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Lettera di un disoccupato

Centri per l’impiego: macchina mangia soldi?

E’ sempre nelle emergenze che l’Italia tira fuori il peggio di sè o meglio, nell’immediato esplode incontenibile la solidarietà ma nel lungo termine nascono società, associazioni, onlus, coop …. una miriade di soggetti giuridici creati ad hoc che hanno  obiettivo primario  la spartizione dei fondi stanziati a soluzione dei problemi.

Così succede durante e dopo i terremoti, così sta succedendo anche nell’emergenza della disoccupazione che coinvolge milioni di lavoratori, una parte dei quali gode degli ammortizzatori sociali mentre un’altra parte è abbandonata a sé stessa.

Nascono così i “Centri per l’impiego” che con i “corsi di accompagnamento al lavoro” si prefiggono lo scopo di facilitare l’occupazione per chi non ce l’ha: evento che non si avvera quasi mai, perché “è più facile trovare lavoro giocando a calcetto che non inviando il curriculum” come ha candidamente dichiarato il ministro del lavoro Poletti.

Nel contempo, una miriade di organizzazioni create ad hoc lucrano sulle disgrazie dei disoccupati ai quali queste remunerano dai 3 ai 7 euro l’ora per la partecipazione a corsi che, nella stragrande maggioranza dei casi, non creano alcun ricollocamento mentre attorno a queste organizzazioni si sviluppa un’economia parallela della quale non si conosce l’entità e la gestione dei fondi impiegati dalle organizzazioni governative e comunitarie.

Chi ci guadagna sulla testa di milioni di disperati senza lavoro? E’ la domanda che un quarantenne disoccupato dal 2010, dopo aver frequentato questi “corsi senza speranza” pone ad un avvocato olandese, scevro da condizionamenti. Lui spera!

Questa la sua lettera, inviata a LIFE per conoscenza:

Gentile Avvocato XXXX,

mi è stato segnalato il suo nome dal Sig. XXXX XXXX, amico mio e Suo cliente che si dice molto soddisfatto del Suo operare.

La mia attività professionale è impiantista con discreta conoscenza di elettronica base, dipendente ma dal 2010, disoccupato.

Nel 2010 ho seguito un corso organizzato da Confartigianato per l’inserimento nel mondo lavorativo di chi non trova lavoro.

Il corso, nominato “accompagnamento al lavoro” consisteva in un ciclo di “lezioni” di due ore ogni 20 giorni per un totale di 24 ore nell’arco di 6 mesi con affiancamento di una psicologa che alla fine del periodo ci aiutava a redarre un “curriculum europeo” che sarebbe stato poi inviato via web a potenziali imprenditori interessati alle varie figure professionali.

C’è da dire che il sottoscritto come tutti gli altri partecipanti è stato remunerato, per questa attività di “aggiornamento professionale” con 7 euro l’ora per un totale di 168 euro.

Il risultato, per quanto mi riguarda, è stato ZERO: nessun colloquio con aziende, nessuno che mi abbia cercato!

Nel 2014 sono stato contattato da una società finanziaria di Oderzo (TV) che aveva ottenuto le mie referenze dal “Centro per l’impiego” di Conegliano (TV).

Questa mi proponeva un corso di 390 ore remunerate con 7 euro l’ora e al termine del corso avrei ottenuto la qualifica di “procacciatore digitale di immagine” che, a dir loro, mi avrebbe aperto le porte nel mondo del lavoro; una proposta che ho ritenuto alquanto bizzarra e per questo motivo non accettata.

Dopodiché mi sono rivolto al “Centro per l’impiego” per esprimere tutto il mio disappunto per l’accaduto contestando anche la cessione di miei dati sensibili a una società commerciale, ottenendo in risposta l’affermazione che anche questi ulteriori corsi propostimi erano parte di un comune piano organico.

Mi sembrava tutto inverosimile ed ho segnalato la cosa alle forze dell’ordine che non mi hanno degnato del minimo riscontro.

E mi trovo oggi, nel 2017, a ripetere lo stesso corso del 2010 con l’agenzia XXXX, incaricata dal “Centro per l’impiego” e questa volta, con una remunerazione di 3 euro l’ora!

La domanda che Le pongo è se tutto questo sia legale o se, sotto sotto, non ci sia qualcuno che abbia messo a punto un piano ben congegnato per spartirsi fondi sfruttando la situazione di disagio economico di persone disperate, senza lavoro.

Mi piacerebbe che Confartigianato o chi di dovere, rendesse di pubblico dominio i dati relativi a tutta l’operazione “accompagnamento al lavoro”; la provenienza dei fondi, il loro ammontare, i costi sostenuti, il numero dei partecipanti e le percentuali degli inseriti nel mondo del lavoro.

Se Lei potesse darmi una mano in questo senso, La pregherei di indicarmi un preventivo di costo come premessa per un nostro incontro.

Lo farei perché non mi sembra giusto che chi si trova in stato di bisogno, senza un lavoro, venga imbrogliato con illusorie promesse da chi ha il solo scopo di arrivare alla spartizione di fondi che potrebbero trovare un impiego molto più nobile e utile.

In attesa di una Sua gradita risposta, anticipatamente ringrazio e con l’occasione voglia gradire i miei più distinti saluti.

Lettera firmata

Non sarebbe il caso che qualche Procura iniziasse a fare un po’ di chiarezza?

Daniele Quaglia

4 risposte a Lettera di un disoccupato

  • stefano della dinastia bolgan scrive:

    Sono tutte associazioni a delinquere atte allo sfruttamento delle disgrazie altrui … e consentito da un cancro chiamato italia.
    stefano d. d. bolgan

  • Roberto P. scrive:

    Anch’io sto concludendo in questi giorni un “progetto” di reiserimento al lavoro di disoccupati “over” 30 (sono ufficialmente senza lavoro da giugno 2014!) organizzato da TE-CNA (società gestita dalla CNA di Padova), dove erano previste, oltre a 160 ore di teoria (corso da seguire obbligatoriamente), anche 640 ore come stagista/tirocinante in azienda. Lo scopo era conseguire una qualifica di tecnico del “Web-Marketing”. Io, per un ISEE molto basso, ho ottenuto un rimborso orario “lordo” di € 6,00 per le 640 ore. Ma di assunzione presso l’azienda “ospitante” non se ne parla, e colloqui di lavoro, nonstante decine di CV inviati nelle ultime 6 ore di “orientemento” con annessa psicologa, nemmeno vista l’ombra. Ma non è ancora finita: per chiudere il progetto “devo” necessariamente avere due colloqui certificati… se nessuno mi chiamerà entro fine aprile, sarà TECNA a procurarmeli (veri o falsi che siano!). Ah… mi hanno detto che i soldi li vedro verso agosto! Disponibile, io e i miei altri 14 compagni di sventura, a raccontare altri particolari al limite del grottesco. Saluti a tutti e buona Pasqua!

    • daniele scrive:

      teniamoci in contatto, potrebbe scaturirne un esposto a qualche Procura e il coinvolgimento di qualche forza politica interessata a scrollare il sistema

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