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Capodanno veneto diffuso, nel mondo, dalle aziende

03/01/2017 more veneto,  alias 3 marzo 2017

Come far conoscere al mondo, grazie alle aziende, che il Popolo Veneto ha un suo millenario calendario  alla pari delle più antiche civiltà, a dispetto del novello colonialismo italico.

Piano piano i Veneti stanno riappropriandosi della loro lingua, della loro storia, usi costumi e tradizioni, elementi che costituiscono l’identità e la continuità di un popolo mentre la mancanza di questi ne determina la morte, l’insussistenza.

Il Popolo Veneto è vivo! Superato il torpore paralizzante della propaganda risorgimentale italjota, sta reagendo con vigore all’ormai stantio processo di colonizzazione.

More Veneto”, locuzione che letteralmente significa “secondo tradizione veneta”, reintrodotta nel linguaggio commerciale, può diventare il grimaldello che fa saltare definitivamente il perverso piano di alienazione del Popolo Veneto perché può veicolare in tutto il mondo il nostro essere popolo con una sua specifica identità storica, sociale, politica, culturale ed economica.

Sin dalla notte dei tempi, il calendario veneto iniziava il primo di marzo (capodanno veneto) e terminava il 28 o 29 febbraio; gennaio e febbraio erano quindi gli ultimi mesi dell’anno, non i primi di quello prossimo e, per evitare possibile confusione tra due sistemi di datazione in uso, si faceva seguire al numero dell’anno la locuzione “more veneto”(secondo tradizione veneta).

Festeggiando l’uno marzo, il capodanno veneto, ci siamo riappropriati del nostro calendario ridiventato uso, costume e consuetudine, volendo con ciò testimoniare al mondo che il più antico popolo europeo è sopravvissuto al tentativo di genocidio e  portare all’attenzione globale la sistematica violazione del diritto di Autodeterminazione che lo Stato italiano perpetua contro i Veneti, in ogni forma, dalla occupazione ufficiale del 22 ottobre 1866.

Come realizzare questo progetto?

Visto che le aziende venete esportano i loro prodotti in tutto il mondo potranno essere i loro documenti a veicolare la nostra specifica identità.

Sarà sufficiente, nella corrispondenza e/o in altri documenti che riportino la normale data in uso commerciale, apporre anche la datazione veneta seguita dalla locuzione “more veneto”, omettendo il nome del mese indicandolo col solo numero progressivo attribuito nel calendario veneto, ovvero indicando 1 per marzo, 2 per aprile; 3 per maggio; 4 per giugno; 5 per luglio; 6 per agosto; 7 per settembre; 8 per ottobre; 9 per novembre; 10 per dicembre; 11 per gennaio; 12 per febbraio, così che “more veneto” possa essere citato, a ragione, ogni mese.

Per non creare confusione nella gestione amministrativa e contabile delle aziende che si presteranno a diffondere la cronologia veneta sarà sufficiente riportare la datazione veneta in una nota a piè di pagina.

Esempio:

Venezia, 03 marzo 2017 (*) apparirà nel testo, mentre a piè di pagina (*) alias, 03/01/2017  more veneto

Chi riceverà simile documento, prima o poi chiederà ragione di quella nota a piè di pagina e il mondo saprà che i Veneti, alla pari di Ebrei, Cinesi e Indiani hanno un proprio calendario ma, a differenza di quelli, Stati sovrani, il Popolo Veneto, Nazione e già Stato, vede negato ogni suo diritto dallo Stato okkupante italiano.

Daniele Quaglia

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