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Ła voxe de’l vice: ARMI

La detenzione in casa di armi per legittima difesa è vista, da una “sinistra” prospettiva, come preludio all’imbarbarimento e alla giustizia fai da te dei cittadini e questa non esita a falsare i dati per imporre il suo pensiero. Fradei, trasmetto qui, post magistrale, tratto da “movimentolibertario.com”, contro il politicamente corretto e conseguente rincoglionimento dei sudditi.

Buona lettura e

San Marcooooooo !

G. Vigni

*** COME TI FARLOCCO IL DATABASE ***

Una nota ONG anti armi sta utilizzando un database auto compilato che, secondo quanto dichiarato e riportato da diversi organi di informazione, evidenzierebbe 40 casi di omicidio perpetrati nel corso del 2017 con armi legalmente detenute. Abbiamo analizzato tale database scoprendo parecchie sorprese:

1- I casi riportati sono in realtà 36, non 40. Il totale degli omicidi intenzionali nel 2017 è stato di 343, secondo i dati del Ministero dell’Interno. Questo renderebbe i legali possessori di armi responsabili di oltre il 10% dei delitti intenzionali, se il database fosse corretto, ma ovviamente non lo è.

2- Sui 36 casi riportati, 2 sono omicidi colposi, ovvero incidenti, che rientrano in una statistica differente secondo i dati del Ministero (ad esempio, sono avvenuti 1627 omicidi colposi nel 2016). Scorretto riportarli negli omicidi intenzionali, ma ovviamente utile per la causa antiarmi.

3- Altri 3 casi sono assolutamente inammissibili: un suicidio concordato da parte di persone gravemente malate e anziane, un caso dove l’arma NON era detenuta legalmente e perfino un caso di rapina dove la vittima è stata uccisa dai rapinatori con l’arma che gli hanno sottratto con la violenza.

4- Altri 4 casi sono omicidi avvenuti con armi di ORDINANZA, che vengono fornite dalla Pubblica Amministrazione, quindi non relative al possesso civile di armi o a licenze richiedibili ed ottenibili dai cittadini.

5- Restano ancora 5 casi dubbi: in due non è stato riportato se l’arma era legalmente detenuta (in genere le testate lo scrivono, se lo è). Due sono probabili casi di suicidio concordato da parte di persone gravemente malate, in un caso bisognerà attendere il processo perché l’omicida ha dichiarato di aver agito per legittima difesa ed esistono i presupposti per crederlo. Non abbiamo invece rimosso due ulteriori casi dubbi perché, data la dinamica dei fatti, propendiamo per l’omicidio intenzionale.

A questo punto, nella peggiore delle ipotesi, restano 22 casi confermati di utilizzo intenzionale di armi legalmente detenute per commettere un delitto: un numero statisticamente irrilevante a fronte delle stime CENSIS che riportano quasi 4,5 milioni di nuclei famigliari con armi in casa (quindi incidenza dello 0.000488%), ma anche a fronte delle licenze attive, che sono 1.398.920 (in questo caso si salirebbe a 0.00157%). Sul totale degli omicidi intenzionali perpetrati nel nostro Paese, la percentuale commessa con armi legali è del 6,41%, statisticamente inferiore alla percentuale di cittadini che hanno accesso ad armi legali (volendo prendere come riferimento le stime Censis, si tratterebbe del 7,42% della popolazione, numero in realtà maggiore perché nella quasi totalità dei casi anche i maggiorenni conviventi e non incapaci hanno accesso a tali armi).

Abbiamo anche analizzato l’accaduto riportato dai media per determinare se in taluni casi l’assenza di un’arma avrebbe potuto evitare il peggio. In otto casi riteniamo che l’assenza dell’arma avrebbe potuto prevenire il delitto, precisando che in due di questi il delitto sarebbe stato impossibile proprio perché la vittima era armata a sua volta e non avrebbe avuto difficoltà a difendersi.

Qui il link al database degli anti armi:  https://www.facebook.com/DatabaseOmicidiReatiConArmiLegali/…

Qui il documento contenente l’analisi di Firearms United:

https://docs.google.com/…/1Je5qBSO-c_KiVILQ9u9Dso2byk…/edit…

 

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