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RivolteRAI, come fare

Il numero 9 di Panorama tratta l’argomento del canone RAI con una serie di interventi tra i quali sono particolarmente interessanti quelli del prof. Luca Antonini, docente di diritto costituzionale presso l’Università di Padova e dell’avvocato Luigi Piccarozzi, tributarista.

Il primo mette in evidenza che il canone, come ha stabilito la Consulta, è un’imposta e come tale è illegittimo pretenderne il pagamento attraverso una bolletta emessa da una società privata a fronte di una fornitura di un servizio; è un’imposta espropriativa in quanto in poco tempo il valore dell’imposta riscossa supera il valore del bene tassato; è una cosa assurda, in caso di non possesso del televisore, pretendere un’autocertificazione, soggetta a responsabilità e a sanzione penale, quando chi non dichiara fino a 50 mila euro in ambito IRPEF non è soggetto ad alcuna sanzione penale.

In base a questi elementi suggerisce di scorporare il canone dalla prima bolletta, inviare una dichiarazione di non essere interessati al servizio RAI e di essere disponibili a farsi criptare i canali di frequenza RAI. L’Agenzia delle Entrate, in seguito, manderà un avviso di accertamento che potrà essere impugnato presso la Commissione Tributaria in un ricorso collettivo con l’intento di adire alla Consulta sollevando una questione di legittimità.

Più radicale è quanto propone l’Avvocato Piccarozzi suggerendo di scorporare il Canone dalla bolletta ed impugnare immediatamente la richiesta del canone alla commissione tributaria con un ricorso collettivo che sarebbe già predisposto, anticipando così l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate e inviando preventivamente una dichiarazione di non voler usufruire dei programmi RAI.

Anche il M5s, l’ADUC, il CODACONS, l’UNC, l’ADICONSUM hanno dichiarato guerra totale al canone RAI e, nel suo piccolo, si associa anche LIFE.

Da tenere presente due concetti fondamentali:

1) Rimanendo la norma tale e quale, l’autocertificazione infedele (dichiarare di non avere il televisore mentre l’avete) ne esporrebbe l’autore alla sanzione penale; Ciò sembra molto inverosimile dal momento che le camere penali collasserebbero sotto una probabile montagna di denunce per una mancanza così futile;

2) Nessun incaricato RAI o della GdiF, senza un mandato di perquisizione, può pretendere di entrare in casa vostra per verificare se avete un televisore.

Sempreché i vari inghippi che si presentano nella realizzazione di questo disegno non inducano il Governo a soluzioni alternative, magari alla soppressione del canone!

Comunque sia, questa è un’opportunità micidiale per dare inizio finalmente ad una rivolta fiscale, l’unico tipo di rivolta che, senza spargimento di sangue, consente l’eliminazione di tutti i parassiti umanoidi.

Daniele Quaglia

3 risposte a RivolteRAI, come fare

  • franco scrive:

    Propongo di raggroppare un numero congruo di scorporazioni dalla bolletta della luce raggruppando copie dei rifiuti al pagamento rai in bolletta,e di porre in atto un’azione comune facendo partecipe qualsiasi associazione che è in grado di affrontare legalmente questa significativa azione, ogni movimento deve incaricarsi di raccoglier consensi spiegando alla gente che non avranno in questo caso ragione di avere paura di multe o ritorsioni da parte dello stato italiano.

  • giampiero de conto scrive:

    Disponibile al ragrupamento di questa protesta.

  • Beniamino scrive:

    a me va bene! se viene organizzato io ci sono!!

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