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Ci pagheranno le pensioni o ci sgozzeranno?

A 120 anni dalla nascita dell’INPS, le pensioni continuano ad essere pagate con sistema a ripartizione (*) che impone la continua crescita della popolazione finalizzata all’infinito aumento di lavoratori perché, solo tramite i loro contributi, continueranno ad essere pagate le pensioni agli odierni pensionati.

E’ un sistema che poteva andar bene nell’ 800, quando fu ideato e quando, per ogni pensionato c’erano 6-7 giovani che lavoravano e pagavano i contributi.

Ora che il rapporto è quasi di 1 a 1 e, a pagare la pensione erogata ad 1 pensionato è rimasto un solo lavoratore, si è determinato un peso fiscale e tributario insopportabile, a carico di questo e ciò costituisce una della maggiori cause di denatalità, per il semplice fatto che le giovani coppie, oberate di tasse, con uno stipendio da fame, ritengono impossibile poter mantenere dei figli e rinunciano a procreare.

Il sistema a ripartizione è concepito per creare:

– pensionati schiavi, dipendenti esclusivamente dalla “magnanimità” dello Stato;

– lavoratori schiavi, in balìa di uno Stato predone, obbligati a non avere figli;

– nuovi schiavi importati da zone sottosviluppate del globo, sottopagati rispetto agli schiavi autoctoni.

E’ un’illusione sistemare i conti in rosso del wellfare in questa maniera, perché:

1. servirebbe l’importazione di milioni di diseredati;

2. questi costituirebbero una massa di manodopera di scarso valore, in grado di compromettere la qualità dei prodotti e la perdita di fette di mercato.

Ma l’establishment continua imperterrito su questa strada senza valutare l’opportunità di un passaggio dal sistema a ripartizione a quello a ricapitalizzazione, attraverso il quale investire nell’economia i contributi versati, ricapitalizzandoli e riservandoli ai legittimi lavoratori contribuenti.

Nel passaggio dall’uno all’altro sistema, è indispensabile la sovranità monetaria dello Stato, che in tale modo sarebbe in grado di autofinanziarsi senza creare ulteriore debito.

Ma fino ad ora, in virtù di chissà quale dottrina, il sistema politico ha preferito la via dello schiavismo: non pensionati, non lavoratori, non immigrati … bensì solo una massa di schiavi.

Ci volete schiavi, ci avrete ribelli, qualcuno ha scritto.

Chi si ribellerà per primo?

I pensionati?

Non è credibile.

I lavoratori schiavi?

Credibile ma improbabile.

I nuovi schiavi importati?

Credibile e molto probabile.

A questo punto saranno cavoli amari.

Daniele Quaglia

(*) Sistema con cui le pensioni attuali vengono pagate esclusivamente grazie ai contributi versati dagli odierni lavoratori. Quando questi, a loro volta, andranno in pensione, non esistendo più i fondi da loro versati, perché ripartiti tra i pensionati di 40anni prima e l’unica speranza per averla sarà quella che ci sia un numero sufficiente di lavoratori che pagano i contributi

2 risposte a Ci pagheranno le pensioni o ci sgozzeranno?

  • Samuela granzotto scrive:

    Si e’ proprio così:ma dove azzz hanno la testa ?senza pensare a quanti extrac una volta avuta la cittadinanza italiano fanno venire i vecchi genitori in
    Italia poi li mandano all’Imps perché se hanno più di 65 anni gli danno 500 euro al mese di pensione piu la 13• senza che abbiano versato 1 centesimo di contributi i soldi mancano sempre di piu’ ma questa emorragia di pensioni ai genitori degli extra continua Boeri se non le spieghi chiaramente queste
    Cos’è contonueranno tutti a non capirti

  • GIORGIO VIGNI scrive:

    La bellezza dei codici costituzionali demorepubblicani.:
    Schema Ponzi, gravissimo reato è: un metodo di truffa per cui, le rendite versate a vecchi investitori vengono corrisposte, dai criminali truffatori, con il capitale versato da nuovi investitori .Anche qui l’associazione a delinquere corrisponde ad ulteriore reato ed aggravante.
    Bene l’INPS, stato, cosa fa, legalmente, è naturale : fa versare contributi per pagare la pensione a chi l’ha già maturata.( E i contributi, versati a suo tempo da costui, dove sono finiti?).
    Perdirindina, ma tra il truffatore e lo stato ci deve pur essere una differenza, o no ?

    S. Marcoooooooo ! G. Vigni

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