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L’ultimo assalto?

La lotta scatenata dallo stato italiano  contro i lavoratori autonomi veneti e del nord, accusati in massa di evasione fiscale, assomiglia in parte all’esperienza vissuta da Luigi Baesse.  http://www.life.it/?p=1836      http://www.life.it/?p=1288

L’evento che ha sconvolto la vita sua e dei suoi familiari gli ha lasciato nell’animo una ferita lacerante, insanabile,  che probabilmente lo accompagnerà fino all’ultimo dei suoi giorni.

Ma non si dà per vinto perché vede in questa deriva razzista italiana  la stessa lunga mano dello Stato, nemico giurato del libero mercato e di chi sceglie la vita dell’intraprendere.  Così ha preso carta e penna per scrivere un’accorata lettera a Napolitano Giorgio, presidente della Repubblica italiana, uno stato deciso ad annientare le piccole imprese per completare il progetto del controllo assoluto sui cittadini  tramite la dipendenza sociale.

Perché sono  pensionati e  statali i più fervidi difensori di questo regime?

Perché da questo dipende il loro destino sociale ed economico.

Dopo aver sperperato i loro contributi previdenziali versati nel tempo, lo Stato,  per garantire le pensioni a 16 milioni di pensionati e continuare a mantenere 5 milioni di intoccabili  parassiti è passato ora, dopo una tassazione soffocante,  alle rapine a mano armata con il pretesto di combattere l’evasione fiscale  e, quando le vittime rapinate non avranno più risorse da offrire, saranno ridotte in schiavitù  per meglio assolvere l’imposto  dovere di lavorare, lavorare … lavorare.

Il piccolo imprenditore è un essere pensante, fautore del proprio destino, insofferente alle imposizioni, difficile da gestire e per averne ragione bisogna sottrargli la possibilità di esercitare un lavoro autonomo perché  lo rende un pericoloso uomo libero.

Avanti Savoia …….  la storia di Baesse, trita e ritrita, si ripete per l’ennesima volta.

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