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Tra Veneti, processi veneti in Tribunali veneti

L’Alta Korte de Justithia – Tribuna£e de el Popo£o Veneto è disponibile a mediare in liti tra cittadini veneti consenzienti e consapevoli del fatto che il giudizio, vincolante e inappellabile, sarà dettato dagli usi, costumi, tradizioni e consuetudini del Popolo Veneto. Gli interessati ad usufruire di tale giudizio contattino preventivamente la sede LIFE a info@life.it—- £a Alta Korte de Justithia-Tribuna£e de el Popo£o Veneto xe a dispoxithion pa’ judegare barufe tra sitadini veneti ke £i sìpia dakordo so sto fato e ke £i gàvia kosiensa ke el judithio, vinko£ante e inape£abi£e, el venharà emeso in baxe a£e uxanse, kostumanse, tradithion e konsuetudene de’l Popo£o Veneto. Ki ghe intarèsa ‘ver sto judithio ga prima da kontatar £a sede LIFE a sto inderiso  info@life.it
Daniele Quaglia

5 risposte a Tra Veneti, processi veneti in Tribunali veneti

  • alvise piccoli scrive:

    Già questo post lo trovo positivo nel percorso di autodeterminazione a differenza del precedente in cui sollevava dubbi Daniele Quaglia, vorrei fare anche un’altra precisazione il tribunale proposto mi trova in linea di percorso, ma una cosa mi lascia dei dubbi.
    La life associazione registrata in italia non avrebbe i presupposti giuridici di terziarietà nel giudicare un Veneto essendo emanazione di una associazione di registrazione italica. Dovrebbe essere una entità Veneta a predisporre il tribunale medesimo. Se la life si spoglia della ruggine di stampo italico può a mio avviso ben rappresentare e proporre nell’ambito del processo di autodetrminazione del POPOLO VENETO un “potere giudiziario” che possa integrarsi con il “POTERE LEGISTRATI” e POTERE ESECUTIVO ” indispensabili per la costituzione dei uno stato VENETO.

    • daniele scrive:

      LIFE non c’entra. In questo caso fa da puro supporto logistico. Alta Korte e Tribuna£e sono organi indipendenti e altrettanto i collegi giudicanti composti da liberi cittadini veneti

      • Diego Bianchi scrive:

        il TPV è una attività indispensabile se vogliamo dare credibilità al fatto che un movimento di liberazione / decolonizzazione da uno stato occupante, debba iniziare ad amministrare il territorio che il Popolo rivendica, e amministrare la vita sociale di tale Popolo in alternativa migliore alla malamministrazione dell’occupante.
        Per far questo servono una serie di esercizi di “Patria potestà” ed emanazione di editti o decreti che li avviino ufficialmente; l’emanazione di tali editti deve avvenire da parte di un organo parlamentare che non “appartiene” ad un singolo gruppo indipendentista, ma ad un assieme di gruppi confederati come potrebbe essere “Intergruppi” che in tal modo avrebbe un vero motivo di esistere.
        Queste azioni di presa di possesso – anche amministrativo – del territorio renderebbe schizofrenico lo stato occupante e può generare quelle azioni palesemente antidemocratiche e contrarie al diritto internazionale, dei “casi” di reazione italiana eccessiva che possano portare alla uscita dallo stallo attuale.
        Le sentenze che il TPV emetterà non avranno carattere “esecutivo” in quanto mancante di impositività al soccombente, ma avranno un forte valore morale.
        Di particolare interesse per noi e di devastante effetto per l’occupante potrebbero essere le cause di riforma di sentenze italiane palesemente ingiuste, spesso derivanti da pressioni politiche e corruzione. Anche il TPV, così come il Parlamento Veneto, deve avere una alta immagine di imparzialità e autorevolezza, motivo per cui deve essere presieduto da una figura autorevole, che non sia un condottiero indipendentista, ma un elemento di spicco della magistratura italiana in pensione ( quindi indipendente da condizionamenti di carriera) ad esempio, o un avvocato di alta corte, che si occupi di allestire l’organo decidendone la forma, e poi di presiedere le cause. Questa era l’idea di progetto discussa un paio di mesi fa con un avvocato che supporta il M.T.L., movimento che osservo attentamente perché opera in maniera determinata e con azioni intelligenti a contrastare il potere illegittimo che l’italia esercita nel loro territorio.
        Naturalmente questa traccia di progetto può ricevere variazioni e proposte migliorative, o completamente diverse se più efficaci, e sarebbe auspicabile creare un pool di studio che entro 30 giorni prepari il progetto migliore.
        Da parte mia alla prossima assemblea ANV del CLNV farò questa proposta per ottenere il via libera allo studio di progetto in collaborazione con altri gruppi.

  • Fabioskj io scrive:

    Aggiungo al post di Alvise: qualora il condannato rifiutasse di adempiere alla “condanna” rivolgendosi agli uffici giudiziari dell’occupante sostenendo che il Tribunale Veneto non può aver la forza coercitiva di sentenza di un giudice o arbitro in itaglia, allora sarebbe proprio quella un’occasione di ricorso in sede internazionale. Ovviamente vanno impostate le cose per bene.

    • daniele scrive:

      I ricorsi in sede internazionale li puoi effettuare solo dopo aver percorso tutti i gradi di giudizio interni, in questo caso, degli organi di giustizia italiana. Il giudizio sarà accettato come vincolante dalle parti, preventivamente e in forma scritta. Chi rifiutasse il verdetto non sarà eliminato come fa la mafia, ma lui e i suoi eredi saranno condannati all’eterno pubblico ludibrio come avveniva nella Repubblica Veneta

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