la crisi sistemica in quanto l’allungamento della vita media è un indice gravemente negativo perché determina l’aumento del tasso di indebitamento di uno Stato; così se l’allungamento della vita media dovesse crescere di 3 anni oltre il previsto, nel 2050 la spesa dello Stato potrebbe aumentare del 50%.

Il maggior debito per lo Stato si trasformerebbe in instabilità economica e perdita della fiducia da parte degli “investitori professionali” che orienterebbero le loro finanze non più in titoli istituzionali.

La soluzione proposta dal FMI è l’aumento dell’età pensionabile di pari passo all’aumento della vita media; aumento dei Continua a leggere

La Libertà, questa sconosciuta

In conseguenza ad attacchi personali mediatici, a carico di Lucio Chiavegato, il Consiglio direttivo di LIFE Veneto ribadisce che in LIFE esiste la massima libertà.

In base a questo principio fondamentale, chiunque, in nome LIFE, può assumere iniziative restando salvo il fatto che, se non condivise, le conseguenti responsabilità ricadono su chi ha dato vita a queste.

Per lo Statuto LIFE, soltanto i Presidenti hanno l’obbligo di dimettersi o rinunciare Continua a leggere

Internazionalizzare il caso Veneto

Le ultime nascite di nuovi Stati, per secessione, sono state guidate da “protettori internazionali” che ne hanno determinato l’esito finale.

Così, se dietro la secessione del Bangladesh dal Pakistan c’è l’intervento militare dell’India e la “protezione politica” della Russia, dietro la disgregazione della ex Jugoslavia e la costituzione delle nuove repubbliche c’è l’intrallazzo politico dell’Unione europea e degli Stati Uniti, mentre dietro la recente secessione della Crimea c’è la Russia.

Qualcosa si è inceppato nella minacciata secessione del Quebec dal Canada, questione in cui la Francia si era dichiarata favorevole alla secessione e potenziale “protettore politico” del Quebec, salvo poi cambiare opinione, segnando la fine del sogno indipendentista quebechese.

Anche in Catalogna è chiaro l’appoggio discretamente esterno degli USA, che sarebbe venuto a mancare subito dopo il referendum di ottobre, causando uno stallo della situazione a cui Puigdemont avrebbe tentato di ovviare elevando la vicenda a livello internazionale.

Questi fatti portano alla considerazione che sia impensabile, oggi come oggi, la formazione di un nuovo Stato senza il consenso o l’appoggio di importanti potenze Continua a leggere

Progetto di secessione pacifica

Indipendenza, secessione, autodeterminazione, sono tre parole che hanno un unico filo conduttore la libertà di un popolo ma, mentre indipendenza e autodeterminazione sono pressoché sinonimi di una condizione raggiunta, la secessione rappresenta il mezzo estremo attraverso il quale, un popolo, può raggiungere quello status.

Quindi, un mezzo politico estremo ma legittimo, di per sé pacifico se il popolo che lo rivendica ha la fortuna di essere amministrato da un governo democratico, perché solo questa condizione è in grado di determinare uno sviluppo pacifico, altrimenti violento, del processo secessionistico, in quanto “è solo la democrazia che può considerare la secessione un problema politico. In altri contesti è solo un problema militare che Continua a leggere

Fare impresa senza rischiare la casa, in attesa di una Repubblica Veneta Indipendente

Uomo avvisato mezzo salvato!

L’imprenditore, quello piccolo soprattutto, è talmente abituato a rischiare in prima persona, che spesso rischia anche quello che ha ricevuto in eredità dai genitori, quasi con rassegnazione.

Va bene mettere in gioco le proprie capacità imprenditoriali e organizzative, la fantasia, idee innovative, lungimiranza negli affari e quant’altro, ma questo non giustifica che nel gioco vi entrino beni patrimoniali familiari, esistenti prima dell’avventura imprenditoriale, magari offerti in garanzia alle banche per ottenere prestiti mentre esiste qualcuno, come queste ultime e come le grosse imprese,  che ha il privilegio di fare impresa senza accollarsi alcun rischio.

Tutti gli altri, invece, puntano sul tavolo dell’azienda, come in un gioco d’azzardo, tutti i loro beni e, come in un Continua a leggere

Presentazione libro “Indipendentismi nell’Europa d’oggi”