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Imprenditori suicidi, non dimentichiamoli

Fabio Fontana, 53 anni, suicida il 4 gennaio 2018, Marvin Proshka, 31 anni suicida il 5 gennaio ……….  aiutateci a tenere questa rubrica http://www.life.it/1/suicidi/ aggiornata per evitare che il loro sacrificio sia vano e perché sono sicuramente molti più dei 203 menzionati in questo sito, gli Artigiani, commercianti, liberi professionisti veneti, che sono morti e continuano a morire a causa della crisi economica che non da tregua ai piccoli imprenditori, abbandonati a se stessi e privi di paracaduti sia sociali che economici.

Sono gli unici in Italia, in grado di garantire eventuali debiti dell’azienda col patrimonio personale; la prospettiva di ritrovarsi con un pugno di mosche dopo tanti sacrifici e non poter garantire alla famiglia un dignitoso futuro è spesso la causa scatenante il gesto estremo.

E’ gente genuina che crede solo nel frutto del suo lavoro e non è adusa a ragionamenti complicati che potrebbero garantire una minima tutela del patrimonio personale, gente semplice, che crede solo al frutto delle proprie mani: è gente che, inconsapevolmente, tiene in piedi il sistema Italia.

Le grosse aziende, la finanza, le banche ……. sono lì a dimostrarcelo quotidianamente: può succedere di tutto ma i loro capitali saranno sempre garantiti e a rimetterci sono e saranno esclusivamente i piccoli.

Il suicidio di un imprenditore, che null’altro è se non l’estrema protesta nei confronti di un sistema che ti abbandona e ti divora nel momento di maggior bisogno, da problema sociale è stato derubricato a semplice cronaca nera, riportato senza alcuna evidenza tra le tante notizie perché le indicazioni della politica spingono ad offrire l’immagine di un Paese post crisi, in pieno recupero economico ed occupazionale quando invece, tutti si aspettano un disastroso riacutizzarsi di una recessione, fino ad ora, mai sopita.

Ecco perché la pagina dedicata agli imprenditori veneti suicidi deve contenere tutti i loro nomi che spesso, per i motivi riportati, ci sfuggono: loro costituiscono l’atto di accusa contro uno Stato infame, che considera i suoi cittadini alla guisa di schiavi.

Daniele Quaglia

5 risposte a Imprenditori suicidi, non dimentichiamoli

  • g.vigni scrive:

    Mi rendo conto di essere spiacevole, l’ho detto anche a Focus, ribadisco: questi suicidi continuano a volgere la canna della pistola dalla parte sbagliata, facendo un favore allo stato e lasciando nel guano degli innocenti, che la iena statale continuerà a martirizzare.
    Vi rendete conto come ci ha ridotti la sudditanza, naturalmente democratica, solidale ed “antifasssista” ?

    S.Marco, cazzo, S.Marco !

    G. Vigni

  • valentino perin scrive:

    L’ anno nuovo 2018 è iniziato con due suicidi nella Sinistra Piave.
    Il commento di Daniele Quaglia è stato molto pacato e sincero !
    Venti anni fa pubblicai la prima edizione del mio libro denuncia :”Veneto, lavora e tasi” .
    Tra i capitoli trattarti emerge : Suicidi nel Veneto con la provincia di Belluno la prima in Italia.
    Diversi Sindaci “bellunesi” criticarono il capitolo “suicidi” perché queste notizie non dovevano essere divulgate in un libro.
    Meditate gente… meditate. (diceva un noto personaggio dello spettacolo)
    V. P.

  • Antonio scrive:

    non ho parole ! ma è possibile che non si possa fare niente !!!!non so una denuncia colletiva ,una spece di “task force “per colpire chi a causato tutto questo !!!!

  • Renzo scrive:

    una cosa vergognosa, e sotto il silenzio del popolo, che è bravo solo a parlare al bar, nessun giornale e tv ne parla, inutili talk show che parlano parlano ma mai di queste cose, a tal proposito si parla tanto delle pensioni di alzarle e che è un diritto acquisito, come mai Equitalia può sequestrare un quinto, anche se si è sotto i 1000 € ? la pensione dovrebbe essere inviolabile. e nessun partito prende in mano la questione, eppure sarebbe una buona mossa elettorale.

  • Ferruccio scrive:

    Ogni rappresentante di un colore politico, da quel che si percepisce, ha il compito di farci credere che gli uni sono contro gli altri in un gioco che si fa con i bambini ingenui e creduloni. Sappiamo invece che tutti fanno parte di uno stesso disegno di potere e che tutti traggono vantaggio economico da questa farsa che avrebbe lo scopo di dar una illusoria conferma della sovranità del popolo come recita la costituzione e che non è, in quanto il popolo non conta assolutamente nulla. Ogni suicidio è un fatto da nascondere perché lo stato non vuole che si dimostri la sua indifferenza oltre che incapacità di evitare questi “inconvenienti”, mascherando la propria inettitudine con altre notizie che ci distolgono dai fatti dolorosi a cui assistiamo, consapevoli ma inermi.

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