"I passi di Padovan abbracciano un territorio per chiamarlo Patria, tracciano un cerchio magico intorno al Veneto, un confine senza dogane, senza finanzieri, senza armi, senza sangue. Ma dentro il quale possiamo dirci a casa, riconoscere le nostre facce e le nostre parole in quelle degli altri... Nell'era della globalizzazione e del mercato mondiale, l'uomo Padovan c'insegna a tenerci stretta la nostra identità, la nostra piccola Patria veneta. Senza di quella, non siamo che hamburger, carne anonima nel McDonald's mondiale. A darci valore e identità è il nostro sentirci figli di una terra, rami di un nobile albero antico, eredi di una tradizione, di una cultura, di un sistema di valori e anche di una fede" (Alvise Fontanella, giornalista; tratto dalla prefazione del libro "La caminada veneta" di Fabio Padovan, socio fondatore LIFE)
Una quarantina di attivisti si è opposta al pignoramento dei beni nel palazzo di viale Italia, sede di storiche barricate La Life la spunta a colpi di flash L'arrivo di Padovan accende la bagarre; gli ufficiali giudiziari non vogliono essere fotografati e se ne vanno
"Non basta pagare la tessera annuale per considerarsi lifista, se così fosse stato, LIFE avrebbe potuto contare al massimo per un paio d'anni. Invece il fatto che in questo momento ne stiamo parlando, vuol dire che l'associazione è più viva che mai e questo risultato non è da attribuirsi all'improvvisazione, bensì ad un impegno costante da parte di coloro che hanno creduto in questa iniziativa e che, tralasciando impegni personali e di lavoro, hanno sacrificato anche la vita privata; e le donne anche in questo non si sono mai tirate indietro. Aggiungo peraltro che ogni singola iniziativa richiede un costante lavoro di ricerca e d'aggiornamento, per trovare le soluzioni alle varie problematiche legate al mondo della piccola e media impresa". (intervista a Katia Giordani, ex-presidente LIFE federale, settembre 2002)