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Risposta a “Per chi fate tutto ciò?”

Cara XXXXX, comprendo il tuo stato d’animo che spesso è anche il mio e la situazione che stai vivendo la stanno vivendo anche i miei, uno in particolare.

Spesso mi domando come sarebbe potuta essere la mia vita senza invischiarmi in LIFE che ha stravolto quella che poteva essere una vita normale in una famiglia normale.

Ma cos’è la normalità? Il vivere sereno?

Sono figlio di artigiani che dopo la guerra si son dati daffare per creare prospettive di vita migliori per loro, per la nostra famiglia e indirettamente per quella dei collaboratori che trovavano lavoro nella nostra azienda.

Fatti salvi gli anni 50 e 60 dove vigevano norme più umane che ti consentivano di concordare il reddito direttamente con il funzionario delle “tasse” dell’ufficio ….. non ricordo il nome che comunque non era di certo Agenzia delle Entrate, tutti gli altri anni a seguire sono stati un assalto forsennato della burocrazia statale al nostro lavoro e alle nostre famiglie.

Non voglio raccontarti tutta la mia vita ed i motivi che trasformano un premuroso padre di 4 piccoli bambini in un ribelle: questo lo potrai sapere se hai la pazienza di leggere “Veneto Libero!” autobiografico, titolo che non poteva essere più espressivo dei miei sentimenti.

Anch’io ho fatto l’artigiano ed ho ancora l’iscrizione alla CCIAA dopo quasi 10 anni di inattività della Crisval snc, perché fino ad ora non ho mai avuto i soldi per la cancellazione e ogni anno continua ad arrivarmi il “diritto camerale” da pagare, che non ho mai pagato quando la società era attiva figurati se lo pagherò ora!

In tanti anni mi son fatto un’idea di cosa è necessario per trascorrere una vita tranquilla: lavoro e la giusta quantità di guadagno equivalenti a serenità da portare in famiglia.

Due situazioni che non sempre ti accompagnano e guardandomi attorno ho visto anche un’altra cosa: chi pretende di essere onesto pagando tutte le tasse difficilmente può armonizzare lavoro e guadagno e la serenità svanisce.

Per di più, sai bene che chi ha una partita IVA lavora doppio di un dipendente e le responsabilità occupano ogni spazio del suo tempo ma guadagna, in rapporto, la metà.

La jella di essere nati liberi imprenditori porta ad essere schiavi di questa libertà: liberi di lavorare quanto e come vogliamo con il corpo e con la mente, 24 ore su 24!

E se non guadagni a sufficienza ci pensa lo Stato con la bacchetta magica degli studi di settore che ti obbligano a pagare anche quando non hai guadagnato, invece di aiutarti.

E’ questo lo stato d’animo che dovrebbe consentire di goderci la famiglia e la vita?

Magari in casa avrei litigato per non aver tentato di cambiare le cose!

Non è vero che, “noi il mondo non lo cambieremo mai” perché allo stesso modo che pochi individui ci hanno portato a questa situazione altrettanti pochi potranno liberarci da questa schiavitù economica, sociale e culturale.

La storia è un ciclo continuo che si ripete: solo 150 anni fa non esistevano gli italiani e prima siamo stati 15 anni francesi e per 50 austriaci, da oltre 3000 Veneti e solo Veneti e i 2800 che ci siamo autogovernati hanno coinciso con il massimo splendore del nostro Popolo.

Gran parte dei Veneti non sanno queste cose, la colpa è dell’insegnamento scolastico imperniato su un sistema coloniale e questi Veneti perfettamente colonizzati se ne sono fatti una ragione del tipico modo di dire : “kosa vuto konbatare!”.

Col processo “Po£isia Veneta” sto rischiando 10 anni di galera perché la cara italja che adotta facile facile i trattati internazionali, con la stessa disinvoltura li ignora, e ci attribuisce reati che in verità non sono altro che l’esercizio di diritti che i trattati internazionali riconoscono anche ai Veneti.

Ma da 150 anni ci siamo abituati all’imbroglio, alla diffida reciproca, al concetto che il cittadino debba fregare lo stato prima che lo stato freghi lui e in questo clima, forse solo io, Fabio, tuo padre e qualche altro, riteniamo che non sia possibile trascorrere un’esistenza serena.

Forse siamo visionari da sembrare più egoisti che altro ma solo quando le cose saranno tornate al loro naturale decorso, quando ritorneremo liberi, forse qualcuno, tra i tanti, capirà.

A me basterebbe assaporare anche solo per qualche minuto l’aria di LIBERTA’; in questo mi sento estremamente egoista!

Con affetto Daniele Quaglia

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