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Quando lo sciopero fiscale?

1996 San Donà di Piave (VE), 2017 Piovene Rocchette (VI) le stesse vicende che si ripetono a distanza di 21 anni. Allora Luigi Baesse imprenditore dell’abbigliamento di San Donà di Piave dopo aver subito il fallimento della sua azienda (vedi http://www.life.it/1/falliti-per-ragion-di-stato/#more-1288 ) è stato messo sulla strada dall’ufficiale giudiziario in ordine ad un decreto di sfratto esecutivo eseguito con l’intervento del nucleo antisommossa dei CC dopo vari tentativi. Oggi la stessa sorteè toccata ai  fratelli Spezzapria di Piovene Rocchette, anch’essi operatori dell’abbigliamento buttati fuori di casa con le stesse modalità subite da Baesse 21 anni prima.

Medesima attività produttiva, medesima sorte, medesimi i creditori: le banche.

In entrambi le vicende sembrerebbe che lo Stato non abbia colpe invece le colpe più gravi sono sue. Eccole!

Politici e istituzioni in genere, gridano all’allarme umanitario e predispongono forze navali per andare a prelevare clandestini imbarcati su fatiscenti navigli o gommoni da spiaggia, a poche miglia dalle coste libiche, quasi in osservanza di patti segreti stipulati non si sa con chi, attraversano il mediterraneo, li sbarcano in Italia e li affidano a cooperative che per il loro accudimento ricevono 35 € pro capite al giorno.

Banche sull’orlo della bancarotta salvate temporaneamente con i soldi dei risparmiatori e riempite di soldi pubblici mentre i nostri imprenditori in crisi e tutti coloro che, pur lavorando non riescono a pagare il mutuo della casa, spogliati di ogni bene vengono buttati in strada senza un minimo di garanzie sociali.

Viene assistito chi arriva dalla giungla, completamente estraneo se non ostile alla nostra civiltà e le banche sanguisughe dell’economia; viene discriminato chi ha know how lavorativo e organizzativo. Viene aiutato chi rappresenta un peso sociale (immigrati e banche) e abbandonato a se stesso chi potrebbe lavorare e creare ricchezza.

E’ il tipico agire di uno stato okkupante, straniero, coloniale, nemico dei cittadini.

Ma se noi veneti continuiamo a combatterlo sempre con gli stessi sistemi avremo sempre lo stesso risultato che oggi si è ripetuto tale quale 21 anni fa.

A nulla valgono i proclami di indipendenza, di autodeterminazione, di legale rappresentanza o invocare il diritto internazionale: lo Stato italiano è figlio dell’imbroglio e combatterlo sul piano del diritto significa fare il gioco a lui più congeniale, dove può sfruttare al meglio la sua arte di baro, della truffa e trovare Stati compiacenti che gli diano una mano.

In un solo campo può essere messo in crisi: sulle entrate fiscali.

Finché non saremo in grado di organizzare uno sciopero fiscale che possa durare almeno 6 mesi e che coinvolga tutte le realtà produttive, dagli imprenditori ai loro collaboratori che non possono più trincerarsi sul fatto che il sostituto d’imposta, l’impresa, paga le loro tasse alla fonte: devono assumersi le loro responsabilità, se occorre, ricattare gli imprenditori minacciando e/o attuando scioperi ad oltranza per ottenere da loro il salario lordo, un diritto riconosciuto agli altri lavoratori europei.

Ottenuto il salario lordo avranno anche loro la facoltà di unirsi allo sciopero fiscale contro uno Stato sanguisuga che li perseguita e non li rappresenta: NO TAXATHION WITHOUT RAPRESENTATION pur in ritardo di almeno 150 anni.

Se non arriviamo a tanto e in breve, è probabile che tra altri 20 anni saremo (?) ancora qui a commentare gli stessi fatti accaduti oggi che sono gli stessi accaduti ieri, 21 anni fa!

Daniele Quaglia

LIFE ha accettato l’invito del CLNV e oggi ha partecipato alla protesta davanti al Municipio di Piovene Rocchette in solidarietà ai fratelli Spezzapria imprenditori messi letteralmente in una strada dopo lo sfratto esecutivo dalla loro casa

1996 presidio LIFE sfratto Baesse

1996 presidio LIFE contro sfratto San Donà di Piave

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2017 protesta per sfratto a Piovene Rocchette

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2017 protesta per sfratto a Piovene Rocchette

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2017 protesta per sfratto a Piovene Rocchette

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2017 protesta per sfratto a Piovene Rocchette

3 risposte a Quando lo sciopero fiscale?

  • Rossi Roberto scrive:

    Buongiorno, approvo pienemente tutta la tematica relativa allo sciopero fiscale che io, micro commerciante, sto già attuando da un bel po’ (anche se aiutato dalla forte crisi che la mia attività sta patendo). Nella fattispecie ho smesso di pagare: bolli auto, imu, ici, tasi, tari, inps, irpef. Ogni tanto pago l’iva… Forsa Veneto indipendente!

    • daniele scrive:

      Bene purché il tutto sia dettato dalla consapevolezza che il nemico, lo Stato italiano, facendo il finto tonto innanzi a contestazioni per difetto assoluto di giurisdizione, verrà a bussare alla porta per chiedere quei soldi. E’ allora che dovremo dimostrare la nostra forza di popolo unito

  • Graziella Giacomuzzo scrive:

    Gli unici i nvestimenti sono stati in aperture di sale da gioco, slot machines ….-affidati a n’drangheta, camorra e finanza infetta(banche e Sim)-Multinazionali del tabacco e del farmaco. Amici degli amici, sempre le stesse Famiglie…..a spartirsi Monopoli e Concessioni”

    Nessun Banchiere ancora si e’ suicidato! …..dormono ancora sonni tranquilli dopo essersi comprati vigneti e castelli in tutto il pianeta

    I piccoli imprenditori e artigiani si sono uccisi per’la vergogna di non riuscire a onorare i propri impegni’

    La dimora dove Zonin e’ rifugiato ,e’ presidiata(protetta) dalle forze dell’ordine dopo tutte le prodezze del Baro..,..Cosa aspettiamo ancora, il pprossimo Natale?

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