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L’intransigenza LIFE

Vorremmo l’indipendenza …….  ci accontenteremmo dell’autonomia ….. ma anche se solo se ne parlasse di quest’ultima …. tutto sommato ……. ne saremmo contenti.

L’intransigenza LIFE è nella sua storia, nel suo DNA. Il politically correct in LIFE non esiste, non cercatelo. Non lo troverete perché i maneggioni politici, quelli del vogliamoci bene e mettiamoci d’accordo, sono sistematicamente neutralizzati dagli anticorpi LIFE!

Da quando nel 1994 bruciammo i concordati fiscali, dal blocco di una pattuglia GdiF a Vazzola nel 1996, dalle barricate a Torre di Mosto, alle manganellate prese a San Donà di Piave, all’assalto dell”Ufficio IVA di Verona, lo schierarsi a favore dei Serenissimi del Campanile di San Marco sfidando le minacce dei centri sociali, alle lotte contro la bolla fiscale di accompagnamento, l’EBAV, la CCIAA, contro l’ICI, contro l’IRAP, contro l’INPS, contro l’INAIL, alla costituzione dell’Autogoverno del Popo£o Veneto, alla citazione in giudizio dei vertici dello Stato italiano, al ricorso a Strasburgo …… da allora LIFE è sinonimo di intransigenza.

Se dire la verità, se pretendere il giusto, se combattere l’omertà e il consociativismo di associazioni di categoria, di sindacati e di partiti pseudo indipendentisti con le istituzioni è considerato estremista, LIFE lo è.

Il referendum sull’autonomia indetto per il 22 ottobre 2017, 151° anniversario del plebiscito truffa, ha le sembianze di un evento democratico ma nella realtà è una cospirazione contro le legittime aspirazioni di indipendenza del Popolo Veneto.

Basta analizzare la decisione della Corte Costituzionale che, nello stesso contesto, ha bocciato il referendum per l’indipendenza mentre ha promosso quello per l’ autonomia, che presentava le stesse eccezioni di incostituzionalità.

La Corte Costituzionale, organo tecnico con il compito di accertare violazioni costituzionali di norme e provvedimenti degli organi amministrativi centrali e periferici della Repubblica italiana, aveva l’obbligo di bocciare anche il referendum per l’autonomia proposto dalla Regione Veneto. Ha invece fatto un’eccezione straordinaria scegliendo una soluzione politica (suggerita da chi?) che va oltre le competenze della Corte.

Roma, campione indiscussa non solo nel gioco del divide et impera ma anche in quello delle tre carte, con la decisione di “ammettere” il referendum sull’autonomia, si assicura due risultati:

  1. Il fronte indipendentista veneto si dividerà (è già avvenuto!) tra chi sostiene il referendum per l’autonomia e chi lo avversa;
  2. Vincesse il SI, Roma può giocare la carta dell’incostituzionalità del quesito referendario annullando il tutto, oppure ci penserà il Parlamento italiano, dove i veneti sono esigua minoranza.

Il risultato tangibile sarà quello di aver deviato l’obiettivo dell’indipendenza del Popolo Veneto proiettandolo in tempi indefiniti.

Quindi il referendum non costituirà l’opportunità di dimostrare a Roma quanto forte è la richiesta di autonomia dei Veneti, primo passo verso l’indipendenza, ma sarà l’ulteriore conferma che, in senso politico, il peso  dei Veneti è zero.

A questo punto: meglio l’intransigenza dell’indipendentismo o la compiacenza dell’autonomismo ricordando che il grido di battaglia LIFE è sempre stato VENETO LIBERO, non altro!

Meditate, Veneti, meditate!

Daniele Quaglia

5 risposte a L’intransigenza LIFE

  • Guido scrive:

    Appurato che ci sara’ una schiacciante vittoria dei SI per l’autonomia, qualcuno mi spieghi quando l’esito andrà al vaglio del parlamento italico se coloro che fruiscono della rapina che tra Veneto e Lombardia si aggira attorno ai cento miliardi, siano disposti a rinunciarvi, anche un idiota capisce quale sarà il risultato

  • Marcello scrive:

    Continuo a non capire la posizione presa. Che Roma non ci lascierà un solo soldo lo hanno capito anche i sassi, nessuno si aspetta di avere l’autonomia da questo referendum. Ma proprio perchè è un passo istituzionale riconosciuto anche da Roma, rimarrà come l’unico vero e indiscutibile pronuciamento dei Veneti. L’indipendenza, l’ho già detto, non arriverà mai salendo su un campanile o eleggendo una persona chiamandola “Doge”, si otterrà facendo piccoli passi per cercare di unire un popolo che è allo sbando. Secondo voi, chi è ora che sta giocando al “divide et impera? Chi cerca un plebiscito unitario o chi si ostina ad avversarlo? Non vi rendete conto che non ha la minima importanza di che valore giuridico possa avere questo voto? Il valore simbolico è altissimo e si potà spendere anche in sede internazionale, cosa che non ha mai avuto nessun’altra iniziativa fatta fin’ora.
    Smettete di guardare il colore politico, questa è un’arma che potrà essere usata da chiunque.

    • daniele scrive:

      Possibile non si capisca che è un diversivo romano per distogliere l’attenzione dei veneti sull’indipendenza?

    • Antonio da Thiene scrive:

      Non arrivi mai all indipendensa passando per litalia,ma perche non parlate delle leggi internazionali che gia ci tutelano ,invece continuate ad inseguire le sottane italiote ce puzza di bruciato, laguzzino non ti molla .Te monde fin che te ghe ste,la gente che se ga copa`vela sio dismentega ,bravi , co gli italioti se solo ciacole par ninte,si ottusi,o piuttosto in malafede,ghe voe amore per il popolo, proprio come fa litalia vero ,,..Se non ve studie la storia non ve sveie mai…no quea italiota…..dopo te mauri…..

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