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Perché si continua a pagare in nero

Col cashback lo Stato promette il rimborso, ai cittadini, del 10% di quanto speso e pagato con carta di credito.

Ma se il tanto vituperato artigiano o commerciante, a fronte di un pagamento in nero, in contanti, offre al cliente lo sconto dell’IVA del 22%, il che pur essendo iniquo in termini di maggior profitto da parte sua offre pur sempre al cliente un maggior tornaconto, quale ragione avrebbe quest’ultimo per aderire al cashback per un ritorno del 10% con un tetto massimo di 150 euro, se tutta va bene?

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Se non pago le tasse

Qualcuno che ha subito le pesanti ripercussioni dell’attività chiusa e trovandosi a corto di liquidità potrebbe essere tentato a non versare le tasse eventualmente dovute ma quali rischi corre?

Per prima cosa è importante presentare comunque le dichiarazioni anche se è già stato deciso, per causa di forza maggiore, di non effettuare i versamenti.

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La vera pandemia è la disperazione

Mentre lo Stato in questo frangente sta esasperando l’emergenza sociale

Solo il 17% della popolazione mondiale dichiara di avere fiducia nelle istituzioni di governo; si tratta di individui con elevata istruzione e con reddito medio alto (ti pareva non avessero fiducia!); la maggioranza, l’83% è convinta che la propria situazione di disagio non cambierà.

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Bastone e carota

Tra la minaccia dell’invio massiccio di cartelle esattoriali e l’allusione a nuovi condoni

Il fisco italico per racimolare quanto più possibile dai cittadini e dai piccoli/medi imprenditori che garantiscono il grosso del gettito fiscale, visto che le multinazionali, stipulando patti segreti con lo Stato, pagano aliquote dell’1-2%, usa l’antico metodo del bastone e della carota.

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Ridotte le multe stradali

Si potranno risparmiare fino a 2 euro!

Notizia importante perché ci rende ulteriormente consapevoli di quanto l’organizzazione di questo Stato rappresenti la parodia di una burocrazia ideale.

Si deve pensare che l’aggiornamento delle sanzioni stradali, previsto per legge (non si scherza!) deve avvenire ogni due anni e in misura pari all’intera variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti.

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L’aiuto agli italiani?

Vi aspettate un aiuto dal Governo? Tranquilli, 50 milioni di … cartelle esattoriali, una per ogni cittadino maggiorenne di questo disgraziato Stato, saranno spedite entro fine gennaio dall’Agenzia delle Entrate …. eccovi serviti!

Questo Governo è proprio una gran iettatura!

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Movimenti indipendentisti veneti

Serve un salto di qualità o dovremmo rassegnarci a morire italiani

La storia insegna che, in genere, i movimenti indipendentisti perseguono il diritto di secedere dallo Stato che ingloba i popoli di cui si ritengono espressione, con due opzioni :

  1. quella violenta;
  2. quella pacifica.
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Che gioco è l’imbroglio?

Come si fa chiamare gioco un’attività che consente allo Stato di incamerare 100 miliardi l’anno, puliti (si fa per dire) e crea dipendenza talmente morbosa da trasformarsi in malattia?

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L’economia che muore

Il numero di 70.000 morti con covid19 probabilmente si discosterà di poco dalla media annua; il vero disastro è quello economico di cui il Governo ha gravi responsabilità

240.000 aziende hanno chiuso nel 2020 come conseguenza diretta del covid19 per le gravi restrizioni imposte con provvedimenti illegittimi (DPCM) del Governo; considerando una media di 3,8 addetti per ogni azienda chi ha perso o, a breve, perderà il posto di lavoro saranno 912.000 addetti ai quali si aggiungono 200.000 partite IVA, liberi professionisti, privi di un’organizzazione aziendale.

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Con tutto rispetto: un Paese indecente

Riprendiamo con piacere questo pezzo pubblicato dal giornale on line affariitaliani che ci fa l’elenco delle indecenze con cui ci siamo talmente abituati a convivere fino a perdere il senso critico e permettendo così al potere di istigare l’odio verso l’artigiano che non emette fattura mentre lui, il potere, è intento a “omologare” l’indecenza diffusa che lo caratterizza. (DQ)

L’opinione di Raffaella Cecconi

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