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Gli Alpini e il nazionalismo peloso

Qualche giorno fa abbiamo attivato il nostro solito contatto giornalistico per offrirgli lo scoop degli alpini “cinesi” che abbiamo riportato qui http://www.life.it/1/gli-alpini-cinesi/ non ottenendo l’interesse solitamente riservato alle nostre iniziative. La cosa ci sembrava alquanto strana ma le  perplessità sono  fugate da lì ad un paio di giorni più tardi quando quello stesso quotidiano da noi contattato offriva ai trevigiani, con un sovrapprezzo di 3 euro, un tricolore rigorosamente marchiato “made in PRC”.

Tutti cinesi?

No, tutti patrioti italici, tutti nazionalisti, tutti unitaristi, l’importante non è manifestare il pensiero ma imporlo fino ad infastidire anche i cittadini più miti, fino ad oltrepassare i limiti del buon gusto com’è normale in regime di pensiero unico.

Migliaia e migliaia di tricolori, eccesso e cattivo gusto a deturpare il paesaggio, già la metà sarebbero stati troppi ma ben accetti se fossero serviti a risollevare le finanze, almeno in parte,  di qualche piccola azienda nostrana.

Invece no! Come quel quotidiano del gruppo “La Repubblica”, anche il corpo degli Alpini che ha sempre fatto della solidarietà “nazionale” esercizio di virtù,  ha ceduto il passo al becero materialismo che si divora ogni ideale cedendo il suo spazio  a pericolose ideologie; piuttosto che dare lavoro ad aziende locali ha preferito “delocalizzare” la richiesta di tricolori allo slogan di “due al prezzo di uno” per invadere le strade diventando l’inconsapevole mezzo di un provocatorio e peloso nazionalismo atto a generare forti tensioni in una terra che sempre più riconosce l’Italia, non patria, ma perfida matrigna.

Un ultraottantenne ex sindacalista vedendo il manifesto esposto fuori della sede LIFE si è vantato: “anch’io sono un alpino!”.

“Tuti da kopàre”, la mia risposta.

E lui “No, ti sbagli”.

“Tutti i tricolori che vedi sulle strade sono stati acquistati in Cina. Le nostre aziende chiudono senza lavoro e gli alpini comperano le bandiere italiane da ditte cinesi” replico.

“Cinesi? Sei sicuro? … non lo sapevo!” esclama, andandosene allibito e sconsolato.

Daniele Quaglia


3 risposte a Gli Alpini e il nazionalismo peloso

  • Giorgio da Casteo scrive:

    A Castelfranco,sotto le mura del castello in centro della p.za Giorgione e a poche decine di metri dal monumento realizzato in onore e a ricordo del famosissimo pittore castellano, la pro-loco ha autorizzato la costruzione del monumento…ai carabinieri !!!!! Ma perché, a quale titolo e in quale luogo si chiedono il 95% dei cittadini che,oltre ai meriti, ricordano le fucilazioni di massa operate durante la guerra dai carabinieri verso ns. soldati,anche alpini, perche’ definiti…. disertori ?
    Quando la loro terra sta attraversando una paurosa crisi, forse una delle peggiori del XX° secolo, a Treviso gli alpini sfilano e festeggiano…. ridicolizzando loro stessi. Viva San Marco

  • Antonio Viel scrive:

    Che commento vutu far.anche mi tute ste bandiere le fa an po schifo !!!!

  • valentino perin scrive:

    Almeno ogni 100 bandiere tricolori, una bandiera di S. Marco !

    Il raduno nazionale degli alpini è svolto in Veneto a 30 chilometri da Venezia !

    la bandiera del Veneto è un riferimento dell’ ospitalità e del territorio in questione.

    Penso che sia stata una dimenticanza del protocollo della organizzazione .

    Buon lavoro a tutti !

    Valentino ex Lega Nord

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