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INAIL aperto per rapina

Aperto per rapina è il cartello esposto da LIFE all’inaugurazione della nuova sede INAIL a Conegliano nel 2002. Oggi, 16 anni dopo, sembra che la rapina continui e che dia buoni frutti nell’indifferenza o con la complicità della classe politica tutta.  Non tutti sanno che l’INAIL è un ente di Stato e che ha l’obbligo della parità di bilancio: per legge non può produrre utili e possibilmente non deve creare perdite.

L’INAIL è rientrato anche tra gli obiettivi LIFE da combattere e l’abbiamo combattuto contestando la sua posizione dominante che non ha mai dato spazio ad una sana concorrenza  prima di decidere di abbandonare definitivamente la lotta contro la struttura parassitaria dello Stato, una struttura solidale con se stessa, ad ogni livello, fino a divenire persecutoria nei confronti dei cittadini: da allora l’obiettivo LIFE è diventato l’indipendenza da questo Stato.

Nel frattempo l’INAIL ha continuato a drenare risorse dal mondo produttivo creando ulteriore discriminazione all’interno di questo favorendo alcuni (pochi) a danno di altri (la maggioranza).

Mentre il numero degli infortuni e delle vittime sul lavoro dal 2000 è costantemente diminuito, fattore che ha contribuito ad abbassare notevolmente le erogazione, le tariffe sono rimaste inalterate, tanto che, ad oggi, l’ente ha “accumulato” un tesoro di 32 miliardi di euro, pagati in maggior parte dai piccoli artigiani e commercianti.

Nella tabella sotto, sono evidenti alcuni esempi della discriminazione che l’INAIL porta avanti a danno delle piccole e micro imprese.

Aliquota premio INAIL in % sulla retribuzione lorda lavoratori e per tipologia aziende

SETTORE

Individuale 1 addetto

Artigianato fino a 9 addetti

Piccola Ind fino a 49 addetti

Media Ind fino a 249 addetti

Grande Ind + di 249 addetti

Costruzioni

16,5

13,8

5,6

Edilizia

74

21,7

Industria

6,9

5,5

5,1

3,9

Legno e affini

14,8

11,6

4,8

2,9

Falegnameria

100

25,3

Minerario

8,4

4,3

Trasporti

10,7

3,4

Energia

5,1

1,6

Macchinari

5,6

2,6

I 32 miliardi sottratti ai lavoratori e alle aziende sono finiti nel calderone della tesoreria dello Stato e utilizzati da questo per ripianare le spese correnti.

Un altro imbroglio, uno dei tanti che questo Stato perpetra dal 1860 a danno dei suoi cittadini i quali sono talmente frastornati da tanta disarmante e illimitata sfrontatezza da non riuscire a reagire; mentre i politici tutti, anche quelli “amici” non solo tacciono ma partecipano alla spartizione.

A quando la resa dei conti?

Daniele Quaglia

Liberamente tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/15/tesoro-un-malloppo-da-32-miliardi-sottratto-alle-imprese-ora-la-class-action-linchiesta-su-fqmillennium/4041296/

2002 Contestazione LIFE all’ apertura nuova sede INAIL a Conegliano

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