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C’era una volta ….. la stretta di mano

Chi ha almeno 60 anni si ricorda di come una volta esistesse la stretta di mano, che rappresentava la indissolubile stipula del contratto, purché fatta in presenza di un testimone, spesso un mediatore. Non servivano carte e bolli e l’atto assumeva tutti i suoi  effetti giuridici. Questo gesto sacralizzava la parola data e nessuno mai si sarebbe sognato di violarne il sigillo, pena la perdita dell’onorabilità: un peccato originale che avrebbe marchiato di infamia gli eredi.

In caso di controversie successive alla stretta di mano, era il mediatore a conciliare le parti: una giustizia più veloce, più risoluta, più economica e più giusta di quella odierna per la quale, la stretta di mano, come contratto, esiste solo in teoria. È venuta a perdere gli effetti giuridici originari a causa di norme che ne hanno sovvertito il valore consuetudinario e trasferito ai giudici la mediazione nelle liti, giudici restii verso questa forma autoctona di contratto e più inclini verso la forme burocratica e chi, malauguratamente, non ha avuto l’accortezza di mettere tutto “nero su bianco” corre il rischio di perdere ciò a cui aveva diritto.

La politica dello Stato unitario ha sradicando usi, consuetudini e tradizioni, che costituivano la fonte giuridica di popoli come quello veneto favorendone l’alienazione identitaria, propedeutica alla totale colonizzazione.

Un gesto semplice sostituito da montagne di carte con la collaterale comparsa di intermediari, avvocati, notai e giudici che paradossalmente nulla possono di fronte al costante aumento di truffe e raggiri che vedono vittime i meno prevenuti, i più onesti.

Imponendo norme esotiche a millenarie tradizioni si sovverte l’equilibrio della società che perde i valori di origine, si adatta necessariamente alle nuove imposizioni che ne sfaldano i legami e portano a diffidare di tutto e di tutti.

Il ”dividi et impera” nulla lascia al caso!

Daniele Quaglia

4 risposte a C’era una volta ….. la stretta di mano

  • Roberto Camerin scrive:

    Anche qui ti devo dare ragione Daniele ,
    Infatti anch’io che non ho ancora i sessant’anni ,ma ci sarò a breve, sono nato e cresciuto con il concetto che, non solo la stretta di mano ,ma bastava la sola parola data, per fare è stipulare qualsiasi negoziazione , e tale parola era inviolabile.
    Ora vige appunto l’era dell’incertezza , e se qualcuno come me ad esempio, crede nella parola data specialmente se ricevuta da un coetaneo, resta sistematicamente fregato, meglio ancora se QUELLA parola te l’ha data un politico coetaneo e anche della tua cittadina,Zaia per fare un altro esempio.
    Quindi l’idea che questo sistema è creato a doc per dividere le genti e per imperare su di loro,secondo me è più che appropriato
    Infatti il politico in questione, in occasione delle mie rimostranze mi ha detto ,…giustamente……hai sbagliato a fidarti…”
    Dopo un po di riflessione dico…è vero ,non mi sono adattato ai tempi….. Ma dopo un po ho pensato anche, ….che non me ne frega niente ,che resterò dell’idea che le certezze con cui sono cresciuto , anche se mi sono costate care, non le abbandonerò perché ritorneranno di moda nella nostra prossima Republica Veneta . WSM

  • enrico ricci scrive:

    Daniele,
    leggo il tuo testo con malinconia,ma devo dirti che l’età conta si ma relativamente,i marpioni c’erano anche prima,il ripetto della parola data deve essere sublimata non nell’esteriorità, ma nella conoscenza della persona che te lo garantisca e anche ai tempi da te citati,si fiutata non l’aria ma il personaggio al quale davi la tua fiducia e diverse volte si rimandava diplomaticamente la decisione.
    Guarda la situazione politica,di chi ti puoi fidare per il tuo futuro,la mercificazione ci rende schiavi da sempre purtroppo, ciao a presto !
    Enrico

  • Fil de fer scrive:

    Se pur la storia vera è certo quello che Quaglia scrive, rimane il fatto che non serve guardare sempre indietro ma bisogna andare avanti. Oggi non è più possibile rimanere alla stretta di mano ma serve qualcosa in più.
    L’ onestà, la corretteza , l’umiltà, la lealtà verso coloro che sono Veneti come te sono le basi per poter collaborare e portare avanti la battaglia per l’indipendenza. Ieri sera dover chiamare i carabinieri per mettere in sicurezza l’assemblea dei deputati provvisori Veneti a Treviso è stata veramente una cosa che non mi sarei mai aspettato di dover vedere.
    Gente accalorata che gridava ed imprecava e non vado oltre…..cosa voleva significare ? Le varie mozioni presentate avevano tutte l’odore del golpe interno al movimento di PLEBISCITO.EU.
    Non vedo altre motivazioni. Se G.Busato ha pieni poteri in varie Istituzioni Venete o movimenti è perché si è conquistato con fatica e sforzi personali anche economici il posto in cui si colloca nello scenario ” apocalittico” dei vari gruppi indipendentisti, chi più chi meno esistenti nel Veneto. Quindi se nessuno ha avuto le idee di G.Busato non se ne deve dolere o farsene una colpa o peggio provare vera invidia personale tanto da tentare di scalzarlo da dove è. E’ una battaglia persa perché non avete l’umiltà di riconoscergli i meriti che ha ottenuto in due anni di duro lavoro per la causa Veneta.
    Siete voi che vi state emarginando, non noi che vi epuriamo. La violenza è sempre stato detto è bandita definitivamente dalle nostra battaglie democratche per la libertà e siatene sicuri è l’unica via sicura per avere riconosciuto i nostri diritti inalienabili di autodeterminazione come Popolo Veneto.
    Comunque vi è stato detto che avete la possibilità di ricorrere contro i provvedimenti presi dal Presidente G.Busato e quindi se avete argomenti validi, prove di quanto affermate e quanto altro reputate necessario…..FATELO !!!!!
    WSM SEMPRE
    Giancarlo Rodegher ( detto Fil de fer)

  • Luigino fabbio scrive:

    Bravo Daniele, come sempre sono d’accordo con le tue idee

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