Evasione fiscale
Evasione Fiscale, la solita bufala, puntuale come un treno svizzero.
In perfetto orario con la crisi economica, ritorna la lotta all’evasione fiscale come un talismano capace di annullare il malefico sortilegio che sta facendo sprofondare nel baratro l’economia italiana.
La caccia alle streghe è ufficialmente aperta e se ne guardino bene tutti quei cittadini dotati di un numero di partita IVA: quello è il segno, il marchio infame dal quale nessuno si può nascondere e sottrarsi alle pratiche purificatrici dell’Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza.
Non conta niente se voi avete tenuto in regola tutti i registri possibili e immaginabili e se le cifre riportate, controllate e ricontrollate risultino matematicamente a posto: su tutto grava il marchio dell’infamia, dell’infedeltà, della propensione all’evasione fiscale attribuitovi dal numero della Partita IVA.
Già, perché il numero di partita IVA non è più un contrassegno di riconoscimento soggettivo ma è diventato la garanzia negativa di un marchio di origine: evasore a denominazione di origine controllata, DOC!
Così al primo accertamento eclatante andato a segno, giornali e televisioni diventano l’oracolo del sistema e diffondono la notizia con frequenza martellante come un bombardamento a tappeto che precede l’assalto.
In questo sistema lo Stato italiano tramite GdiF e Agenzia delle Entrate, accerta milioni e milioni di euro di evasione fiscale, criminalizza intere categorie di onesti cittadini che vengono additati poi come la causa di tutte le disgrazie: lo Stato crea contrapposizione sociale, odio e astio tra chi, avendo il marchio infamante IVA, lavora in proprio e tutti gli altri.
E’ proprio questo lo scopo di tanta propaganda: alzare il livello di tensione tra le classi sociali che erano venute a trovarsi in pericolosa sintonia contro la vergognosa realtà di una Casta senza eguali al mondo per privilegi , sprechi e incapacità.
Prova inconfutabile di questa teoria sono i risultati che la caccia all’evasione ha sempre dato.
Nel 2006 il fisco, cioè lo Stato, ha recuperato l’1,23 % dell’evasione accertata, vale a dire 609.831 euro su 49 miliardi e mezzo di evasione accertata dall’Agenzia delle Entrate.
Ma perché, se GdiF e Agenzia delle Entrate accertano una evasione di 100 euro, lo Stato ne incassa solo 0,8 (80 centesimi di euro) nel 2003, 0,57 (57 centesimi di euro) nel 2004, 1,21 (1 euro e 21 centesimi ) nel 2005, 1,23 (1euro e 23 centesimi) nel 2006 e 7 (7 euro), forse, sperati e molto ottimisticamente preventivati, per esigenze di bilancio, per il 2011?
Ci sarà una ragione logica per cui i marchiati evasori riescono a pagare solo 0,8 o 0,57 o 1,21 o 1,23 o 7, (forse) invece di 100 euro.
Ci sarà una ragione per cui questi dati, impietosi ma reali non vengono mai pubblicati con altrettanta roboanza di quelli relativi agli accertamenti.
Una ragione c’è!
Gli accertamenti non sono veritieri!
Sono artatamente gonfiati!
Sono fasulli e in sede di ricorso, i marchiati evasori la vincono 99 volte su 100!
L’affare “evasione fiscale” è pura propaganda, un’operazione di psicologia per il controllo delle masse.
Bisognava catturare l’attenzione dell’opinione pubblica che aveva preso di mira un obiettivo sensibile e deviarla verso un altro obiettivo, una valvola di sfogo, l’evasione fiscale appunto.
Fino ad ora questa tecnica ha sempre funzionato ed è sempre rimasta nascosta, coperta; restano però i dati statistici e l’omertà degli organi di informazione su questi dati, a confermare l’imbroglio.
L’evasione fiscale è una bufala!
I costi insostenibili della Casta, questi sono una reale certezza!
Qualsiasi politico non si tirerebbe mai la zappa sui piedi; mai modificherà in senso restrittivo tutti i suoi privilegi.
Qui, si deve tagliare e amputare l’organo infetto che sta diffondendo l’infezione letale.
Partiamo dagli stipendi di tutti i parlamentari, burocrati e managers di stato e portiamoli ad un tetto massimo di 5.000 euro/mese.
Via i portaborse pagati in nero.
Via i privilegi degli impiegati pubblici: devono essere equiparati in tutto e per tutto a quelli privati.
Via la pensione previdenziale, grande o piccola che sia, a chi ha avuto una vita privilegiata e la possibilità di accumulare ricchezze che gli consentono una vecchiaia di rendita, dignitosa.
Via, comunque, le pensioni previdenziali d’oro.
Via il privilegio della Casta dall’esenzione di cumulo dei redditi.
Via le 626.760 auto blu.
Via 4.000.000 dei 5.000.000 di statali, l’America ci sta a dimostrare che ne bastano 1.000.000.
Via il sostituto d’imposta, tutti quanti, dagli statali ai dipendenti privati, dai burocrati ai politici fino ai pensionati , tutti devono pagare le tasse personalmente, non tramite trattenute, per creare nel cittadino una maggiore consapevolezza del carico fiscale.
Via i monopoli di debito pubblico come l’INPS.
Via tutti gli Enti inutili.
Via tutte le false pensioni, via le pensioni multiple, per dare agli aventi diritto pensioni previdenziali uguali e dignitose.
Altro che evasione fiscale!
Queste sono le riforme da fare ma ogni qualvolta l’opinione pubblica dà segnali di aver percepito il vero problema, la Casta fa scattare l’operazione “salva privilegi ” e tira fuori dal solito repertorio, tra scongiuri e atti propiziatori, la lotta all’evasione.
Ma le cose da fare restano sempre queste e, questa classe politica incapace non le farà mai anche se è stata chiamata per fare ciò.
La Storia ci insegna che quando la politica non è più in grado di rappresentare e difendere le esigenze del popolo, il popolo stesso si sostituisce di forza a quelli che erano i suoi rappresentanti e impone le riforme, con i modi ed i mezzi che la stessa Storia ci ha tramandato.
Così purtroppo sarà, per la totale incapacità di tutta la classe politica e ……. che Dio ce la mandi buona!
DQ