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25 aprile, sempre e solo San Marco

La Repubblica Serenissima ha da sempre attribuito grandi riconoscimenti al suo protettore l’ Evangelista Marco e da tempo immemore ha riservato il 25 aprile giorno dedicato alla sua commemorazione che è diventato l’occasione per una grande festa di popolo.

Ancora negli anni 50, quando il mezzo più comune per spostarsi era la bicicletta, il giorno di San Marco, al fine delle funzioni religiose, lunghissime file di queste percorrevano le strade verso punti consueti di raccolta: argini dei fiumi o prati.

Ognuno portava con sé qualcosa da mangiare che condivideva con altri tra balli e canti, senza l’ossessionante musica di radio o giradischi portatili che ancora non esistevano.

Era una gran festa di popolo che trovava occasione di radunarsi e mantenere viva una tradizione secolare

che, tacitamente, di anno in anno si rinnovava.

Ma lo Stato italiano che è coloniale, da sempre brilla per la sua discriminazione istituzionalizzata (con la costituzione ha cancellato i popoli preunitari), e reo di violare impunemente i diritti umani si permette di sovrapporre a questa grande festa del popolo Veneto, altra commemorazione inventandosi la Festa della Liberazione; Festa che dal punto di vista cronologico non ha attinenza con quelli avvenimenti a cui si richiama e, dal punto di vista politico, non fa altro che rinfocolare l’astio tra gli italiani che si sono dichiarati vincenti e quelli che si sono ritrovati perdenti, entrambi mantenendo inalterato e propagandando l’originario credo politico.

Con la Liberazione sono stati liberati gli italiani dagli italiani stessi e la Festa non è di certo propiziatoria alla riappacificazione.

Per questo la Festa della Liberazione è una festa illogica il cui unico scopo sembra essere stato quello di cancellare la festa nazionale dei Veneti.

Cancellare la Storia, la cultura, la lingua, gli usi, i costumi di un popolo è una tecnica usata dai paesi coloniali per sottomettere altri popoli: è quello che l’Italia fa da sempre coi Veneti.

A maggior ragione dobbiamo riprenderci le nostre specificità e rivendicare il diritto del popolo Veneto di decidere da sé.

Daniele Quaglia

Una risposta a 25 aprile, sempre e solo San Marco

  • PIer scrive:

    Per il popolo veneto diviso e sparso in tutto il mondo (5ML all’estero!) , il 25 aprile è la Festa di San Marco!
    Per gli italioti è la festa della “liberazione “.
    Ma da chi ???
    Quelli che vi hanno “liberato” sono ancora quí e non se ne vanno pi!!!
    La presenza USA nel nostro Paese non si è mai alleggerita, neanche dopo la fine della guerra fredda e il crollo dell’Unione Sovietica. È anzi rimasta ben presente per tre importanti motivi: per supporto logistico alle guerre di “esportazione di democrazia” nel Mediterraneo e nel golfo, per mantenere una pesante “occupazione” militare in Europa e infine per proseguire nell’ottica di una politica di accerchiamento della Russia.
    Ma è soprattutto negli ultimi trent’anni che queste basi, marine, aeree e di terra si sono rivelate di grande importanza: ad esempio per le operazioni di intervento militare contro la Serbia nel conflitto Jugoslavo, nelle missioni di “peace keeping coe bombe” nelle neonate repubbliche in quell’area o in Libia e per il rifornimento logistico navale nei due conflitti in Iraq.
    Il criterio di tale atteggiamento traspare anche nei comportamenti verso le nostre genti, spesso aggressivi e impuniti. Come per il caso del Cermis, dove un aereo da guerra americano tranciò i cavi di una funivia causando la morte di 20 persone! Questi “liberatori” commettono i reati sulla nostra terra ma vengono lasciati alla “giustizia” americana !
    Italioti! Dite al vostro Presidente di far sloggiare i”liberatori” prima e poi festeggiate!

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