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Basta tasse?

Vivere senza tasse.

Fantascienza! Utopia!

Invece potrebbe essere realtà solo se …………..

C’è un “se” tra la realtà e l’ipotetico, un “se” che ha  un nome ben preciso:  banche.

Già, sono proprio le banche con la loro attività di raspare denaro a condannare tutti noi a lavorare sempre di più per avere sempre di meno e con il rischio di  rimetterci anche quello che ci hanno lasciato i nostri genitori.

Le banche, da quelle centrali a quelle commerciali, hanno una funzione troppo importante per la società: ne gestiscono la ricchezza  controllando il flusso della moneta e del credito.

Una funzione, questa, importantissima che permette, a chi la detiene, di avere il potere di vita o di morte economica della società.

Una funzione che nessuno mai, fra tutti i cittadini, ha loro attribuito ma che di fatto hanno reso propria, lentamente nel tempo tanto da apparire una cosa naturale da sempre.

Sono molti, ormai gli studiosi che attribuiscono alle banche un ruolo di sciacallaggio nei confronti della società (Della Luna, Marra, Benetazzo………….).

C’è una funzione, auto attribuitasi dalle banche centrali, quella del signoraggio primario, che consente loro di vendere a debito,  agli stati, denaro da esse stampato che non è nientaltro che carta stampata a colori, chiamata banconote, ognuna delle quali ha  valore intrinseco  e costi  di produzione uguali a quelli di un bigliettino da visita.

Questa carta colorata (banconote) viene acquistata dallo Stato, con cessione di titoli (Bot, Btp,Ctt…)  il cui valore supera quello della moneta (es. 100 euro emessi  costano allo Stato 117 euro in titoli) determinando, già all’origine, un debito inestinguibile ma soprattutto un debito che nasce da presupposti falsi, perciò materialmente, eticamente e moralmente nullo; che non esiste ma che ci fanno pagare.

Le banche commerciali, invece, erogano credito che rarissimamente viene concesso sotto forma di moneta sonante perché il 92% delle transizioni economiche (pagamenti di debiti e concessioni di crediti) avviene con moneta virtuale vale a dire assegni, bonifici, aperture di credito, cambiali, ricevute bancarie, carte di credito ………..se non addirittura con un semplice clic sulla tastiera del computer, che moneta vera non sono.

L’ emanazione di questa moneta virtuale, moneta illusoria, moneta che non esiste, produce interessi  e spese che sono reali  e  che i clienti delle banche sono chiamati a pagare con moneta vera. La stessa, o in alternativa, beni mobili e immobili sono richiesti dalle banche  in caso di richiesta di rientro dal credito (virtuale) concesso : tutte queste operazioni  rientrano nelle attività di signoraggio secondario.

E’ stato calcolato che le banche commerciali sottraggano all’economia produttiva in Italia, ogni anno,  circa 700 miliardi di euro, quasi la metà del PIL. (Euroschiavi-Marco della Luna e Antonio Miclavez-Arianna Editrice a pag.8)

Quindi tutti i cittadini italiani si trovano a pagare alle banche, ogni anno,  tanto quanto il 50% del PIL da loro prodotto ed allo Stato circa il 50% (per essere clementi!)  del PIL sotto forma di tasse che servono in gran parte a pagare solo  gli interessi  sul debito. Lo Stato, soffocato dai debiti  si accanisce su chi lavora imponendo  sempre più tasse;  chi lavora in nero, subisce una caccia spietata degna dei periodi più bui dell’inquisizione; chi è pensionato vede sempre più reale la minaccia di decurtazioni e limitazioni.

Forse ora capite il perché qualche  politico, eletto ahimé da voi in parlamento, ha ipotizzato di ipotecare le case di tutti gli italiani a favore dello Stato: gli attuali  beni dello Stato non sono più sufficienti a garantire  il pagamento del debito pubblico!

Per concludere: la gestione monetaria non può essere delegata a soggetti  privati quali sono le banche, siano esse centrali o commerciali , ma deve essere gestita dalla comunità, dallo Stato che, emettendo ed amministrando la moneta equamente e senza scopi di lucro,  può reperire, attraverso un signoraggio sano, le risorse per gestire i servizi alla comunità e abrogare tutte le tasse.

Lo Stato, per fare ciò, deve essere sovrano nella misura in cui la sovranità appartiene al popolo: bellissimi concetti richiamati nella Costituzione italiana,  sempre vilipesi dalla casta di politici politicanti che hanno venduto la loro anima al diavolo delle banche.

Daniele Quaglia

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