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600 ton di oro in fumo?

Vi ricordate la storia della banconota e della sua convertibilità in oro che Eugenio Benetazzo e Marco Della Luna, ci hanno per lungo tempo spiegato?

Per stuzzicare la memoria riportiamo questo breve passo da Euroschiavi: Ben presto e ripetutamente, sia gli Stati che le Banche Centrali si trovarono in difficoltà a convertire in oro tutte le banconote che venivano loro presentate per la conversione. Diverse volte i Governi dovettero intervenire per sospendere il diritto di conversione onde salvare le Banche Centrali dalla bancarotta.  La grande crisi finanziaria del 1929 iniziò così, con la sospensione della convertibilità della sterlina britannica – moneta su cui, allora si fondava tutto il commercio internazionale e che costituiva riserva per molte altre divise.

Con meccanismi diversi, la questione potrebbe ripresentarsi nel caso in cui un numero consistente dei 70 Paesi che hanno affidato la custodia delle loro riserve auree alla Federal Reserve di New York e alla Bank of England pretendesse la restituzione.

Secondo il Sole24ore https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-11-29/oro-giallo-riserve-auree-che-banche-centrali-non-riescono-recuperare-073233.shtml?uuid=AEdbI6oG&cmpid=nl_best24 sembrerebbe che le due Banche Centrali concedano in prestito i lingotti d’oro degli Stati, a loro insaputa, a banche commerciali ed hedge fund o cartolarizzati in Gold Certificates, con l’impegno di questi “soci in affari” di non reclamare mai la proprietà dei lingotti e concludere tutte le operazioni sempre in dollari o sterline.

Giusto come si comportavano gli orefici del tardo medio evo quando, avendo in custodia l’oro dei cittadini, tramite la nota di banco (banconota) concedevano prestiti (garantiti dall’oro degli ignari cittadini) a chiunque, lucrando sugli interessi.

La questione nasce dalla richiesta del Venezuela, fatta ad agosto 2018 alla Bank of England, di restituire l’oro della riserva nazionale lì custodito.

La Banca inglese non ha risposto e, in base agli accordi in precedenza stipulati, c’è da pensare che potrebbe non rispondere mai al Governo venezuelano dando adito al dubbio che, sia Bank of England, sia la Federal Reserve possano opporsi a qualsiasi richiesta degli Stati, di riavere le risorse auree a suo tempo affidategli.

E l’Italia ha affidato 300 tonnellate di oro all’una e altre 300 all’altra.

C’è da fidarsi o siamo seduti inconsapevolmente sopra una polveriera mentre ci fumiamo, in falso relax, un sigaro toscano?

Daniele Quaglia

3 risposte a 600 ton di oro in fumo?

  • Giacomo scrive:

    Tanto Cari Tosat E Tose i sa’ in tut al mondo che noaltri popolo veneto e talian sen stupidi!!!
    lori parche’ in ghen aprofita, e noaltri parche’ ghe lo asen far!!!
    Meteve al cor in pace tanto meio no la andara’ de sicuro, ades se mete anca un prete a
    dir de no’ far al presepio! pense’ quant stupidi ghe vol eser mah! robe da matiiiiiiiii!!!!

  • Pier Antonio scrive:

    La moneta deve tornare di proprietà del PORTATORE!
    La pepita d’oro che trovavo per es. nella Dora Baltea, la portavo in Banca ed in cambio ricevevo una Nota di Banco (Banconota) dove era scritto : CONVERTIBILE IN ORO. Perchè quell’oro era mio!
    Poi col tempo e la Vaselina ho trovato scritto REPVBBLICA ITALIANA
    Poi col tempo e la Vaselina ho trovato scritto BANCA D’ITALIA (che di ITALIA ha solo il nome essendo partecipata al 42,4% da Intesa Sanpaolo seguita da Unicredit, intorno al 22% e da Assicurazioni Generali)
    Poi col tempo e la Vaselina ho trovato in tasca una moneta straniera: l’EURO firmato da Mario Draghi, che di italiano ha solo il nome come l’altro Mario,Mario Monti, ma di provenienza entrambi Goldman & Sachs ( ebrei aschenaziti).
    Orbene, grazie alla crisi indotta, visto che non mancano le merci ma il denaro (ritirato dalle banche) per comprarle, se sono sull’orlo del suicidio posso ” liberamente” consegnare la fede d’oro ad un negozio “Compro ORO” che in cambio mi darà delle banconote di CARTA. CARTA CONTRO ORO ! E guardando attentamente quella CARTA vedo che davanti alla scritta BCE c’è un minuscolo cerchietto con dentro una C .
    Quella C sostituisce l’ORO, la REPVBBLICA ITALIANA, la BANCA D’ITALIA ed è l’abbreviazione di COPYRIGHT .
    Significa che quella banconota è PRIVATA ! Non è mia, anche se ho sudato 7 camice per averla (infatti se la brucio commetto un reato!). Significa che se la stampa Draghi è un’immissione di liquidità nel mercato , se la stampo io sono un falsario e mi sbattono dentro.
    Non solo abbiamo perso l’oro. Si fa per dire, visto che è gelosamente custodito dai Gesuiti nel cuore dell”Europa : la Svizzera ! Peccato che l’ Europa ha un cuore che non è suo!
    Ma abbiamo perso qualcosa di ancora più prezioso: LA SOVRANITA’ MONETARIA!!!
    Nella truffa globale perpretata dall’élite giudaico-massonica rientra anche il bombardamento mediatico del debito pubblico che, non sazio di apparire su tutte le televisioni e giornali, appare anche , in continuo aggiornamento, sui display delle principali stazioni ferroviarie. Il gregge và governato con PAURA & IGNORANZA da un lato e Panem et Circenses dall’altra. Gli economisti ci ubbriacano con lo Spread ma un astemio potrebbe fare dei semplici ragionamenti, tipo:
    La moneta non viene più emessa in base alle riserve auree ma viene creata dal nulla.E’ carta ! E il valore è semplicemente convenzionale! Glielo diamo noi, accettandolo!
    Le banconote in circolazione sono solo il 7% il rimanente 93% è virtuale. Se ognuno di noi domani mattina volesse prelevare tutti i soldi che ha nel suo conto corrente, non ci sarebbero!!
    Vai in banca, chiedi un prestito e la banca, dopo averti ipotecato la casa, con un clik ti mette in conto 100 mila euro virtuali.
    Scattano però gli interessi! E tu alla scadenza gliene devi 120 mila. Ma se per esempio tutta la moneta emessa dalle banche fossero 100 mila euro, come farebbero tutti i debitori a rimborsarne 120 mila! Non ci sono fisicamente !!!
    Ecco allora che qualcuno deve fallire ed il denaro virtuale prestato si concretizza nella casa per la quale hai lavorato una vita, che va all’asta! Signoraggio bancario e riserva frazionaria sono il binario sul quale siamo legati aspettando impotenti il treno assassino!
    A livello nazionale invece, l’impossibilità intrinseca di sanare il debito (perchè il PIL viene annullato dagli interessi sugli interessi) si concretizza con CESSIONI DI SOVRANITA’. Quelle che piacciono tanto a Monti! « Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti.
    I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario.
    …È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata. »
    PROBLEMA: Crisi economica; (creata ad arte)
    REAZIONE: La gente chiede ai potenti che vengano trovate dei rimedi alla crisi
    SOLUZIONE: Cessione di sovranità degli stati europei nei confronti di un organismo sovranazionale non-eletto come l’Unione Europea.
    La seguente formula vale anche per gli ATTENTATI:
    PROBLEMA:Torri Gemelle, Charlie Hebdo, Stragi da Nizza a Berlino, ecc.(creata ad arte)
    REAZIONE: La gente chiede ai potenti maggior SICUREZZA
    SOLUZIONE: Cessione di sovranità INDIVIDUALE in cambio di sicurezza.(Telecamere che ti fanno la colonscopia, microcip sottocutanei, ecc.)
    Alla luce di quanto sopra è imperativo riappropriarci della nostra sovranità non delegandola più a chi da sempre e con l’inganno ci ha reso schiavi.
    Ben lo sapeva Dante, quando, per bocca di Virgilio, si fece dire:
    “Perch’io te sopra te corono e mitrio,” Purg. 27
    prendendo coscienza di essere il Papa ed il Re di se stesso!

  • Delfino scrive:

    Visto che l’oro non viene usato come riscatto del debito pubblico perché usarlo per le quotazioni in borsa

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