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I politici della Serenissima e quelli di oggi

Dopo aver letto questi brevi appunti capirete ….

Alcuni principi fondamentali regolavano la funzione pubblica dello Stato Veneto.

Era costume assolutamente generale una grandissima fedeltà all’ufficio [leggasi servizio] ed una scrupolosa cura della funzione pubblica, spinta alla più spietata pignoleria, quando si trattava di amministrare il pubblico denaro.

La collegialità caratterizzava tutti gli organi della Repubblica: solo alcuni organi erano monocratici (es. il Doge) ma godevano meramente di poteri rappresentativi o secondari.

La gratuità di tutte le cariche pubbliche , anche se il loro espletamento comportava spese, talora ingenti.

La temporaneità delle cariche, tutte a scadenza tranne quella del Doge e dei Procuratori di San Marco, eletti a vita.

La contumacia, per la quale colui che cessava da una carica pubblica per decorso del mandato non era mai immediatamente rieleggibile alla stessa per un periodo pari a quello della carica ricoperta.

La pieggeria, per la quale lo “sponsor” proponente qualcuno ad una carica pubblica, in caso di elezione di questo, diventava coobbligato per gli eventuali danni che, l’eletto, avesse arrecato allo Stato.

Il divieto di propaganda elettorale considerata un crimine disonorante e gravissimo.

La doverosità dell’accettazione delle cariche a cui nessuno poteva sottrarsi se non con pesanti sanzioni pecuniarie.

Alcune doverose riflessioni:

La fedeltà, la coerenza, sono doti estinte?

Frequentemente alcuni indipendentisti Veneti invocano la venuta di un uomo forte che ci porti all’indipendenza, ma non è nella tradizione dei Veneti essere condotti.

Tra gli attuali politici Veneti:

Quanti sarebbero disposti ad un servizio gratuito?

Quanti di loro lo farebbero per un solo mandato?

Quali loro sostenitori sarebbero disposti a farsi carico dei danni eventuali da questi procurati allo Stato Veneto?

Chi rinuncerebbe alla propaganda elettorale?

Chi si sentirebbe moralmente obbligato ad accettare una simile carica politica?

Probabilmente nessuno di loro aderirebbe a simili proposte.

ecco perché la Serenissima è durata 1100 anni mentre gli attuali Veneti non riescono ad organizzare l’indipendenza dopo 152 anni di italica schiavitù.

Daniele Quaglia

Liberamente ispirato a “Le Leggi Veneziane sul Territorio 1471-1789” di Ivone Cacciavillani – Signum Edisioni

3 risposte a I politici della Serenissima e quelli di oggi

  • lorenzo. scrive:

    a proposito di italika schiavitu’.
    chi di voi viene adesso?
    vi svelo un mistero.
    da mie ricerche.durate anni.
    stato italiano+stato citta’del vaticano.
    sindona.
    gelli.
    carli.
    chi dopo di loro viene adesso?
    ma il signor soros.
    scometto che non ve lo sareste mai immaginato,ebbene si e,propio lui il banchiere del vaticano+maffia.
    meditate gente meditate.
    italica schiavitu’ per sempre.
    ciao grazie.
    se volete uscirne,contatatemi.
    ciao.

  • Gianppy scrive:

    Sono pienamente d’accordo che chi sbaglia dovrebbe pagare…..io personalmente sarei consapevole di pagare se ho sbagliato nella mia scelta, se non altro per farmi stare più attento la volta successiva.
    Certamente non come la stragrande maggioranza dei veneti e non che scelgono, votano e poi vanno in piazza a parlare male degli stessi candidati cui hanno dato loro la fiducia, quasi sempre senza sapere il perché.

  • Giorgio da Casteo scrive:

    Sui Poitici della Serenissima e quelli di oggi .Lucide riflessioni dimostrano che la Repubblica Veneta, anche nella fase di sua decadenza, aveva una classe politica insuperabile. Perché eletta da Savi con” baeotte” uniche al mondo. Oggi una classe politica inesistente. Era costituita dalle ” niove fameje” dei Zeno, Dolfin, Dona’, Contarini, Tron,Foscarini,Gradenigo Ruzzini,Pesaro, Mocenigo,Renier…..

    Scoppiata la guerra d’indipendenza americana (statunitense) le navi veneziane ne approfittarono per allargare il giro dei propri affari fornendo con bandiere neutrali viveri ed armi ai rivoltosi: Alla fine del conflitto delegati americani, presenti in Francia, alla firma del trattato di Versailles,cosi’ si rivolsero all’ambasciatore veneziano Daniele Dolfin : “Noi abbiamo l’onore di informare V.E. di aver ricevuto questa commissione e di essere qui pronti ad entrare nelle negoziazioni ogni qual volta Ella sara’ fornita di una plenipotenza della Serenissima Repubblica di Venezia. Umilissimi, obbendientissimi servitori : Jonh Adams, Beniamin Franklin, Thomas Jefferson” (testo fra virgolette tratto da Venezia Travolta nella Decadenza di Leonardo Panzarino) Vuole essere un pro memoria per quei politici veneti attuali che si ritengono i migliori ! Pax Tibi Marce…

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