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Agenzia Entrate, 767 aventi o non aventi funzione?

Che direste se domani mattina un chierichetto della vostra parrocchia si mettesse a celebrare i matrimoni al posto del parroco, quando solo il parroco è avente funzione di ministro del culto e solo lui può amministrare i sacramenti tanto che, gli effetti di questo suo potere sono riconosciuti anche dalla legge ordinaria dello Stato, come nel caso del matrimonio?

Oppure cosa pensereste se domani mattina lo spazzino comunale si mettesse ad appioppare multe per infrazioni stradali? Che è un pazzo! – perché tutti sappiamo che solo i vigili, cc e polizia hanno questa funzione.

Chi non ha un adeguato riconoscimento per coprire determinate funzioni e le esercitasse abusivamente, queste produrrebbero atti nulli come nullo sarebbe il matrimonio celebrato dal chierichetto e nulla la multa stradale elevata dallo spazzino.

Tutto chiaro?

Per la stragrande maggioranza dei cittadini, si!

Ma non per i giudici della Suprema Corte di Cassazione chiamati ad esprimersi sulla questione dei 767 impiegati dell’Agenzia delle Entrate, non aventi funzione di dirigenti quindi, delegittimati a firmare accertamenti, pena la nullità degli stessi.

Così con una recentissima sentenza n.22810/2015 hanno capovolto quella precedente della Consulta sostenendo, banalmente, che le contestazioni di legittimità devono essere sollevate entro i 60 giorni previsti per il ricorso (cosa impossibile per chi avesse ricevuto gli atti molto prima della dichiarata illegittimità dei funzionari) conferendo di fatto legittimazione ai 767 falsi funzionari con l’effetto che gli atti da loro firmati, nulli per conseguenza logica, con questa sentenza diventano validi.

Si sa che in ballo c’è la validità di una montagna di atti che a loro volta rappresentano una montagna di denaro a cui lo Stato avrebbe dovuto rinunciare nel caso di illegittimità dei funzionari o che, forse, avrebbe potuto incassare in caso di una loro legittimazione.

Chissà quali arzigogoli di filosofia del diritto sono stati escogitati, da questi giudici, per motivare una sentenza semplicemente assurda che spegne le ultime illusioni di chi sperava nella delegittimazione dei 767 e la conseguente nullità di accertamenti e cartelle esattoriali.

Ancora una volta, abbiamo la dimostrazione che lo Stato italiano non è quell’Ente ideale che dovrebbe costituire l’organizzazione dei cittadini ché, se lo fosse, dovrebbe per primo, essere rispettoso delle sue stesse norme.

Ma così non è, perché l’ente Stato italjano si atteggia a organo supremo contaminando di questa aura di impunità tutti i funzionari che si ergono a controllori immuni da controlli e limitazioni.

Morale della favola, questo Stato italjano non opera nell’interesse dei cittadini che considera alla stregua di suoi servitori ma agisce solo nell’intento di preservare i privilegi di qualche milione di parassiti ergo per cui, o i cittadini si rassegnano ed accettano lo stato di fatto oppure lo combattono, continuando ad essere schiavi, nel primo caso, o diventando uomini liberi, nel secondo!

E, nonostante questa sentenza, anche nel caso dei 767 falsi funzionari, sembrano esserci ancora spiragli di lotta.

Daniele Quaglia

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Stefano
5 anni fa

Credo che il diritto costituzionale alla difesa prevalga sul principio che l’ignoranza della legge non costituisce causa di giustificazione per la commissione di un reato. Io ad esempio sono venuto a sapere delle mie cartelle esattoriali solo grazie ad un estratto di ruolo: chiesto l’accesso agli atti, la risposta mi è giunta in due plichi tramite fotocopie (alcune illeggibili), senza alcuna traccia del tentativo di ricerca presso altri domicili all’interno dello stesso comune.

Ora: come per me non vale il termine di 60 giorni in quanto non conosco il contenuto della cartella, allo stesso modo credo si possa rilevare la nullità di un atto illegittimo a prescindere dallo scadere del termine per il ricorso.

Non credo infatti che una multa comminata da uno spazzino (per citare l’inizio dell’articolo), possa dover essere pagata per il solo motivo dello scadere del termine….. Suvvia, va bene che oggi “vale tutto”, però ci dovrebbe essere un limite.

Per il momento, a conferma della validità della mia tesi mi è arrivato il pignoramento totale del conto corrente e degli emolumenti presso il datore di lavoro, nonché un preavviso di fermo macchina, perché l’importante è impedirti di continuare a difenderti.

Continuiamo a lottare.

P.S. se date una occhiata al mio sito leggerete anche di come le assicurazioni si rifiutino di adempiere al dovere contrattuale del risarcimento: se vi fate male privi di copertura c’è il SSN. Nel caso in cui vi facciate male sul lavoro c’è l’INAIL, ma se la copertura è privata, ecco che attendete per anni che questi signori facciano il loro dovere, fino ad accettare transazioni svilenti per la dignità misteriosamente coperte da segreto. Ho citato Bebe Vio, la nostra meravigliosa tedofora di Rio 2016, ma la Reale Mutua l’ha liquidata come un “Inutile Pietismo” (probabilmente sulla facoltà di legge di certi avvocati c’è scritto che il lavoro rende liberi….)

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