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Pignoramento della casa

La casa di proprietà è il bene più importante a cui un cittadino possa aspirare e per questa è disposto ad assumersi enormi sacrifici.

E’ un bene che dovrebbe essere tutelato in modo assoluto anche in presenza di debiti, con i soli limiti del buon senso, per evitare che famiglie espropriate di questa, siano abbandonate in mezzo ad una strada.

Le leggi attuali contemplano una minima forma di tutela che in periodi di difficoltà economica come questi, nei quali il rischio di insolvenza è molto alto, non è sufficiente a garantire serenità esponendo sempre più spesso cittadini in difficoltà all’espropriazione della casa.

Questa evenienza si concretizza più comunemente per debiti contratti con banche, finanziarie, commercianti e/o privati nei confronti dei quali il debitore è tenuto a rispondere in solido con tutti i suoi averi ed è esposto al pignoramento della casa anche per somme di molto inferiori al valore di questa.

Se invece, il creditore è lo Stato o per esso l’Ente di riscossione, caso che si concretizza con il mancato pagamento di imposte, tasse e tributi, la situazione è ben diversa perché la casa di proprietà, o prima casa, gode di una certa forma di garanzia.

Innanzitutto c’è da chiarire il concetto di prima casa:

  • questo permette di identificare la casa di proprietà del debitore che deve normalmente viverci e tenervi residenza;
  • la qual casa deve essere registrata all’Ufficio Catasto come civile abitazione;
  • non deve appartenere né alla categoria immobili di lusso, né alle categorie A/8 e A/9 che identificano ville e castelli.

Se la casa oggetto delle mire di riscossione risponde a queste caratteristiche e il debito da riscuotere è inferiore a 120.000 euro la casa non sarà pignorabile dall’Ente esattoriale.

Se, invece, il debito dovesse supera tale cifra (120.000 €) la casa, purtroppo, è pignorabile.

Nulla osta al fatto che per un debito di qualunque importo inferiore a 120.000 euro, l’Ente esattore possa iscrivere ipoteca sulla casa, a titolo di garanzia che potrebbe far valere nel caso altri creditori vantassero tale diritto.

La questione merita due considerazioni, la prima di principio, la seconda di merito:

1) È preferibile, nonostante tutto, avere debiti nei confronti dello Stato che non con banche o aziende;

2) Per chi fa impresa e non voglia rischiare la casa, merita riflettere approfonditamente sulla forma giuridica da attribuire all’attività ed evitare in assoluto le forme che pongono le persone al centro del rischio d’impresa, perché illimitatamente responsabili con ogni loro bene posseduto,quindi

NO a ditte individuali, a snc e sas;

dare preferenza a quelle forme di società di capitali per le quali la responsabilità è limitata ai soli capitali conferiti, perciò

SI alla srl in ogni sua forma.

Daniele Quaglia

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