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Come sconfiggere l’autovelox

Ce lo insegna Giorgio Vigni ex presidente di LIFE Treviso che da una vita combatte contro l’autovelox diventato, troppo spesso, strumento per pianificare i debiti di molti comuni, qualche volta anche con la cointeressenza degli agenti incaricati; abusi che hanno stravolto il fine di questa apparecchiature che dovrebbe essere quello di ridurre la velocità e di conseguenza la pericolosità delle nostre strade.

L’automobilista che a questo punto si sente solo un oggetto, una specie di bancomat alla mercé di amministratori con il vezzo del prelievo facile, affinando l’ingegno si chiede se chi pretende il massimo rispetto delle norme sia, allo stesso tempo altrettanto rispettoso di queste; il più delle volte, per non dire sempre, la risposta è NO.

Perché allora, per una questione di principio, visto che spesso l’esiguità delle multe non giustificherebbe simile dispendio di energie, di tempo e anche di denaro, non fare ricorso al Giudice di Pace?

Questo si è chiesto e questo ha fatto Giorgio Vigni vincendo la causa.

La sua esperienza può essere sintetizzata in 4 punti:

1) Evitare assolutamente il ricorso al Prefetto;

2) Inviare subito autotutela all’Ente di Polizia che ha elevato la multa;

3) Farla seguire da un’ istanza, sempre all’Ente di Polizia, per invio documentazione inerente l’installazione dell’Autovelox (Si tratta della richiesta di 33 documenti);

4) Entro 30 gg. dal ricevimento della multa, presentare il ricorso al Giudice di Pace contro l’Ente di Polizia ed il Comune nel cui territorio è installato l’auovelox.

Nel caso di Vigni né Comune, né Ente di Polizia hanno esibito la documentazione richiesta ed hanno disertato l’udienza ragion per cui al Giudice di Pace non è rimasto che annullare il verbale e multa e condannare il Comune alla soccombenza delle spese.

Daniele Quaglia

qui sotto la sentenza


2 risposte a Come sconfiggere l’autovelox

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