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Movimenti indipendentisti veneti

Serve un salto di qualità o dovremmo rassegnarci a morire italiani

La storia insegna che, in genere, i movimenti indipendentisti perseguono il diritto di secedere dallo Stato che ingloba i popoli di cui si ritengono espressione, con due opzioni :

  1. quella violenta;
  2. quella pacifica.

Nella prima, i gruppi agiscono solo con l’intento di creare un’ emergenza umanitaria, con attentati ed altre azioni violente allo scopo di catalizzare l’attenzione della comunità internazionale col rischio, però, che queste azioni vengano classificate terroristiche sortendo l’effetto contrario di quanto sperato e cambiando radicalmente il quadro normativo internazionale con l’adozione di leggi speciali antiterrorismo.

Nella seconda, i gruppi agiscono in via pacifica, al limite con azioni di disobbedienza civile, nell’intento di creare un fronte comune contro lo Stato occupante.

In simili situazioni, nel contesto internazionale, ha peso determinante la rappresentatività che questi movimenti possono vantare sulla base dell’espressione democratica del loro popolo, manifestata con referendum.

Esistono casi in cui più volte i popoli hanno dato mandato a loro rappresentanti, di agire per loro conto e nome nel perseguire l’indipendenza, ottenendola alla fine tramite comitati di liberazione quali soggetti con personalità giuridica internazionale, supportati immancabilmente da qualche potenza straniera.

Nel caso veneto, nessun movimento indipendentista può vantare una manifesta rappresentanza popolare fatta eccezione per Plebiscito.eu dalla dubbia personalità giuridica internazionale e che, ahi noi, si è volatilizzato.

Nel caso del CLNV che rivendica il diritto del Popolo Veneto di decidere da sé, mancano entrambi i presupposti fondamentali fino ad ora risultati essenziali per il processo di self determination di un Popolo: la manifesta rappresentanza del Popolo Veneto e il supporto di una potenza straniera.

Restando così le cose, gli uomini del CLNV, a processo in quel di Vicenza purtroppo subiranno le condanne previste dal codice penale italiano, nonostante l’impegno e la perizia di capaci difensori e si vedranno pure esclusa la possibilità di adire alle corti internazionali.

Scartata a priori la via partitica, vedi l’impantanamento della Catalogna, Movimenti o Comitati che si prefiggono l’indipendenza del Veneto dovranno, per forza di cose, abbandonare la strategia finora seguita per seguire le stesse strade tracciate da quei popoli che hanno raggiunto la libertà e l’indipendenza.

O rassegniamoci a morire burocraticamente italiani.

Daniele Quaglia

COMUNICATO AGLI ASSOCIATI di LIFE TREVISO Complice la situazione di estremo disagio ed incertezza che ci stanno imponendo e che combattiamo, per la prima volta in 25 anni nessun incaricato LIFE fino ad ora ha visitato la sede degli associati per il rinnovo della quota 2020/2021 né lo farà più.

Ringrazio in anticipo chi intende rinnovare liberamente e autonomamente la quota 2020/2021 eseguendo un bonifico sul conto di LIFE Treviso in Banca Intesa, causale quota associativa 2020 (quota minima 125€), col seguente

IBAN IT86 O030 6909 6061 0000 0149 763

Seguirà ricevuta via email o fax

Il Presidente LIFE Treviso Claudia Bortot

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renato matteazzi
renato matteazzi
2 mesi fa

un’analisi molto stringata, ma il tema merita discussione che verrà inevitabilmente soffocata. Chiedere una indipendenza dall’occupante, con le sue normative giuridiche e con i suoi codici, è da sempliciotti delle cause perse. Argomento soffocato perchè? Molti sono gli pseudo indipendentisti che sono palesemente finanziati dai poteri sabaudi per dividere, per rovinare persone.,

Gianpaolo B.
Gianpaolo B.
2 mesi fa

l

La rassegnazione è una strada che porta alla schiavitù, una schiavitù mascherata, subdola ma efficace conseguenza di un annebbiamento dato da un falso benessere, da quel bastone dove sta appesa la carota posta davanti all’asino che avanza convinto che prima o poi la raggiungerà e avanza, avanza….e intanto tira, tiraaa.

Per quel che riguarda la tessera sono disposto a rinnovarla, non tanto per condivisione sulle scelte di indirizzo del movimento, ufficialmente è una sindacale, realmente è un movimento politico, non sempre compreso ne uno ne l’altro e forse per questo perdiamo aderenti, il primo una conseguenza che anche le altre categorie stanno facendo i conti, il secondo tiriamo l’acqua nel secchio degli altri.
Ringrazio quei soci che mettono la loro disponibilità per far si che il movimento continui la sua lotta.
Rinnovo la tessera come sempre chiedendo anche, ed è la prima volta, se possibile avere un minimo di riscontro sulla gestione.