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Referendum: mi no voto

E’ controverso il parere dei veneti circa il referendum sull’autonomia promosso da Zaia.

C’è chi dice che bisogna andare a votare perché è una prova di forza nei confronti dello Stato italiano e chi dice che non andrà perché non ha senso per un Veneto votare un referendum italiano.

Io non ci andrò per alcuni semplici motivi.

Non ci andrò perché ritengo che sia una prova di forza di Zaia nei confronti di Berlusconi, da far valere in vista delle politiche 2018 (esempio Tosi nelle elezioni di Verona);

Non ci andrò perché il referendum consultivo non ha potere di vincolo su Consiglio e/o Giunta regionali che verrebbero immediatamente destituiti dal Prefetto;

Non ci andrò perché il partito promotore è lo stesso che in 30 anni ha promesso secessione, devolution, federalismo fiscale lasciando decantare il tutto nel tino dei sogni svaniti;

Non ci andrò perché negli ultimi 30 anni la situazione politica ed economica dei Veneti si è vertiginosamente deteriorata a causa dell’oppressione dello Stato italiano;

Non ci andrò perché la Lega Nord ha fornito un alibi di ferro allo Stato italiano che, pur avendo operato contro i Veneti, non può essere accusato di occupazione militare, di colonizzazione o discriminazione razziale per la partecipazione di questa al Governo centrale e in quello regionale;

Non ci andrò perché l’illusione di una maggiore autonomia sarà la pietra tombale sulle aspirazioni di indipendenza del Popolo Veneto per almeno altri 30 anni;

Non ci andrò perché non ho abbandonato il sogno di vivere in una Repubblica Veneta libera, indipendente e sovrana;

Non ci andrò perché non mi è rimasto più il tempo di aspettare altri 30 anni;

Non ci andrò perché preferisco morire con l’aspirazione di lasciare ai miei nipotini un Veneto Libero, anche se povero, che non un Veneto ricco ma servo di poteri occulti.

Amen e così sia!

Questo resta comunque il mio libero, personale pensiero ed avrei il piacere che qualche altro uomo LIFE esprimesse da questo sito, il suo in dissenso dal mio.

Daniele Quaglia

17 risposte a Referendum: mi no voto

  • Marcello scrive:

    L’importante è che poi non si parli più di indidependenza, autonomia, paroni a casa nostra, Italia ladrona e tutto il resto. Se neanche un semplice referendum che ci permette di dire come la pensiamo riesce trovare l’unità dei Veneti, allora buttate pure tutte le speranze.

    • Roberto P. scrive:

      Concordo in pieno: poi non si avranno più scuse! L’italia dirà: “Voi Veneti continuate continuamente a lagnarvi e a brontolare (perchè in effetti più di questo non facciamo!), e quando vi viene offerto una occasione per esprimervi, non la utilizzate: ma allora statevene zitti e buoni e non rompete più i coglioni!”

  • PIER ANTONIO scrive:

    Dopo il crollo del Muro di Berlino 09/11/1989 la “portaerei del mediterraneo Italia” doveva assumere un’altro assetto politico-sociale-economico.Le potenti lobbies giudaico-massoniche si sono sevite nelle piazze con Bossi e nelle aule di tribunale con Di Pietro per abbattere la Prima Repubblica (colpo di stato). Con le votazioni del 1992, momento di massimo successo della Liga Veneta-lega nord, ci siamo accorti di essere stati usati, “sedotti e abbandonati” con commissariamento dell’ALIA (perché adesso non serviva più e soprattutto Bossi non voleva poteri condizionanti all’interno della Lega). Padovan, in quell’occasione diventato onorevole, è stato l’unico che ha lasciato Roma per rientrare in “senno” ai suoi e non tradirli. Successivamente si faceva promotore del LIFE. Finalmente un sindacato svincolato dall’obbligo di fare da volano a qualsivoglia “partito” della “DITTATURA DEMOCRATICA”.
    Qualsiasi movimento venetista serve sempre e solo alla “DITTATURA DEMOCRATICA” imposta dall’ELITE GIUDAICO-MASSONICA . Essa stessa li crea laddove non dovessero sorgere spontaneamente.
    Ricordo sempre un articolo di Indro Montanelli quando era direttore del Giornale:
    “Altro che vilipendio della Costituzione, al Bossi, il regime dovrebbe appuntargli una medaglia al petto per aver saputo fare da valvola di sfogo alla pentola a pressione che altrimenti scoppierebbe”.
    Infatti da sempre il REGIME ha bisogno di un contenitore della protesta, di un leader forte nel quale coloro che protestano si identifichino. Altrimenti il popolo che non si sa cosa trami fa’ paura! I Serenissimi, non riconosciuti dalla Lega, sono una scheggia impazzita che va duramente punita. Ergastolo.
    Non I Bossi fanno paura alle eminenze grigie ( basta tirar fuori un Trota e Bossi è finito), e neanche il piduista Berlusca (cugino di Bossi x via materna) fa paura. Lo si fà scendere in campo quando serve salvo poi fargli dare la campanella in mano a Monti con la scusa delle “Olgettine” (secondo colpo di stato). Nascondendo il vero motivo: Berluska aveva fatto troppa amicizia con Putin e con Gheddafi e alle Seven Sisters, in mano ai soliti noti, non andava bene.Re Giorgio, il massone, ha deciso di imporre (senza votare) Monti, Monti =Goldman Sachs(ebrei askenaziti) =gruppo Bilderberg(Elkann+Bernabé,ebrei=Commissione Trilaterale di Rockefeller(ebreo).
    Draghi, nel Bildeberg del 92, sul Britannia, panfilo della Regina Elisabeth al largo di Civitavecchia, disse esplicitamente che il principale ostacolo ad una ‘riforma’ del sistema finanziario in Italia era rappresentato dal sistema politico. Guarda caso, dopo la crociera sul Britannia partì l’attacco speculativo contro la lira e l’uragano di Mani Pulite che proprio quel sistema politico abbatté. Negli anni successivi, Draghi fu il regista di tutte le privatizzazioni, che hanno trasformato il panorama economico italiano in modo molto simile a quello pre-1936, con un fitto intreccio tra banche e imprese monopoliste in mano a vecchie e nuove famiglie giudaiche-massoniche.
    Dopo Monti arriva Letta (Opus Dei); poi Renzi (JP Morgan Un dossier della banca d’affari chiedeva modifiche poi finite nel ddl Boschi. Napolitano, interrogato, tace) e poi … è da quasi un decennio che gli italioti non votano, non serve neanche più il loro voto!
    E in pieno contesto di Nuovo Ordine Mondiale, spuntano in ambito regionale Lombardia-il gatto (Maroni) e Veneto-la volpe (Zaia) a ritagliarsi, con l’inganno, il consenso elettorale in vista delle prossime elezioni.
    Zaia, in particolare, ci prende per il culo da più di vent’anni e vorrebbe continuare a farlo per i prossimi 20.
    Ha scelto lo stesso giorno, il 22 ottobre, per ripetere il famoso referendum truffa del 1866!
    Andando a votare si legittima l’autorità dell’invasor taljan ed elemosinando maggior autonomia si preclude , di fatto, la strada dell’indipendenza! Siamo stati occupati con la forza ed abbiamo tutte la ragioni storiche per rivendicare la nostra indipendenza!
    Zaia e Maroni sono due furboni che si divertono a prenderci per i coglioni!
    Non dicono che l’iter di questo referendum consultivo prevede tempi lunghissimi e che a Roma deve avere la maggioranza assoluta di entrambe le camere. “Democraticamente” la maggioranza decreterà che i Veneti dovranno continuare a lavorar, pagar, e taser!
    Per questo il mio mantra é:
    NO VOTAR;
    NO PAGAR;
    EL SISTEMA FA CROLAR!
    Infatti ho la fedina elettorale pulita:
    VENETO SEMPRE!
    VENETISTA MAI !
    W.S.M.

  • Carlo Rosi scrive:

    Tutti ragionamenti giusti e condivisibili, però il risultato pratico sarebbe, se la maggioranza si astiene o vota NO, di far vincere in Veneto il PD e tutti quei italiani residenti in Veneto che i preferisce mantenere lo Status quo attuale.

  • Maurizio scrive:

    Mi dispiace ma questo non è un semplice referendum. Italia ha colto la palla offerta dalla regione amministrativa italiana veneto che le permette con questa votazione, qualsiasi sia l’esito, di poter tramite il voto dei veneti di riaffermare a pieno titolo la sua sovranità sul Veneto.

  • Antonio Viel scrive:

    maaa.mi no so cosa pi pensar ! mi laore molto in provincia de Bolzan (provincia autonoma)e vede che le cose le funsiona.me piasaree che se propio non se pol far an Veneto libero almeno un Veneto autonomo (pitost de nien le mejo pitost)ancha parche ormai o 70 ani e penso de non veder realisa il sogno che tuti noi volon !!!!un piccolo esempio;la provincia de Bolzan la spende per publicisar al turismo 50 milioni de €.laprovincia de Belun 1milion €.ancha se avon i posti e le montagne pi bele de lori !!!!!(Tofane.5 Torri.Marmolada.tre cime .antelao.civetta ecc.ecc)

  • peter Vonfreiheit scrive:

    Se pretendi di essere uno del Popoolo Veneto o cerchi di assimilare la cultura di tale Popolo devi intraprendere le azioni proposte dai capi. Se le loro azioni non ti soddisfano devi mandarli a casa con elezioni democratiche non tradirli nel momento del bisogno altrimenti ti comporti come lo stato italiano che in entrambe le due guerre mondiali ha tradito i propri alleati.

  • Stefano bianchi scrive:

    Che peccato! Ragionare in questo modo è assolutamente egoistico! Meglio colpire in qualunque modo Zaia, che certamente ha fatto e fa un mare di errori,meglio far saltare l’unica possibilità che ci viene data da 151 anni di esprimerci! Meglio rimanere il capo del bar di quartiere, che affrontare il mare magnum di un confronto con le masse!peccato la Life era una altra cosa , ma tanto tempo e’ passato……….e nel frattempo questi grandi “capi” non hanno concluso niente!

  • Giandiego Brescacin scrive:

    Credo che andare a dare il proprio assenso alla domanda del referendum, anche se solo consultativo, sia un test decisivo per vedere se veramente gli abitanti del Veneto vogliono la tanto agognata indipendenza.
    Un consenso di grande maggioranza darebbe la possibilità politica di richiedere un successivo referendum politico per un’autonomia regionale, soluzione decisamente migliore di un’indipendenza vera e propria.
    Ritengo sia un’occasione unica per dimostrare a livello nazionale se esiste una volontà Veneta in questo senso.
    Se dovesse fallire la risposta di partecipazione alla consultazione, allora vorrà dire che il Veneto meriterà di continuare ad essere economicamente vessato dal governo centrale.

  • Francesco scrive:

    Non credo servirà a cambiare le sorti del Veneto e dei Veneti, ma almeno capire quanti sono i Veneti sensibili a questo argomento disposti a fare uno “sforzo” per dichiarare il proprio punto di vista.

  • Gianluigi dal brun scrive:

    Spiegami come tu otterrai l’autonomia

  • Max scrive:

    1.La regione Veneto è un ente amministrativo dello stato italiano. Quindi esegue le direttive imposte da Roma.Ora capire che il referendum è solo uno specchietto per le allodole.Per ottenere la libertà di vero uomo libero, ci vuole conoscenza, essere consapevoli che esiste l’autodeterminazione dei Popoli leggi internazionali che sono al di sopra Delle leggi italiane, Coraggio perché la libertà va conquistata con l’azione senza se e senza ma.Altrimenti siete solo un gregge di pecore e seguite ciò che vi impongono.

  • gianni cecchinato scrive:

    Il popolo veneto, la cui regione era considerata sottosviluppata fino alla fine del 1950, ha cambiato fisionomia negli ultimi 100 anni grazie alle migrazioni interne (dal sud al nord), prima, e agli sfollati dell’Europa dell’est (polacchi, albanesi, rumeni, ucraini, ecc), senza tralasciare gli esodi massicci (1860-1920) verso le Americhe che hanno svuotato le campagne, fino ai giorni nostri con tutti questi sbarchi dal nord Africa.
    Quando ha manifestato la sua opinione contro un’accoglienza selvaggia e coercitiva dei disperati, non lo faceva per motivi razzisti ma per aspetti pratici d’integrazione o civici o per il rispetto delle leggi esistenti ed è stata accusata dall’opinione pubblica per essere “razzista”, “imbriagona”, “ignorante senza memoria”. Comunque ha sempre accolto i richiedenti asilo con umanità e senso di ospitalità tipica dei contadini veneti, quando ha dovuto andare all’estero per fare “la manodopera” ha rispettato leggi ed usanze che ha trovato, mantenendo però vivo il legame con le origini. Dal 1876 al 1900 i veneti sono sempre stati ai primi posti nelle migrazioni all’estero, alla fine del XIX° Sec.la quota veneta era del 34%, rispetto le altre regioni.
    Senz’altro il risultato di questo referendum, in un momento socio-economico-politico piuttosto particolare, dovrebbe servire a capire cosa vuole questo popolo, dal passato glorioso, ma dalle prospettive alquanto nebulose.
    Dal 1960 ha avuto una sola preoccupazione “far schei”, dimostrare a tutti che non era un “mona” o un “baùco”, senza mai preoccuparsi se le sue origini e la sua storia erano gestite nelle scuole da insegnanti sradicati dal Sud che già facevano fatica ad esprimersi in un italiano comprensibile.
    Ora questo “nuovo” popolo ne sta pagando le conseguenze, dopo aver generato una nuova realtà culturale meticciata, con: cementificazione assurda del territorio, politici affamati solo di soldi che hanno adottato una sola regola, quella della “vita mea, mors tua”, forme di menefreghismo ed egoismo mai conosciute nella loro storia millenaria.
    La spiritualità singola e collettiva, presente nei veneti tanto da aver plasmato un popolo ed uno Stato senza mai sottomettersi al potere temporale di alcuna religione o ideologia politica, ora è scomparsa.
    Il Veneto, per riappropriarsi di quelle caratteristiche, non può andare a votare per di cui non conosce i dettagli.
    Fiscale? Amministrativa? Politica? Economica? ecc, ecc. Non lo sa, basta leggere i commenti nei Social network di riferimento al referendum.
    La maggioranza dei Veneti è pragmatica, legata alla concretezza dei contadini (cioè con i piedi per terra), abituata a fare pochi voli pindarici sugli argomenti non tangibili o che non si possono concretizzare.
    Chi ha promosso il referendum, senza tener conto di questo aspetto, illuderà parecchi, senza contare i “schei butài dala finestra par gnente”.

  • Geremia Agnoletti scrive:

    Geremia Agnoletti uno dei fondatori LIFE, ANDRA’ a votare.
    spero di contribuire a fare il QUORUM.
    VOTERO’ NO sperando di ottenere un 30-35 %.
    Perchè?

    ZAIA avrà una sua vittoria ma saprà che molti non vogliono l’Autonomia.

    IO voglio l’INDIPENDENZA perchè voglio decidere sui vaccini, sull’inquinamento, sugli OGM, sulla scuola, su quale Ricerca orientare i veneti ecc. ecc.

    Zaia con qualsiasi % vincerà. Quindi otterrà certamente di poter decidere autonomamente sul colore della carta igenica negli asili ed anche la quota di marciapiedi da asfaltare.
    Forse a Zaia interessa solo l’autonomia nella quota pesticidi sul prosecco.

    IO VOTO e VOTERO’ NO

    Otterremo senz’altro l’ INDIPENDENZA fra 30-50 anni e sarò già morto. Mio nonno e mio padre hanno lavorato per darmi il benessere ed oggi posso ritenermi discretamente benestante!! Ma loro sono già morti.

    WsM Geremia

  • Mario scrive:

    Io voterò SI per dimostrare che i veneti sono un popolo prima e sl di là di Zaia che sfrutterà certamente a suo vsntaggio il referendum ma sarà comunque insignificante rispetto al desiderio dei veneti di essre riconosciuti un Popolo con la propria lingua e le proprie radici

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