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Il fermo amministrativo e l’alternativa etica

Il principio del fermo amministrativo, se attuato da privati, assumerebbe tutte le caratteristiche del ricatto, fattispecie perseguita a norma di legge; se esercitato da organi dello Stato, diviene un “provvedimento a garanzia del credito”.

Ma anche se lo chiamassimo con termini poetici romantici,questi cambierebbero i valori lessicali, ma, sicuramente, non la natura ricattatoria dell’atto.

Ciò appare evidente dal fatto che esiste un’alternativa etica al fermo amministrativo ma che non è mai applicata.

Si tratta della possibilità, riconosciuta al creditore, di iscrivere ipoteca nel registro del PRA e nel foglio complementare del veicolo di proprietà del debitore, per le somme accertate: è quanto prevede il Regio (!) Decreto 29 luglio 1927, n. 1814.

Se la ratio del fermo amministrativo è la garanzia del credito, questa è, a pari modo, assicurata da un’ipoteca sul veicolo, con la sostanziale differenza che il mezzo rimane nella disponibilità del debitore, il quale continuerà legittimamente ad usarlo per le sue necessità: solo in caso di vendita del mezzo interverrà il creditore!

Questo è l’aspetto etico-morale dell’alternativa che offre al creditore la garanzia dei suoi crediti senza imporre metodi ricattatori al debitore.

A questo aspetto morale se ne aggiungono altri due:

Il primo è di carattere economico: in gran parte delle Regioni, il bollo auto è sospeso per i veicoli sottoposti a fermo amministrativo e ciò causa un danno per l’erario che non avverrebbe in caso di iscrizione ipotecaria, che permetterebbe alle Regioni di continuare a incassare gli emolumenti del bollo auto;

Il secondo è di carattere sociale: la coercizione del fermo amministrativo, costituisce incitamento alla disobbedienza, un’istigazione a delinquere e molti cittadini, continuano a viaggiare anche in presenza del fermo amministrativo del mezzo, violando il codice della strada ed esponendosi al pericolo di causare incidenti che facilmente non saranno garantiti dall’assicurazione.

Per chi si trovasse con minaccia del fermo amministrativo del mezzo o anche col fermo già eseguito e non rientrasse nelle due fattispecie, esentate dal provvedimento di fermo (in caso il mezzo sia bene strumentale dell’azienda o unico mezzo per recarsi al lavoro), può sempre recarsi all’Agenzia delle Entrate – Riscossione e proporre l’ipoteca come alternativa etica al fermo amministrativo.

E magari vinciamo contro uno Stato arrogante e nemico dei comuni cittadini.

Daniele Quaglia

per ulteriori approfondimenti : https://www.studiocataldi.it/articoli/30270-fermo-di-beni-mobili-registrati.asp

 

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