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Se spari al bandito…… puoi diventare un criminale

In nome del Popolo Veneto … revo£uthion. I casi Onichini e Mattielli siano da esempio.

Una volta le nostre case potevano rimanere aperte e incustodite perché ci si conosceva tutti, c’era un legame di amicizia tra vicini, nessun appartenente ad una comunità mai si sarebbe sognato di violare la proprietà altrui, sacra e inviolabile ma, soprattutto, nessuno avrebbe mai potuto immaginare minimamente di trovarsi uno sconosciuto in casa.

Questo, non per negare l’esistenza di delinquenza comune che in tutto il mondo è sempre esistita, ma per sottolineare che usi, costumi, tradizioni e consuetudini hanno la loro importanza nella costituzione di una società.

Per quella Veneta è stato così, e la giustizia rispecchiava la società: severa e inflessibile contro chi sovvertiva le leggi della comunità.

E’ stato così ma ora non lo è più perché un popolo che da centocinquant’anni si trova in amministrazione ad uno Stato alieno, lentamente dimentica; alle nuove generazioni sembra impossibile così fosse ed accettano, come normale, ciò che accade oggigiorno per cui vivere in case con cancelli, inferriate, porte blindate, allarmi elettronici e cani da guardia è quotidianeità; ma nonostante tutto rischiamo di trovarci alle tre di notte, in camera da letto, in balìa di un manipolo di banditi più o meno esotici, disposti ad uccidere per un pugno di euro.

E non è finita, perché se hai il coraggio  sacrosanto di ribellarti con l’intento di crivellare con pallini di piombo le natiche di questi “raccomandati”, se hai scarsa mira sei salvo mentre, mentre, se centri il bersaglio, diventi un criminale in base alla teoria che se ti torturano, ti stuprano, ti massacrano e non reagisci sei la vittima, ma se spari e centri il bersaglio, sei carnefice:  è giusto, allora, che tu venga processato e condannato sia al carcere, sia a “rifondere equamente” gli sfortunati delinquenti.

Onichini insegna.

Ma in che mondo siamo?

Non è possibile che la Nazione Veneta, una delle più antiche sopravvissute in Europa, possa accettare un tale sbeffeggiamento da parte di uno Stato che la sottopone a palese discriminazione razziale.

Ogni Veneto, a questo punto ha l’obbligo di ribellarsi esigendo quanto meno il giudizio di un Tribunale Veneto in grado di sentenziare non in nome di un fantomatico, inesistente Popolo italiano, ma in nome del reale Popolo Veneto, in base ai suoi usi, costumi, tradizioni, consuetudini e codici propri, che ancora esistono conservati negli archivi dello Stato ………. veneto, naturalmente!

Ciò che sta avvenendo attribuisce al Popolo Veneto le caratteristiche:

– di un popolo soggetto a regime coloniale, perché sfruttato e soggetto alle leggi dallo Stato italiano;

– di un popolo che si ritrova con il suo territorio occupato militarmente da potenza straniera, con i vari comandi e caserme di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Forestale, Esercito, Aeronautica Militare e Marina Militare;

– di un popolo sottoposto a discriminazione razziale da uno Stato che gli disconosce usi, costumi, tradizioni e consuetudini a favore di delinquenti dallo stesso importati o protetti.

Ce n’è a sufficienza e ne avanza per una benefica, salutare revo£uthion.

A quando?

Daniele Quaglia

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