Agenzia delle Entrate: accertamenti fasulli

L’Agenzia delle Entrate il più delle volte invia accertamenti super gonfiati con un preciso scopo: terrorizzare il contribuente per indurlo ad aderire e comunque a pagare. In questi casi lo Stato si comporta come un venditore nordafricano di tappeti: chiede 100 euro per arrivare ad incassarne 15, dopo estenuante trattativa,  contento comunque  di avere portato a casa qualche soldo.

Ne sa qualcosa Ivan Fabris, consigliere di LIFE Treviso incappato nel 2003 in un accertamento di 7.000 euro.

Dopo vari incontri con il responsabile della pratica l’accertamento passava a 20.000 euro  che di li a poco sarebbero lievitati a 120.000 (centoventimila euro!).

Fabris ha subìto l’ipoteca della casa, segnalazione di cattivo pagatore alle banche, disagi immensi e spese di professionisti per i ricorsi vinti in primo grado ma impugnati in appello dalla stessa Agenzia.

Il 18 novembre 2011 gli arriva una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate con la quale gli si rende noto che , grazie ad una legge intervenuta, può sanare il tutto con 4.000 euro.

La sua intenzione è quella di non cedere all’ultima offerta del venditore di tappeti alias Agenzia delle Entrate e di passare al contrattacco con denunce penali verso i responsabili della pratica, dimostratisi  in mala fede e causa di disagio, di stress, danni biologici e di attentato alla quiete famigliare nonché  ingenti danni all’immagine e al patrimonio.

Se serve LIFE Treviso è pronta a costituirsi parte civile per chiedere i danni al funzionario sciacallo e perché le disavventure giudiziarie che lo colpiranno  siano da deterrente per gli altri criminali suoi colleghi.

Per tutti questi anni Fabris ha fatto parte degli evasori pizzicati dal fisco, quei 120.000 euro hanno gonfiato le somme relative all’evasione accertata al Nord, magari hanno costituito uno dei tanti marchingegni per truccare i bilanci dello Stato e magari Equitalia ha acquistato quel credito versando allo Stato il 75% di 120.000 euro.

Morale della favola? Uno Stato simile, potete starne certi, non esiste in nessun’altra parte del mondo; non datevi per vinti troppo in fretta e ricordatevi che chi la dura la vince; per i più audaci o per coloro che non hanno nulla da perdere si ricordino del ricorso “per difetto assoluto di giurisdizione”  http://www.life.it/?p=1840

Sentiamo dalla viva voce di Ivan Fabris quanto accaduto e più sotto pubblichiamo la lettera di offerta che gli è pervenuta dal venditore di tappeti alias Agenzia delle Entrate alias Stato italiano.

DQ

la letterina per una soluzione bonaria della controversia

il “fai da te” per calcolare quanto pagare

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