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Archivi del mese: Gennaio 2020

Contante: la dose consentita

Il contante peggio della droga: parodia di un governare demenziale.

Come per il reato di detenzione di droga che scatta al possesso di una dose ritenuta superiore al consumo personale giornaliero, allo stesso modo scatterà la denuncia nei confronti di chi sarà trovato in possesso di una quantità di denaro contante ritenuta eccedente la dose personale quotidiana.

Questo regime 5stelle-piddino intento alla sostituzione della moneta spacciando come tale una tessera elettronica che moneta non è, ha dichiarato guerra ai detentori di contante e agli spacciatori di queste banconote che saranno perseguiti a norma di legge e segnalati come abituali €uro-inomani e pericolosi spacciatori. Continua a leggere

Indipendenza, quale via percorrere?

Sono almeno 4 le strade che portano all’indipendenza e sono state via via tracciate nel tempo: dal Bangladesh con la via del fatto compiuto; dalla Slovenia e altri con l’esercizio del diritto dei popoli di decidere da sé; dal Kosovo con la congiura internazionale; da Lituania e Crimea con la rivendicazione dell’originaria sovranità.

Illustriamo brevemente i casi sperando di offrire a tutti i Veneti di buona volontà l’occasione di focalizzare l’eventuale strada da percorrere.

Bangladesh costituiva la parte orientale del Pakistan, repubblica federale. Lingua, etnia, religione e geografia l’hanno sempre diviso dalla parte occidentale. Nel 1970, le elezioni politiche sono vinte in Bangladesh da un partito indipendentista che rivendica maggior autonomia. In risposta, il Pakistan Occidentale invia i carri armati che tentano di reprimere le velleità autonomiste con la forza. A difesa dei suoi confini e per evitare emergenze umanitarie, interviene l’India col supporto dell’Unione Sovietica e ben presto l’esercito pakistano, è costretto alla ritirata. Nel 1974 il Bangladesh, compiuta la secessione, si dichiara indipendente e all’ONU, fino ad allora inerme, non resta altro che prendere atto del fatto compiuto.

Slovenia, Croazia e Bosnia erano tre delle sei repubbliche della ex Jugoslavia, una Repubblica Federale che nella Costituzione contemplava il diritto di secessione. Nel 1989, dopo referendum, Slovenia e Croazia chiedono una maggiore autonomia proponendo la trasformazione della Federazione in Confederazione. Belgrado tarda a rispondere e queste, nel 1991 dichiarano l’indipendenza. I carri armati federali occuperanno città e piazze provocando l’intervento diretto della NATO e lotta armata tra le varie etnie. Finisce con la secessione nell’esercizio del diritto di autodecisione dei popoli e, nel 1992, col riconoscimento dei tre come nuovi Stati aderenti all’ONU.

Kosovo era una provincia autonoma della Serbia, nel 1989 declassata a provincia ordinaria. Nel 1998 gruppi separatisti rivendicano la secessione da Belgrado anche con referendum. Intervengono ONU e NATO favorevoli ad un Kosovo, provincia autonoma all’interno della Serbia ma, nel 2008, dopo i bombardamenti su Belgrado, col nulla osta di NATO e ONU, a smentire le dichiarazioni e le posizioni fino ad allora da queste sostenute, il Kosovo compie la secessione e si autoproclama Repubblica indipendente e viene riconosciuto tale solo da poco più della metà degli Stati aderenti all’ONU tra i quali l’Italia.

Repubbliche Baltiche, Estonia, Lettonia e Lituania dal 1918 Stati sovrani, vengono ceduti nel 1939, con Patto segreto di non belligeranza tra Hitler e Stalin, all’Unione Sovietica che era una Federazione. Nel 1988/1989, dopo referendum dichiarano la propria sovranità. Nel gennaio 1991 la Russia accenna ad un tentativo, poco convinto per crisi politica interna, di ristabilire l’ordine; a febbraio viene svolto un referendum sull’indipendenza. In agosto, Estonia e Lettonia completano la secessione con la dichiarazione di indipendenza in base al diritto di self determination mentre la Lituania rivendica la sovranità originaria.

Crimea, dal 1954 apparteneva all’Ucraina, Repubblica Federale. Nel 2013 l’insurrezione “Euromaidan” e la deposizione del Presidente ucraino, spingono la Russia ad intervenire in Crimea a difesa degli abitanti al 70% russi e delle sue basi militari; organizza un referendum che porta alla secessione con la proclamazione dell’indipendenza e al ricongiungimento della Crimea alla Russia come Repubblica indipendente. Come già la Lituania, per appropriati motivi anche la Crimea non rivendica il diritto di self determination bensì quello della sovranità originaria.

Riassumendo, alla base del processo di secessione/indipendenza c’è sempre:

  • la manifesta volontà del popolo espressa tramite referendum o votazioni;
  • il coraggio del popolo di sfidare e affrontare anche la repressione armata;
  • l’avallo di un potente Stato amico.

Ricordando che la forma federale, invece che nazionale, dello Stato da cui secedere aiuta non poco, l’importanza assoluta del fattore Stato amico è confermata anche dal caso della mancata secessione del Québec dal Canada: caso all’apice dell’attenzione internazionale finché c’era l’interessamento diretto della Francia di Chirac ma, caduto nell’oblio dopo il defilarsi di quest’ultima.

Per lo stesso motivo e fintantoché la Spagna riuscirà a gestire le rivendicazioni catalane come fatti meramente interni e non cadrà nella tentazione di usare la forza, la Catalogna molto difficilmente potrà guadagnare la tanto agognata indipendenza.

Al Popolo Veneto si offrono queste prospettive che non escludono un’involuzione violenta a meno che i Veneti non siano in grado di aprire una nuova via, pacifica, involontariamente offerta dalla Costituzione italiana e dalla Corte Costituzionale, paradossalmente in aperto contrasto con la Carta ONU e la Carta dei diritti dell’Uomo.

Daniele Quaglia

tratto da

 

Gli 8 carabinieri inquisiti

Erano al libro paga della Camorra con uno stipendio fisso mensile, in più non disdegnavano lauti affari comprando villette costruite in zone vincolate per poi rivenderle e ogni domenica ricevevano in dono capretti, cesti di pesce, dolci artigianali, champagne e altri regali, tutto per coprire l’operato della cosca locale e passare informazioni su eventuali indagini. Continua a leggere

L’assegno scoperto

Cosa succede se ci viene negato l’incasso di un assegno per mancanza di fondi.

Si tratta dell’assegno scoperto, in gergo commerciale un assegno cabrio, che può essere sintomatico di due situazioni: una di un disguido amministrativo da parte del traente normalmente solvibile; l’altra, più da attenzionare, che può essere presagio di una crisi di liquidità. Continua a leggere

Corruzione per 8 carabinieri

In che mani siamo!

Otto carabinieri di Napoli sono accusati di omissione di atti d’ufficio e rivelazione di segreto, cinque di questi risultano agli arresti domiciliari, altri tre sono stati colpiti da provvedimento di sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per la durata di un anno. Continua a leggere

Siete uno Stato nemico

La Coca-Cola: ci trasferiamo in un territorio “amico”, in Albania

LIFE ha sempre usato questo slogan (rivolto all’Italia) senza mai che qualcuno si scandalizzasse perché altro non è se una constatazione degli effettivi rapporti che intercorrono tra Stato italiano, cittadini, contribuenti ed operatori economici.

Lo stesso concetto proferito da una grossa azienda desta qualche perplessità tanto più se si tratta di una multinazionale con stabilimenti produttivi in questo Paese ritenuto ostile, nonostante magari abbia stipulato patti segreti col fisco italiano. Continua a leggere

Giustizia Veneta

La cattiva amministrazione del bene comune era soggetta a pene severissime e pochi cadevano nella tentazione di usare il denaro del Prencipe (della Repubblica) per uso personale

Nella Serenissima Repubblica non erano previsti specifici reati di corruzione e concussione ma le due fattispecie si inserivano nella cattiva gestione del denaro pubblico e le pene previste erano esemplari.

Un esempio? Continua a leggere

L’Italia delle tasse: avanguardia mondiale

In fatto di tasse l’Italia è sempre all’avanguardia supportata da un’inesauribile fantasia impositiva

Come la peste suina, la smania tutta italiana di trasformare in tasse tutto ciò che il Governo desidera, minaccia il globo.

Gli italiani, inventori della prima tassa sui debiti, l’IRAP, si stanno ripetendo perché sono anche i primi al mondo ad aver previsto la web tax che andrà a colpire i servizi digitali offerti dalle grandi compagnie di internet. Continua a leggere

Agenzia delle Entrate, chiuso per sciopero

Oggi due ore di sciopero dei dipendenti dell’Agenzia delle Entrate che denunciano, la mancata retribuzione dei premi di produttività e gravi carenze nell’organico che rendono la lotta all’evasione un’utopia; il 6 febbraio è prevista anche una manifestazione generale a Roma.

Ho conosciuto nella mia vita, un dipendente dell’Agenzia delle Entrate, Paolo, che nelle ore libere si dedicava alla compilazione delle dichiarazione dei redditi di quei contribuenti marginali, come pensionati e piccolissimi imprenditori che vista la sua competenza, ben volentieri si affidavano a costui. Continua a leggere

Basta tasse, basta Roma

Le tasse diminuiscono ma aumentano le entrate: gli allievi di Houdini al Governo.

Basta Roma, basta tasse è un vecchio slogan della Lega Nord degli anni ’80 che tale è rimasto perché Roma è ancor più forte di allora e le tasse sono l’unica cosa che cresce in questo Paese; anche se ogni Governo rivendica la paternità dell’abbassamento della pressione fiscale come quello attuale che però, alla fine, andrà ulteriormente ad incassare nuovi 6 miliardi di euro. Continua a leggere

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