Login

Newsletter

  • Users 84
  • Posts 727
  • Comments 1,062
  • Pages 9

L’ispettore del lavoro (parte seconda)

I diritti dei lavoratori vanno sempre garantiti, ma molto spesso i funzionari dello Stato, i burocrati perdono il concetto della razionalità e diventano automi programmati a sanzionare.

Piccoli laboratori o piccole attività commerciali, spesso costituiscono un tutt’uno con la residenza e la famiglia e può succedere, in casi di emergenza, per un bisogno fisiologico, per un salto in banca o in posta o per ritardo nell’esecuzione di un lavoro, che ci sia qualcuno della famiglia che si offre a dare una mano, come nella mentalità dei Veneti è sempre avvenuto.

Guai, questo lavoro non s’ha da fare né domani né mai, parafrasando l’intimidazione dei “bravi” nei confronti di don Abbondio nei Promessi Sposi che si addice perfettamente alla situazione che stiamo vivendo,  simile a quella narrata dal Manzoni.

Nel nostro caso i “bravi” sono quegli ispettori in genere che abbiano uno spiccato senso di inferiorità , vedi http://www.life.it/1/il-burocrate-e-il-suo-sentimento-di-inferiorita/ , pronti a scaricare le loro frustrazioni sul primo lavoratore autonomo che gli si presenti innanzi.

E’ il caso accaduto a marito e moglie, lui agente di commercio e lei a gestire un bar.

Come sempre, prima di recarsi al lavoro, lui si ferma dalla moglie per un caffè non disdegnando di lavarsi la tazzina e con l’occasione lavare le altre che si trovavano nel lavandino.

Al che, due clienti, frequenti avventori del locale, si qualificano come due ispettori del lavoro esibendo i tesserini di riconoscimento.

Tralasciando lo stato d’animo e le tensioni vissute dalla coppia in quei momenti kafkiani, il verbale redatto dai due ispettori ha prodotto una sanzione amministrativa di 10.000 euro e l’obbligo per la moglie, di assumere il marito “lava tazzine” per un periodo minimo di 6 mesi con relativo stipendio, contributi, tasse, TFR, ferie e trecidesima mensilità.

Qui non si tratta più dei diritti dei lavoratori, come non si tratta di combattere l’evasione fiscale sanzionando il negoziante che regala un lecca lecca ad un bambino, al pari del barista che beve una birra o la parrucchiera che si fa la messa in piega senza emettere scontrino o ricevuta.

No, non si tratta di lotta per i diritti dei lavoratori o lotta all’evasione fiscale bensì, di oppressione e discriminazione contro il popolo dei produttori.

Daniele Quaglia

2 risposte a L’ispettore del lavoro (parte seconda)

  • renzo. scrive:

    venezia.29maggio2018.
    mi sai dire se questi,erano di bassa italia?
    perche’io,ho’mandato alla regione veneto,il,19marzo 2018.con protocollo.obbiezione di coscienza.
    tratasi:totale obietore di coscienza,nei confronti etnici della gente del sud italia contrario al mio pensiero e,lo stile di vita,opposto al loro modo di essere,materia e,antimateria che si respingono.reciprocamente.
    non anno mai risposto attendo ancora risposta.
    ciao che ne pensate.?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.