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| Il Pensiero Life |
"I passi di Padovan abbracciano un territorio per chiamarlo Patria, tracciano un cerchio magico intorno al Veneto, un confine senza dogane, senza finanzieri, senza armi, senza sangue. Ma dentro il quale possiamo dirci a casa, riconoscere le nostre facce e le nostre parole in quelle degli altri... Nell'era della globalizzazione e del mercato mondiale, l'uomo Padovan c'insegna a tenerci stretta la nostra identità, la nostra piccola Patria veneta. Senza di quella, non siamo che hamburger, carne anonima nel McDonald's mondiale. A darci valore e identità è il nostro sentirci figli di una terra, rami di un nobile albero antico, eredi di una tradizione, di una cultura, di un sistema di valori e anche di una fede" (Alvise Fontanella, giornalista; tratto dalla prefazione del libro "La caminada veneta" di Fabio Padovan, socio fondatore LIFE)
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da Daniele Quaglia PARLAR VENETO 7 gennaio 2008 |
Parlar Veneto ala xente: on gran fastidio pa la cultura taljana. Da on tòco de tenpo dopàro la me lengoa mare par parlar a la xente. Sta deçixion, ke in prinsipio me ga stuçegà coalke titubansa par via ke la cultura taljana la ga senpre mostrà i Veneti inte la so lengoa cofà insemenij e gnoranti, pa' no parlar de la scola taljana ke ga inposto ai Veneti el taljan, ke xe sta la prima lengoa foresta inparà pa' forsa e ke ndava a scancelare la lengoa mare, xe deventà na rajon de contestasion. Come podemo noaltri Veneti doparare la stesa lengoa de ki da 140 ani i xe coà, so la nostra tera cofà sàsini da strada? No podemo doparare la stesa lengoa de ki dixe ke semo "evasori fiscali" e invese semo coeli ke , co' solo el 10,25% de evasion açertà da lori, evademo manco de tuti al mondo! No podemo doparare la stesa lengoa de ki me fa pagare le tase pì grande del mondo, ke me obliga a laorare 13-14 ore al dì pa' na' ciopa de pan. No podemo doparare la lengoa de ki dixe ke semo egoisti e invese, tute le tabele dixe ke semo sora de tuti cofà solidarietà e volontariado, coelo vero ! No coelo "pagà" dei taljani. La stirola dei parcosa e dei parcome podaria 'ndare vanti sensa katare el cao de la fine e cofà xe granda la discriminasion fata dai taljani, ai Veneti, in 140 ani de okupasion. Ste rajon infinje de fastidio pa'l taljan no' xe tute pa' via ke manca la pi' granda: "la dichiarazione universale dei diritti umani, delle nazioni unite del 1948" ke ghe mete el divieto ai stati de negare ale minoranse el dirito de doparare la so lengoa. Propio cusì!
Daniele Quaglia Presidente LIFE Treviso TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA: Parlare veneto in pubblico: un esplicito rifiuto della cultura taljana. Da diverso tempo oramai utilizzo la mia lingua madre per esprimermi in pubblico. Questa scelta, che inizialmente mi ha creato qualche esitazione perchè la cultura dominante taljana da sempre ha rappresentato i Veneti nella loro lingua come arretrati e subculturati, per non parlare della scuola taljana che ha imposto ai veneti "el taljan", la prima lingua straniera imparata obbligatoriamente e a cancellazione della lingua madre, è diventata una ragione di protesta. Come possiamo noi Veneti utilizzare la stessa lingua di chi sta occupando da 140 anni la nostra terra in maniera truffaldina. Non possiamo parlare la stessa lingua di chi ci dipinge come evasori fiscali mentre siamo quelli che in termini assoluti, con il 10,25% di evasione accertata, evadono di meno al mondo! Non possiamo parlare la stessa lingua di chi ci fa pagare le tasse, fra le più alte al mondo, costringendoci a lavorare 13-14 ore al giorno per sopravvivere! Non possiamo parlare la stessa lingua di chi ci accusa di egoismo quando tutte le statistiche ci pongono primi in fatto di solidarietà e volontariato, quello vero! (non quello taljan "pagato" profumatamente). L'elenco dei perchè potrebbe continuare senza trovare fine e tanto è grande la discriminazione attuata dai "taljani" in 140 anni di occupazione delle terre venete. Questi infiniti motivi di rifiuto del taljan non sono tutti perchè manca il più importante: la dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 che sancisce il divieto agli stati di negare alle minoranze il diritto di usare la propria lingua. Giustappunto!
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da Katia Giordani PASSAGGIO DI CONSEGNE NEL CONSIGLIO DIRETTIVO DI LIFE FEDERALE 24 novembre 2006 |
Congratulazioni all'amico Mario Tonello neoeletto alla Presidenza Life Federale. E' giusto che sia un friulano a guidare Life Federale nel difficile percorso che ci attende. Un friulano vero, genuino senza peli sulla lingua, ma anche un uomo di forte spessore che ha saputo andare avanti per la sua strada dribblando le difficoltà che certo non sono mancate nel percorso intrapreso con Life Udine. Se non di stravolgimento, certo si può parlare di profondo cambiamento: la costituenda sede provinciale di Pordenone è la conferma della crescita in atto in Friuli Venezia Giulia,crescita che porterà di conseguenza nuova linfa vitale a Life Federale. Mario, conserverò un ricordo meraviglioso di te e della tua famiglia, in particolare, mi si apre il cuore al pensiero di quella sera, il 29 maggio 2004 a Milano con te, Renzo e la tua figliola Francesca, ho condiviso momenti di autentica ilarità in un ristorante, il "Montecatini Alto" il cui proprietario a dispetto del nome (che riconduce alla bella località termale pistoiese) era guarda caso friulano.Un chiaro ed evidente segno del destino ! Auguri Mario, cent'anni di prosperità, mille anni di Life !
Katia Giordani Presidente uscente LIFE Federale
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6ª edision dea FESTA DEI VENETI 4-5-6 setenbre a Sitadela/Cittadella (PD) Per info www.raixevenete.net
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17 dicembre 2009 - alle ore 21.00 CONFERENZA DIBATTITO
Life, Poli£ia Veneta, Armi: la verità che nascondono!
Centro Sociale di Campolongo (Conegliano)
info@life.it Tel 0438 61605
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| Il Pensiero Life |
"Non basta pagare la tessera annuale per considerarsi lifista, se così fosse stato, LIFE avrebbe potuto contare al massimo per un paio d'anni. Invece il fatto che in questo momento ne stiamo parlando, vuol dire che l'associazione è più viva che mai e questo risultato non è da attribuirsi all'improvvisazione, bensì ad un impegno costante da parte di coloro che hanno creduto in questa iniziativa e che, tralasciando impegni personali e di lavoro, hanno sacrificato anche la vita privata; e le donne anche in questo non si sono mai tirate indietro. Aggiungo peraltro che ogni singola iniziativa richiede un costante lavoro di ricerca e d'aggiornamento, per trovare le soluzioni alle varie problematiche legate al mondo della piccola e media impresa". (intervista a Katia Giordani, ex-presidente LIFE federale, settembre 2002)
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