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Lingua Veneta, Popolo Veneto e Diritto di Autodeterminazione (III parte)

Auspicando un confronto civile, dobbiamo concentrare la nostra azione sul principio dell’effettività sulla base del quale le Istituzioni Venete, agendo in regime di autodeterminazione, devono esercitare tutte le funzioni tipiche di uno Stato sovrano sia nei confronti del territorio e dei cittadini Veneti, sia nei rapporti con gli altri Stati.

Quindi, oltre alla funzione di governo sul Popolo e sul territorio, le Istituzioni Venete dovranno rapportarsi con la comunità degli Stati come processo di acquisizione della sovranità esterna facendo propri tutti i trattati internazionali fondamentali, quali la Carta ONU, l’atto finale della CSCE di Helsinki e tutte le disposizioni relative allo Stato di diritto, alla democrazia e ai diritti dell’uomo; garantire i diritti dei gruppi etnici e nazionali e delle minoranze; rispettare l’inviolabilità delle frontiere ….. come quanto concordato dagli Stati membri della Comunità europea il 16 dicembre 1991 nei confronti dei nuovi Stati sorti in Europa a seguito della dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Fattore indispensabile per affermare la sovranità esterna dello Stato Veneto resta l’adozione di una Costituzione, non copiata da altri Stati, redatta in lingua autonoma a dimostrazione che il nuovo Stato Veneto è totalmente indipendente, non dipendente da altri Stati né che, tanto meno, è uno Stato fantoccio.

Non ha senso alcuno, sostenere che la nuova Repubblica Veneta sia la continuità della Repubblica Serenissima ….. che quivi non erano in uso codici scritti essendo il sistema giuridico amministrativo Veneto improntato in forma di common law precursore del sistema sassone …. che una Costituzione snaturerebbe la consuetudine Veneta.

Ciò non ha senso perché, dopo 200 anni di forzato vuoto amministrativo e normativo si sono persi la maggior parte delle consuetudini, degli usi e dei costumi, basta pensare alla lingua il cui uso è gravemente minacciato dalla colonizzazione.

E’ evidente che non c’è continuità, è evidente che la nuova Repubblica Veneta costituirebbe un nuovo Stato moderno ed è altrettanto evidente che la comunità internazionale degli Stati, per un eventuale riconoscimento dello Stato Veneto, applicherebbe le norme vigenti del Diritto internazionale che non contemplano la riesumazione di uno Stato decaduto da oltre 200 anni, no, questo proprio non lo contempla, ma l’Autodeterminazione di un Popolo, SI.

Non rappresenta un problema l’individuazione di chi sia legittimato a firmare i trattati internazionali perché il Parlamento sovrano può delegare chiunque; non lo è nemmeno il dover definire se il nuovo Stato è successore ad altro o lo stabilire gli esatti confini territoriali perché sono tutti argomenti da definire in corso di riconoscimento.

L’unica cosa da fare è agire, costituire il Tribunale Veneto, predisporre gli organi esecutivi per poter esercitare l’imperio su territorio e cittadini veneti nella consapevolezza che lo Stato italiano, impotente, tenterà di fermare questo processo a modo suo con perquisizioni, accuse di attentare alla Costituzione italiana, accuse di terrorismo, di costituzione di banda paramilitare se non di banda armata, farà in modo che siano trovate armi che nessuno di noi avrà mai visto prima e qualcuno di noi potrebbe, inevitabilmente, essere incarcerato.

Ma non per questo dobbiamo farci intimorire, anzi dobbiamo proseguire la nostra azione fintantoché anche il Popolo Veneto, stanco di tanti soprusi inizierà a non versare più tasse a Roma: questo sarà il segnale incontestabile che lo Stato Veneto avrà raggiunto i suoi pieni poteri.

Fine

Daniele Quaglia

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