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Debiti fiscali: quali sono i beni impignorabili

Geremia Agnoletti segnala questo argomento:

I limiti alla pignorabilità dei beni in caso di debiti con l’Erario, dalle proprietà immobiliari a stipendi e pensioni, ai beni cointestati

20 settembre 2017 – Dopo le procedure cautelari (fermo e ipoteca), il pignoramento è il primo atto esecutivo che l’ente di riscossione (come la nuova Agenzia delle Entrate – Riscossione) avvia previa comunicazione, con l’obiettivo di vincolare determinati beni del debitore al soddisfacimento del diritto del creditore. Scatta nel caso in cui, dopo 60 giorni (120 per debiti fino a 1000 euro), non si paghi o rateizzi la cartella esattoriale legittimamente notificata, a meno che non ci sia un provvedimento di sospensione o annullamento del debito. Esistono tuttavia dei limiti alla

pignorabilità dei beni dei debitori nei confronti dell’Erario. Facciamo una panoramica completa sui beni che il Fisco non può pignorare dal sito delle piccole-media imprese.

IMMOBILI – Limiti importanti esistono per quanto concerne le proprietà immobiliari:

  • impignorabili per debiti inferiori a 20mila euro;
  • prima dell’ipoteca, è necessario un preavviso di almeno 30 giorni;
  • prima del pignoramento è necessario iscrivere l’ipoteca e attendere 6 mesi;
  • non si può pignorare la casa se il debito complessivo è inferiore a 120mila euro e la somma degli immobili di proprietà è inferiore a tale soglia;
  • non si può mai pignorare la casa – anche se il debito supera i 120mila euro – se si tratta dell’unico immobile di proprietà del debitore (anche per quote), a patto che si tratti di un immobile di residenza, accatastato a civile abitazione e non di lusso (ossia non A/8 e A/9).

Il pignoramento immobiliare nel privato è invece consentito per qualsiasi cifra e a discrezione del creditore.

STIPENDIO E PENSIONE – Per quanto concerne il limite al pignoramento di stipendi e pensioni:

  • in banca non possono essere pignorati l’ultimo stipendio o l’ultima pensione accreditati;
  • sia che lo stipendio sia pignorato presso il datore di lavoro o ente di previdenza, o che il pignoramento avvenga in banca, non può eccedere la quota di un quinto;
  • per la pensione pignorata presso l’ente di previdenza, il quinto pignorabile va calcolato al netto del minimo vitale pari a 1,5 volte l’assegno sociale (672,10 euro).
  • in banca non possono essere pignorati i risparmi accreditati prima del pignoramento fino a 1.344,21 euro, il pignoramento si estende solo alla parte eccedente tale soglia.

BENI IMPIGNORABILI – Tra i beni impignorabili rientrano, a meno che non abbiano un significativo pregio artistico o di antiquariato: letti, tavoli da pranzo con le relative sedie, armadi guardaroba, cassettoni, frigoriferi, stufe, fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, lavatrici, utensili. Beni ritenuti indispensabili al debitore e alle persone della sua famiglia conviventi. Impignorabili anche le polizze vita, da parte di qualsiasi creditore (privato o Fisco). Il fermo auto, invece, non è legittimo solo se il veicolo è funzionale all’attività di lavoro e il contribuente è un imprenditore o un professionista.

PROPRIETA’ E PATRIMONI CO-INTESTATI – Sono pignorabili i beni cointestati, ma fino al limite del 50%. In caso di proprietà immobiliare, il Fisco sottopone ad esecuzione forzata solo il 50% di proprietà se questa è divisibile, altrimenti il bene viene venduto per intero e una metà del ricavato viene restituita al contitolare non debitore.

Così lo stato occupante si preoccupa di stangare i suoi sudditi…: quando sarà il Vs/mio turno ricordiamo al dirigente Equitalia-ex quanto si è dato da fare per pignorare Zonin-Boschi padre-Renzi padre ecc

Buon fegato agli amici LIFE Geremia

Tratto da  https://quifinanza.it/

 

2 risposte a Debiti fiscali: quali sono i beni impignorabili

  • Luca scrive:

    Buongiorno, per i VENETI direi di far presente che con la legge DL212/2010 l’italia e i suoi funzionari NON HANNO NESSUNA GIURISDIZIONE nelle terre venete (VENETO, FRIULI, BRESCIA….).
    Inoltre con la legge internazionale ratificata dall’italia 881/1977, i primi 3 commi dell’articolo 1:

    1. Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtu’ di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto
    politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.

    2. Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali,
    senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla cooperazione economica internazionale, fondata sul principio del mutuo interesse, e dal diritto internazionale. In nessun caso un popolo puo’ essere privato dei propri mezzi di sussistenza.

    3. Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che sono responsabili dell’amministrazione di territori non autonomi e di
    territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere l’attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e
    rispettare tale diritto, in conformita’ alle disposizioni dello Statuto delle Nazioni Unite.

    Cerchiamo di far rispettare le loro stesse LEGGI.

  • Renzo scrive:

    Personalmente, penso che sia colpa degli italiani che quelli che sanno stanno zitti, e gli altri non siano opportunamente non informati dai Media, ma l’importante è piangere perchè Totti si è ritirato, o l’italia non si è qualificata tutto il resto è noia

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