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C’era una volta il segreto bancario

Quando nessuno poteva mettere il naso nei conti bancari, le banche erano colme di liquidità che alla loro solita maniera facevano circolare applicando indisturbate signoraggio e anatocismo dai quali traevano ottimi affari ma, nello stesso tempo, alimentavano l’economia che non risentiva di un’inflazione a due cifre, anzi ne traeva vantaggio.

Soldi proventi da affari leciti o illeciti giravano come dovrebbero fare tutte le monete perché dalla loro

velocità di transizione si determinano le sorti dell’economia: più velocemente gira la moneta, più ricchezza crea.

Ora, a causa dell’euro e di condotte politiche che hanno messo al primo posto la tassazione come motore economico, i proventi derivanti da attività illecite o in nero sono stati sottratti al sistema bancario e nascosti, metaforicamente, sotto il materasso.

Questi statisti da quattro soldi che concepiscono lo Stato come padrone assoluto della vita dei cittadini hanno dichiarato guerra al denaro contante, colpevole di generare ricchezza e libertà, a favore di un denaro virtuale, tracciabile, in grado di offrire controllo per lo Stato e dipendenza per il cittadino.

Così hanno deciso che, da settembre 2019, chiunque preleverà dal suo conto bancario più di 10.000 euro/mese in contanti sia segnalato, in automatico, a specifiche unità per la lotta all’evasione fiscale e all’antiriciclaggio.

Finirà che anche questi, pressati dal sistema, troveranno vie alternative alle loro esigenze, magari sfruttando la presenza delle monete elettroniche, prima il Bitcoin e, ultima, la Libra di Zuckerberg: il Paese, privato di una consistente massa monetaria diventerà ancora più povero con maggiore danno per le classi sociali più deboli.

Tutto per colpa di alcuni pirla politici che hanno venduto l’anima all’euro.

Daniele Quaglia

2 risposte a C’era una volta il segreto bancario

  • giacomo tonon scrive:

    E… SE SA’ CHI CHE’ I E’ MA NESUN POL TOCARLI ANZI I SE PERMET DE SCRIVER SUI GIORNAI
    E CONTINUAR A PREDICAR PAR LE SO’ SCASELE…..!!!!!

  • Gianpaolo scrive:

    Lo Stato è in mano a un pugno di potenti incapaci, se lo stato fosse davvero forte dovrebbe loro far paura, a quando miei prodi il risveglio dal sonno della insipienza?

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