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Chi comanda al Sud e chi comanda al Nord

L’”eroe dei due mondi” non ce l’ha fatta! Credeva che le devastazioni, la rapina delle ricchezze, il radere al suolo interi paesi, l’esproprio dei beni, i saccheggi dei luoghi di culto, gli eccidi di gente inerme, gli stupri su bambine, la ferocia sui partigiani chiamati “briganti”, le deportazioni di massa, fossero la garanzia per il completo assoggettamento della gente del Sud al nuovo re e al suo Stato l’Italia.

Si è illuso di aver riunito l’Italia e la gente del sud, dotata di mente raffinata, ci sta tutt’ora dimostrando che Peppino Garibaldi è stato gabbato, non una ma due volte.

La prima, nel corso della sua “impresa” quando, per colmare i posti di polizia abbandonati dai borbonici ritiratisi sulle montagne per combattere il “liberatore”, trovarono collocamento baldanzosi picciotti che si mostravano ben disponibili a collaborare e quello fu il primo passo con cui la mafia, nel caso la Camorra, divenne Stato e si sarebbe impossessata delle istituzioni ad ogni livello (*);

La seconda, che fa parte dei costumi e delle consuetudini quotidiani, è l’autorità che gente del Sud attribuisce a quelle organizzazioni che lo Stato italiano indica come criminali e chiama col nome generico di mafia.

Questo Stato, nei suoi rapporti con il Sud ha cercato di disinnescare due situazioni molto delicate dal punto di vista sociale creando attorno ad esse un alone di criminalità:

  1. il banditismo, la legittima lotta dei fedeli ai Borbonici, contro l’invasore;
  2. la mafia, il sistema di autogoverno che quelle genti, da tempo immemore, attua.

Contro il banditismo ha vinto lo Stato, contro la Mafia ha perso: così il Sud ufficialmente è divenuto territorio della Repubblica italiana, ma è controllato dalla mafia (**) nelle sue interpretazioni, Mafia, ‘Ndrangheta e Camorra secondo una forma di autogoverno consuetudinario che tollera lo Stato fantoccio italiano solo per interessi politico-economici.

Al Nord chi comanda?

Di certo non i Governatori ed in questo è ben eloquente la vicenda dell’Autonomia che la gente del Nord chiede, che i Veneti hanno votato in un referendum eccezionalmente concesso dalla Corte Costituzionale al solo scopo di perdere tempo per raffreddare gli spiriti secessionisti (***) obiettivo colto in pieno, che i Governatori cavalcano a loro vantaggio ma che Roma non concede.

E questa vicenda è la cartina di tornasole per capire chi comanda al Nord.

Il Parlamento di Roma ha il controllo assoluto delle decisioni prese a livello Regionale in quanto spetta a questo la ratifica o meno delle medesime; non bastasse, a monte del Parlamento c’è la Corte Costituzionale in grado di azzerare qualsiasi norma che ritenga non compatibile con la Costituzione.

Se a tutto ciò associamo quanto sostenuto da Gigi Di Fiore, vedi nota (*) che la Camorra, nel 1860 divenne Stato, logica conclusione è che al Nord e in Veneto comanda direttamente la Mafia mentre Roma, lo Stato italiano, è il veicolo del suo potere.

Hai capito, dannato Peppino, quale casino ci hai combinato?

(*) Vedi Gigi Di Fiore, Controstoria dell’Unità d’Italia, fatti e misfatti del risorgimento e anche https://www.life.it/1/unita-ditalia-imbroglio-e-corruzione-elementi-fondanti/

(**) Ne è testimonianza il processo contro le cosche che in questi giorni ha luogo a Foggia e nel quale nessuna delle 21 vittime chiamate a testimoniare, si è presentata vedi https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/17/mafia-foggia-al-procedimento-contro-il-racket-dei-clan-erano-attese-21-vittime-ma-non-si-presenta-nessuno-solo-il-comune-parte-civile/5455951/

(***) Vedi Daniele & Valentina Quaglia, Manuale per l’Indipendenza del Popolo Veneto edizioni LIFE

Daniele Quaglia

2 risposte a Chi comanda al Sud e chi comanda al Nord

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