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privilegi

Assolto, ma ti paghi le spese

A più di qualcuno sarà capitato di venire assolto in un procedimento penale e pagarsi le spese della difesa come un qualunque cornuto mazziato.

Quella che viene considerata la patria del diritto, l’Italia, a buona ragione dovrebbe essere ribattezzata patria del rovescio perché fino ad ora ha sempre fatto l’opposto di quanto dettato dal buon senso e di come gli altri Paesi europei affrontano lo stesso problema.

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L’Agenzia delle Entrate ci riprova

Ovviamente non si tratta di quella ufficiale ma di quella creata da hackers che ha lo stesso intento di quella ufficiale: quello di spillarvi soldi.

Cambia solo il metodo: l’Agenzia delle Entrate lo fa col sistema degli accertamenti e di notifiche legali mentre quella degli hackers lo fa infettando il vostro computer con allegati di posta elettronica che invia alla vostra casella per chiedervi poi un riscatto, quando l’apertura dell’allegato avrà mandato in tilt il vostro computer.

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Stranezze italiche

Cose che possono avvenire solo in Italia, Paese di Bengodi.

Un appuntato dei Carabinieri (appuntato è l’equivalente di caporale dell’esercito, un grado in più del soldato semplice), capobanda dei 6 carabinieri stupratori, torturatori, spacciatori di Piacenza, possedeva 11 auto e 16 moto, era titolare di 13 conti correnti e viveva in una villetta di proprietà con piscina ed oltre a ciò aveva acceso due mutui. Continua a leggere

Se chiudi ti compro

Non è il motto della Mafia ma il libro profetico di Antonio Misani, vice ministro dell’economia e delle finanze che con le sue recenti dichiarazioni ha oltraggiato milioni di Partite IVA dimostrando una formazione mentale che si credeva oramai estinta ma che lui ha rivelato ancora strisciante in certi ambienti politici di potere.

“In questo Paese bisogna iniziare a dire che le imposte vanno pagate perché servono a finanziare i servizi essenziali. E non credo che le partite Iva stiano peggio degli altri. Abbiamo già concesso rinvii, aiuti e sgravi, dunque presentarci come arcigni nemici dei contribuenti è una caricatura. Ed è chiaramente strumentale da parte delle opposizioni”.

Queste sue affermazioni non meritano una risposta: è già molto eloquente il suo curriculum politico: Continua a leggere

Il contante e la resa dei conti

La campagna contro il contante distoglie l’attenzione da chi non ha bisogno del contante per non pagare le tasse e lo fa nel modo più semplice e lecito che lor signori, i politici, hanno messo a disposizione di facoltosi privilegiati.

Hanno le loro sedi in Olanda o in Lussemburgo dove vanno conferiti gli utili delle attività produttive svolte in Italia e spesso questi utili, a completamento del loro vagabondare attraverso il globo, vanno “simbolicamente” ad approdare in sperdute isole dell’oceano.

Il portale Affaritaliani.it fa le pulci a cinque gruppi italiani, i più rilevanti, tra quelli che applicano sistematicamente la tecnica legale della delocalizzazione per non pagare le tasse (troppo alte) in Italia. Non si tratta di evasione, reato, ma di legittima elusione. Continua a leggere

Corte Costituzionale: “cupola della mafiosità partitocratica” (cit)

La lungimiranza di Marco Pannella.

Tutto d’un tratto ci troviamo di fronte ad una Magistratura che sembra impazzita, sfuggita a qualsiasi controllo e in grado di condizionare totalmente la vita politica.

Ma questa situazione è frutto di avvenimenti imprevedibili oppure è un sistema di potere venutosi a creare via via nel tempo, arrivando ad esercitare il controllo politico del Paese?

Questi fatti sono stati largamente denunciati dai Radicali quando tutti gli altri gruppi politici colpevolmente Continua a leggere

Autonomia, Veneti traditi?

Nel 1994, la Lega Nord era arrivata al governo con 184 tra deputati e senatori, ed in più poteva contare nel presidente della Camera, la fedelissima Irene Pivetti; la rivoluzione sembrava compiuta ed a Natale ’94, col panettone sarebbe arrivato il federalismo, proclamava Bossi.

Chi non conosce la storia è destinato a ripeterla (cit.) e la vicenda tale quale si è ripetuta con l’autonomia che Salvini aveva promesso col panettone, per Natale 2018.

Il copione è sempre lo stesso: grandi proclami, i fedelissimi che inneggiano all’obbiettivo pressoché raggiunto salvo poi attribuire le cause dello scontato fallimento a eventi esogeni imprevedibili. Continua a leggere

I più non si fidano dello Stato

Gli italiani, dal punto di vista della salute finanziaria, stando agli esiti di un sondaggio commissionato da BlackRock, una delle più grandi società al mondo di gestione del risparmio, sarebbero i più infelici tra i cittadini dei 13 Paesi presi a riferimento.

Solo il 28% di questi si considerano sereni sotto questo aspetto ed esenti, fortunati questi, dall’angoscia di farcela ad arrivare a fine mese, in numero molto inferiore dei tedeschi che sono al 39% o degli inglesi al 40%. Continua a leggere

Illuminante esempio di un imprenditore di sinistra

Dedicato a chi considera l’azienda la sua famiglia.

Lui si chiama Mauro Laus e oggi è un Senatore del PD ma nella sua esperienza lavorativa, prima della svolta politica, ha avuto la disavventura di fare l’imprenditore.

Un imprenditore un po’ atipico, per la realtà, in quanto dal 1996 al 2014 ha presieduto una cooperativa di servizi di Torino, la Rear che forniva lavoratori per il controllo delle sale cinematografiche, l’accoglienza e la biglietteria.

Fino a qui nulla di strano, nemmeno sul fatto che i suoi lavoratori abbiano intentato causa alla coop per il Continua a leggere

Reddito di cittadinanza: galera a chi truffa?

E’ quanto ha chiesto Giorgio Vigni ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Interno con questa sua lettera:

Dichiarazioni ripetute, ferme e roboanti che chi farà il “furbo”, sul reddito di cittadinanza, € 780/mese, ergo € 9.400/anno, finirà in carcere.

Lodevole e rassicurante.

Il galeotto risulta costare al contribuente € 132 pro die, ergo € 4.000/mese, ergo € 48.000/anno e speriamo non si prenda i 6 anni di pena massima; non considerate le spese dell’indagine e del tribunale! Continua a leggere