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25 aprile 2019

Il 25 aprile del 2012 è stata ufficialmente sdoganata Piazza San Marco come luogo libero per manifestare l’antica tradizione veneta, non solo veneziana, di celebrare San Marco (per chi non lo sapesse è tuttora vietata in piazza San Marco l’esposizione di qualsiasi bandiera).

Ora sembra un diritto acquisito, ma quel 25 aprile 2012, a fronte di una cinquantina di dichirantisi Veneti, appartenenti ai gruppi Ultimi Veri Venexiani e LIFE-APV, si cotrapponevano altrettanti ligi tutori dell’ordine (taljani) , in divisa e non, che con la loro proverbiale bradipa lentezza, provvedevano a registrare le generalità dei potenziali criminali separatisti.

Già allora ci furono ostilità tra i due gruppi, generate dall’insofferenza dei primi nei confronti dell’esibizione, di una fascia recante la dicitura Parlamento Veneto, da parte dei secondi.

Ricordo di aver interloquito e di aver ottenuto il consenso ad una comune manifestazione rimuovendo la fascia contestata rinunciando ad una identità secondaria.

Fu un successo, non per il numero, ma per la sfida vinta contro lo stato italiano che portò alla rottura del tabù di manifestare liberamente in Piazza San Marco, in una data speciale, (25 aprile, San Marco per i Veneti, Festa della Liberazione per il Regime) a dimostrazione che i Veneti non avevano più paura del regime e delle sue norme coercitive.

Negli anni a seguire il successo fu in ascesa fino al 2017 quando la politica ha preso il controllo diretto della situazione.

La manifestazione è stata burocraticamente istituzionalizzata, inserita nel calendario delle manifestazioni, ad essa è stato assegnato un palco ed uno spazio “privilegiati” davanti al Correr, in tanta mona, per essere più espliciti.

E da allora, una manifestazione spontanea, popolare e dirompente è stata privata dell’ossigeno e lentamente soffoca.

L’intervento del CLNV di domenica scorsa poteva avere un senso dirompente se le sue camicie nere, invece di allinearsi al palco attira polli e fare fiera esibizione pettuta dei bicipiti, si fosse riappropriato di Piazzetta San Marco (quella di fronte al Palazzo Ducale, per i neofiti), la Venezia che il mondo conosce.

Ma qua si comincia a parlare di strategia ….

Fatto sta che, per sgonfiare qualsiasi bolla indipendentista il sistema migliore è quello di farla infiltrare dalla politica; sia quella istituzionale o, quella di gruppi che intendono rivendicare la loro supremazia, il risultato certo è la morte di quell’iniziativa.

Lo Stato italiano non sembra coinvolto in questo senso a meno che non abbia delegato l’Amministrazione comunale di Venezia ad elaborare una forma di eutanasia nei confronti di questa manifestazione identitaria; ora irrompe prepotente il CLNV, estraneo ai precedenti storici della manifestazione, ma con la ferma pretesa di porre la sua impronta identitaria: sarà quest’ultimo a vanificare il sogno dei Veneti a ritrovarsi unica identità il 25 aprile di ogni anno?

Daniele Quaglia

 

Una risposta a 25 aprile 2019

  • Roberto Berton scrive:

    Condivido perfettamente ciò da lei scritto. Mi sono anche riconosciuto nel video da lei pubblicato. Mi sono permesso di postarne il link nel account Facebook del Comitato delle Celebrazioni Storiche della Repubblica di Venezia, Reggimento Marini che era presente a tale manifestazione. Ho postato prima dei miei commenti che sono stati cancellati. Ho avuto come risposta un post di pesanti offese personali al quale ho risposto con un altro post non offensivo citando il suo commento, e ne ho postato il link. Non mi hanno risposto e hanno cancellato il loro post offensivo, mio commento e il suo link. Se vorrà sarei grato se mi contatta visto che condividiamo, da anni, il medesimo ideale.

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