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Alcoltest per i politici

La questione etilometro si arricchisce di una nuova vicenda arrivata all’estremo giudizio, ma perché arrivare fino alla Cassazione per ottenere una sentenza di assoluzione (pur parziale) quando un po’ di buon senso potrebbe evitare costosi quanto farraginosi procedimenti?

La colpa è in gran parte dei politici che approvano leggi controverse e in parte di quegli addetti al controllo che le applicano in modo marziale.

Tutti sappiamo che ogni individuo ha una sua personale reazione all’alcool: c’è chi, per assurdo, è già

ubriaco con mezzo bicchiere di vino e non risulta ebro all’alcool test, non superando i fatidici 0,5 g/l. e chi invece, pur risultando ebro all’accertamento con l’etilometro, non manifesta alcun segno evidente di ubriachezza.

Paradossalmente, nel primo caso, un ubriaco potrebbe essere ritenuto idoneo alla guida e, nel secondo, un soggetto perfettamente sobrio, è certamente inibito alla guida costituendo, teoricamente, un pericolo pubblico.

Scherzi dovuti a norme insensate che attribuiscono a tutti i cittadini uguali capacità teoriche di assorbimento dell’alcool e affidano a macchinosi congegni come l’etilometro, compiti che richiedono una dose di umano buonsenso.

Va in senso opposto, per fortuna, la sentenza 12863/2019 appena depositata dalla Cassazione relativa ad un anziano automobilista incappato positivo all’alcool test con un tasso alcolemico di 1,03 g/l. soggetto quindi a sanzioni penali.

In questo caso gli agenti accertatori hanno descritto quali sintomi dell’ebrezza occhi arrossati e forte alito vinoso, sintomi che i Giudici della Cassazione hanno ritenuto lievi non risultando dal verbale redatto dagli agenti, «comportamenti di guida inadeguatidifficoltà a parlare né, ancora, incertezze nei movimenti» tant’è che, considerando l’esiguità del pericolo nel caso concreto, la Corte ha ritenuto non applicabili le sanzioni penali (ammenda e arresto) come previsto per legge confermando, invece, le sanzioni accessorie, vale a dire ritiro della patente e riduzione dei punti.

Come dire che l’etilometro non rileva il reale stato di ebrezza: depennato quindi, il reato penale!

Non era tutto più semplice quando non esisteva l’etilometro e l’accertamento dello stato di ebrezza era affidato al buon senso degli agenti di polizia in grado di valutare lo stato di ubriachezza di un astemio che ha bevuto solo mezzo bicchiere di vino, ma che  l’etilometro non rileva  vista l’esigua quantità di alcool assunta?

Buon senso che, a quanto pare, difetta ai politici che hanno votato simili leggi.

Che sia il caso di sottoporre questi ad accertamenti tipo alcoltest o drogatest, ogni qual volta votano una legge?

Daniele Quaglia

 

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