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storia LIFE

Riciccia l’IRAP

Nata dal genio malefico di Prodi, la tassa sui debiti, la tassa che più di ogni altra rende l’dea della rapina (IRAPina), dal 1997 è ancora lì nonostante i proclami di Berlusconi di volerle eliminare già dal 2000.

Una imposta applicata sul monte salari e sugli interessi passivi bancari, chiaramente incostituzionale riciccia ad opera del Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana che ne spiega i lati negativi, che ogni imprenditore conosce da ben 23 anni e chiede che venga abolita o quanto meno sospesa in questo periodo di emergenza prima che la tassa sui debiti possa essere letale per molte attività. Continua a leggere

Un governo bugiardo

Proprio ieri comunicavamo l’inattendibilità dei dati forniti dai consulenti di Conte (vedi https://www.life.it/1/la-volpe-perde-il-pelo-ma-non-il-vizio/ ) sul pericolo coronavirus.

Come si difende la volpe (governo) scuoiata?

I consulenti (CTS) di Giuseppi Conte l’hanno sparata talmente grossa da essere subito smascherati.

Era  troppo grossa e la bugia della volpe che prevedeva 151.000 ricoveri in terapia intensiva se si fosse dato il via libera alla ripresa delle attività il 4 maggio è stata scoperta e la volpe, per screditarsi, afferma che quella era una metafora per presentare lo scenario più drammatico a cui si sarebbe potuto andare incontro. Vedi https://www.linkiesta.it/2020/04/comitato-tecnico-scientifico-covis-coronavirus-fase-due/ Continua a leggere

La volpe perde il pelo ma non il vizio

Molti politici hanno fatto fortuna con le bugie

La bugia non è una virtù come le Istituzioni italiane da oltre 150 anni tentano di darci da intendere così la volpina Italia, nata sulla bugia, sull’imbroglio e che non ha mai perso il vizio, persevera nell’esercizio che meglio gli riesce salvo poi esporsi a barbine figure.

Il Conte Giuseppi, quello che ci tiene in prigione privi di ogni libertà, ha pensato di prolungare il lockdown in base alle allarmanti proiezioni del suo CTS (Comitato Tecnico Scientifico) che stimano un aumento esponenziale di ricoveri in terapia intensiva se la riapertura venisse effettuata al 4 maggio, come programmato. Continua a leggere

Covid19: le cose che non ci dicono

L’AIFA contro l’uso del farmaco che guarisce da covid19; I tempi lunghi per tampone e reperimento del farmaco possono uccidere; Il lockdown non riduce i ricoveri in ospedale; Un farmaco efficace ma che costa poco … non può essere usato.

C’è un farmaco brevemente chiamato clorochina (Plaquenil, lo stesso citato dal nostro amico sindaco e medico Riccardo Szumski per curare i suoi pazienti) usato, per intuizione, da un sempre maggior numero di medici e di strutture, su pazienti positivi al covid19, con risultati strepitosi perché i pazienti vengono curati a casa e si riduce di oltre il 90% il numero degli ospedalizzati e dei morti. Continua a leggere

Lockdown: chi riapre e chi, come l’Italia, vorrebbe gettare le chiavi

Vediamo come in altri Paesi europei si inizi ad allentare le restrizioni adottate per l’emergenza sanitaria.

La decisione di prendere provvedimenti inerenti la salute pubblica ed il benessere sociale spetta alla politica che, una volta ascoltati i consiglieri tecnici, deve assumersi la responsabilità di decidere autonomamente.

Rinviare all’infinito non significa precauzione ma molto spesso incapacità di decidere, indecisione, e questo Governo, che ha posto sotto assedio il Paese dopo aver probabilmente causato migliaia di morti per colpa di diagnosi fallaci e protocolli che si sono rivelati fatali: Continua a leggere

Covid 19, indennizzo alle imprese?

L’Italia pensa di cavarsela con una pacca sulla spalla?

Mentre altri Paesi hanno immediatamente disposto contributi a fondo perduto per le aziende, l’Italia pensa di risolvere la crisi economica innescata dalle misure restrittive imposte, elargendo l’elemosina dei 600 euro, non per tutti gli imprenditori, la garanzia di potersi indebitare restituendo alle banche il capitale prestato più gli interessi e una pacca sulla spalla, come segno di solidarietà? Continua a leggere

Resistenza e Liberazione

Quando noi Veneti potremo festeggiare la Liberazione dall’Italia?

Impariamo da quelli che fanno passare la resistenza come il motore della liberazione, mentre nella realtà a liberare l’Italia furono le truppe Anglo americane.

A parte la propaganda del nuovo regime italico che sistematicamente attribuisce ai partigiani rossi il merito della liberazione, di tutta questa vicenda, da una sola cosa devono trarre insegnamento gli indipendentisti veneti: senza l’aiuto di uno Stato potente possono abbandonare qualsiasi sogno di arrivare, un giorno, ad essere indipendenti. Continua a leggere

San Marco (3 video)

25 aprile in Piazza San Marco con le bandiere di San Marco: una conquista storica

25 aprile 2012 uomini LIFE-APV (Autogoverno del Popolo Veneto) e uomini del gruppo Ultimi Veri Veneziani hanno sfatato il tabù di Piazza San Marco vietata a qualsiasi manifestazione. Noi Veneti ci siamo ripresi il possesso dei nostri luoghi sacri sfidando la minacciosa repressione degli italici sbirri. Piazzetta San Marco col Palazzo Ducale sono diventati il luogo ideale dove festeggiare il 25 aprile San Marco. Continua a leggere

Riprendiamoci la libertà

Non hanno senso le restrizioni imposte da Conte per il coronavirus, vediamo il perché

E’ una malattia infiammatoria. Francesco Le Foche, professore di immunologia, primario di immuno-infettivologia al day hospital del Policlinico Umberto I di Roma: Continua a leggere

El taljan

Lei è Veneto! Felice di sentirmi rivolgere questa esclamazione da chi ha riconosciuto le mie origini da una cadenza che non è altrettanto marcata e riconoscibile nelle altre lingue italiche.

Spesso i Veneti soffrono di un complesso di inferiorità quando si trovano a conversare in lingua italiana con  italici che  sembrano più “forbiti, dizionati” ma che invece sono solo più spregiudicati e non temono di dire castronerie.

L’essere veneto, portarne la cultura, le tradizioni, la lingua o anche solo la cadenza della lingua ed essere riconosciuti come Veneti non può che costituire un motivo di orgoglio.

Tre piccoli aneddoti: Continua a leggere