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GRAZIE PATRIOTI VENETI

di Fabio Padovan

Assistiamo in questi giorni, in provincia di Treviso, ad un asfissiante tripudio di tricolori. In questa incredibile ubriacatura tricolorata spiccano solitari i Gonfaloni di San Marco. Ci restituiscono un po’ di speranza e ci rincuorano. Grazie quindi agli ardimentosi patrioti nostrani.
Visto l’oceanico, e quasi sacro, spiegamento di bandiere tricolori, veicolate dagli alpini, ci aspettiamo nelle prossime settimane un bell’aumento di tasse e imposte. Sì, gli Alpini hanno fatto il bene e continuano a fare del bene. Perché allora non sotto la nostra bandiera?, visto che il tricolore ha fatto trucidare alpini a milioni. Cosa direbbero i poveri ragazzi martiri, smembrati e devastati nelle trincee di una guerra subita e MAI, MAI voluta, fatti a pezzi dalle

cannonate, dalle mitragliate e dalle carabine traditrici degli stessi italiani?? Cosa volete che pensino i satrapi, che da Roma, da oltre 100 anni, considerano le nostre province abitate da polentoni, buoni solo a lavorare e ad essere spremuti, e che, una volta spennati, ancora gioiscono issando l’emblema del tricolore, cioè del potere italiano al suo massimo livello? E dopo decenni di mungitura, abbandono, trascuratezza, dolorosa emigrazione, le popolazioni venete gioiscono issando l’emblema del Governo Centralista, felici e contente. Beh, laggiù pensano di continuare a spremere, tanto quei “mus de veneti” sono pienamente soddisfatti. Noi Trevisani stiamo dimostrando entusiasmo per il tricolore, il suo debito stellare, la sua inefficienza nel difenderci, curarci, perfino nutrirci. Una patria matrigna, quella italiana, che permette che Igor ed altri 10.000 come lui tolgano le vite di onesti padri e lavoratori, terrorizzino i pacifici e la facciano SEMPRE franca, sia prima, che eventualmente dopo, con qualche infame indulto. Uno stato che condanna i giusti che si difendono nella PROPRIA casa, e assolve, anzi premia e foraggia, i violenti e gli assassini, con i soldi delle tasse strappati a quegli stessi cittadini che mette al bando o in galera perché hanno difeso la propria famiglia. Uno stato che toglie le libertà individuali, conquistate in decenni di civili lotte, e che perseguita chi dimostra di non condividere il Pensiero Unico Luminoso di chi comanda. Uno stato che distrugge la voglia di lavorare di chi tira la carretta, anche di chi rischia in proprio, ogni santo giorno, senza chiedere sussidi.
Ma i vessilli di San Marco issati lassù da mani generose ci ricordano che queste sono terre di San Marco. Sono una ribelle risposta alla omogeneizzazione voluta dai media, che condizianono le menti e che sono posseduti dalle rapaci mani di chi governa i destini nel mondo.
Lassù, quel vessillo garrisce invece libero, solitario ma indomito, contro lo sfascio dei valori della nostra cultura, contro la forzatura Gender, contro il nichilismo italiano. Entro quei colori dorati e rossi restano ferreamente saldi i valori delle Venezie, in quel vessillo le genti venete sentono ancora pulsare il Sacro Cuore di Gesù. Gesù messo in croce (ripetutamente) dagli uomini. Avvertono la plurisecolare storia del Patriarcato Veneziano.
Il Leone alato diffonde serenità e sicurezza; un’ancora cui aggrapparsi, per non perdersi nelle rovine della violenza globale di una Finanza crudele.
Ancora mille grazie fratelli patrioti.
Noi esistiamo e resistiamo.
Fabio

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