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Accertamenti fiscali nulli

L’accertamento esecutivo consente all’Agenzia delle Entrate di comunicare contestualmente l’accertamento fiscale e l’intimazione di pagamento; il tutto normalmente viene recapitato al contribuente tramite raccomandata.

E’ un principio perfettamente legittimo che si richiama a tre norme, due del 2010 e una del 2011 che però, come spesso accade in Italia, si scontra con un altro principio enunciato da un Decreto del 1973 e tutelato

da una norma del codice di procedura civile.

L’accertamento induttivo è composto di due parti:

1) le comunicazioni inerenti l’accertamento svolto;

2) l’intimazione di pagamento che a tutti gli effetti sostituisce la cartella esattoriale, mantenendone tutte le caratteristiche di atto esecutivo.

Questa seconda parte avendo una natura esecutiva non può essere trattata alla stregua di un semplice atto amministrativo e, nel rispetto della norma del 1973 deve essere notificato dall’Ufficiale Giudiziario e non dal postino con raccomandata.

A sostenerlo è la Commissione Tributaria Regionale del Piemonte con sentenza n. 757/3/2019 del 11 giugno 2019 che attribuisce valore nullo agli accertamenti induttivi recapitati con raccomandata e, di conseguenza, rimette in discussione la legittimità di tutte le cartelle esattoriali notificate senza l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario: praticamente tutte!

Daniele Quaglia

per approfondire https://www.laleggepertutti.it/290833_accertamenti-fiscali-nulli-con-raccomandata

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