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Po£isia Veneta, figli di un Veneto minore?

Martedì 11 ottobre, ore 11,30 presso il tribunale di Treviso riprende il processo alla Po£isia Veneta.

C’è molta disinformazione sui fatti e sul valore politico della questione.

Conversando con alcuni amici davanti al tribunale di Brescia in occasione dell’udienza preliminare del processo Tanko2 tenutasi il 30 settembre us, ho capito che si è creata nell’opinione pubblica l’idea che il processo alla Polisia Veneta riguardi un individuo in particolare e che tutto sia gravitato attorno a questo che, si è poi scoperto, confidente dei carabinieri di informazioni confluite negli arresti di 24 veneti e all ‘incriminazione di 47 indipendentisti con l’ipotesi di terrorismo.

Per questo motivo il processo Po£isia Veneta è visto con distacco, quasi con rifiuto.

Ma i fatti non sono così almeno per quanto riguarda il primo troncone del processo che è stato improvvidamente accomunato ad altro, nel contesto del quale, quel personaggio prende il totale controllo della Po£isia Veneta che diventa sua.

Il primo troncone citato, va dal 29 gennaio 2009 data delle libere elezioni del Popolo Veneto per il Parlamento Veneto, al 6 settembre 2009, momento della rottura definitiva con costui dopo la marcia di Cittadella dove su iniziativa personale, violando gli accordi presi tra me e lo staff di Raixe Venete, quella persona ha sfilato per il centro della città a capo di un gruppo sedicente Po£isia Veneta.

Quegli otto mesi che hanno visto l’insediamento del Parlamento eletto, del Governo nominato e la nascita della Polisia Veneta, costituiscono il primo vero momento di esercizio di autodeterminazione da parte di Istituzioni Venete.

Il progetto Po£isia Veneta è stato voluto dal sottoscritto che ne rivendica la paternità politica e tutto è filato liscio sotto il controllo del Parlamento fino a quando quella persona non ha rispettato le consegne ricevute e a Cittadella ha agito di testa sua offrendo il fianco agli inquisitori taljani e invischiando tutti in una vicenda giudiziaria molto strana.

C’è da dire che un altro personaggio, noto delatore, ha completato l’opera con divulgazione di false notizie che denunciavano la Po£isia Veneta come un gruppo terroristico armato, notizie di rilevanza penale che hanno obbligato la procura di Treviso, all’azione giudiziaria.

Po£isia Veneta, per gli 8 mesi che mi riguardano, è un fatto meramente politico perché, come già detto, rappresenta il primo momento di esercizio dell’autodeterminazione del Popo£o Veneto in 143 anni di soggioganza all’Italja.

Ma a questa non interessa l’aspetto politico della questione, che comporterebbe, da parte sua, la violazione dei Patti Internazionali sui Diritti Civili e Politici avendo negato a Istituzioni Venete il diritto di autodeterminarsi e declassa tutto a criminalità comune nella fattispecie del reato di “banda paramilitare” dopo il tentativo fallito di incriminazione per terrorismo.

Sono fatti politici di cui in gran parte io rivendico la paternità politica, fatti che non mi vedono coinvolto in altri risvolti della vicenda.

Perciò, chi ha a cuore l’indipendenza del Veneto è caldamente invitato a sostenerci con la sua presenza.

Vedere anche  http://www.life.it/1/poisia-nathionae-veneta-2/

Daniele Quaglia

7 risposte a Po£isia Veneta, figli di un Veneto minore?

  • Manfrin Lucio scrive:

    Ti seguo con piacere, Lucio, mi fido di ciò che dici e ti credo. Non sono addentro di molte cose del passato delle forme e il resto di Indipendenza.

  • Manfrin Lucio scrive:

    WSM ciao

  • ROBERTO ROMAN scrive:

    So sicuro che de questo breve secoeo e mexo che semo stai soto a ingerensa del regno d’itaglia dei savoia trasformà dopo in pseudo republica dele banane, no resterà alcun rimpianto…

    TU CO NU’ E NU’ CO TI’

    W SAN MARCO E LA REPUBLICA DE VENEXIA; ESEMPIO ILLUSTRISSIMO DE LA DEMOCRAXIA PI’ LONGEVA “AL MONDO”

    Roberto Roman di Padova

  • Leon scrive:

    Eora come ea ndata a finir ieri?

  • Caro Daniele, l’opinione pubblica può convincersi di ciò che non esiste, di fatto quell’informatore dei carabinieri che a detta di qualcuno ha portato a processo diverse persone, ha dimostrato chiaramene che quel documento che lo identificava come tale negli atti non esisteva, in primis perchè mai e poi mai viene rivelata l’identità di un informatore… e poi perchè è una logica talmente semplice che non merita attenzione. E’ palese che una tale manovra ha il solo scopo di creare attriti tra i vari gruppi già segnati da personalismi e invidie varie, questo il sistema italiano l’ha capito e lo usa in maniera sconsiderata pur di mantenere il controllo sul territorio.
    Ad ogni modo ci si chiede ancora qual’è la vostra posizione di “istituzione veneta” in tale processo; risoluzioni tra istituzioni di due paesi differenti non richiederebbero processi di carattere internazionale?
    Il processo in realtà è partito con la nascita del Movimento di Liberazione Nazionale Veneto e lo sai benissimo, il coniugarsi di due realtà come un istituzione di pubblica sicurezza e un Governo Provvisorio costituito secondo norme internazionali, che anche lo stato italiano era tenuto a rispettare, avrebbe creato diritto e questo lo stato italiano assolutamente non lo poteva accettare.
    La linea tenuta dal MLNV, di non presentarsi in tribunale, è quella vincente e questo lo ha capito anche qualcuno che a Brescia, invece di presenziare in aula ha preferito investire il tempo in miglior modo.
    Se sei consapevole della disonestà di un sistema non lo combatti con le sue regole, se lo fai o non capisci o sei masochista.
    Serenissimi saluti
    Montanari Matteo

  • Pingback: Po£isia Veneta: tutti assolti | Life

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