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Odore di condono tombale

Si, purché l’aliquota non superi il 10%!

Nel contenzioso fiscale, lo Stato, attraverso Agenzia delle Entrate-Riscossione e prima Equitalia, fino ad ora è riuscito ad incassare solo il 7% delle somme accertate.

Ciò è dovuto a due fattori:

1. Il più delle volte gli accertamenti sono infondati e la difesa di un bravo professionista porta all’annullamento della pretesa;

2. Il sistema di riscossione è farraginoso e, chi supera indenne la soglia dei 5 anni, ha ottime possibilità di vincere un ipotetico ricorso.

Morale della favola lo Stato incassa il 7%, mentre avvocati e commercialisti, che non a caso costituiscono la lobby più rappresentata in Parlamento, intascano un abbondante 10%;  il rimanente 83% del contenzioso iniziale va a costituire l’inesigibile.

Lo Stato potrebbe monetizzare subito il 10% di tutto il contenzioso esistente con un maxi condono tombale che consentirebbe, ai presunti debitori, un esborso non superiore alle ipotetiche spese di difesa con la certezza, però, di avere definitivamente affossato la questione.

A bocca asciutta rimarrebbero i tributaristi, avvocati e commercialisti che in tale occasione verrebbero scavalcati, se la loro lobby parlamentare non opponesse resistenze burocratiche.

Questa sarebbe anche l’occasione propizia per riformulare il Fisco in una visione di servizio al cittadino e non come mezzo di tortura.

Daniele Quaglia

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