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Chi crede alla befana?

Alla Befana non ci credono i bambini di oggigiorno smaliziati ma, alla befana del Governo ci crederanno certamente tutti gli adulti rimasti bambini.

Si chiamerà bonus befana, come indicato da quella befana di Giuseppe Conte e si inserisce nel contesto della lotta all’evasione fiscale.

In pratica, a chi sarà provvisto del codice specifico attribuitogli dall’Agenzia delle Entrate e che pagherà i suoi acquisti con Carte elettroniche o sistemi tracciabili, per ogni pagamento effettuato gli verrà accantonata una percentuale del 19% sull’ammontare dell’IVA pagata sugli acquisti; questi importi saranno accumulati nell’arco di 6 mesi, al trascorrere dei quali tale somma sarà accreditata sul conto corrente o sulla carta di credito del partecipante.

Il tetto massimo dell’accredito semestrale è fissato a 2.000 euro, per arrivare ai quali si dovrebbero fare spese tracciabili per 53.000 € in 6 mesi su prodotti con aliquota IVA del 20% e molti, molti di più se l’aliquota è ridotta come per i generi alimentari.

L’accredito verrebbe anche liquidato per frazioni di 2.000€ vale a dire,1.000, 500 e 250 calcolati sempre sugli acquisti eseguiti nell’arco di 6 mesi ed è quindi supponibile un arrotondamento per eccesso a favore dello Stato, stando alle dichiarazioni di Conte ed a quanto previsto dalla legge di bilancio. https://www.laleggepertutti.it/349763_bonus-befana-2000-euro-a-italiano

Rimanendo così le cose:

  • Chi ha uno stipendio di 1.200 €/mese e li dovesse spendere tutti in modo tracciabile per beni con IVA al 20%, nell’arco dei 6 mesi potrebbe accumulare al massimo un rimborso non superiore a 273,6 €, ma visto che la spesa più importante per le classi medie è relativa a prodotti alimentari con IVA ridotta, probabilmente in questo caso non si arriverebbe a 100€ di bonus con la beffa che potrebbero non essere previsti tra le fasce rimborsabili;
  • L’operazione non diventerà realtà prima del 2021;
  • La norma che prevede il bonus befana necessita del decreto attuativo del quale, ad oggi, non esiste la minima traccia.

A questo punto sorge una domanda: una casalinga priva di reddito, che spendesse a suo nome 1.200 €/mese per la famiglia, dovrebbe presentare l’ISEE ad ogni acquisto o verrebbe accertata dall’Agenzia delle Entrate per lavoro nero?

Per tutti questi motivi è facile prevedere una complicata attuazione di questo progetto che potrebbe risolversi nell’ennesimo.

E gli adulti rimasti bambini che credono alla befana del Governo, potrebbero scoprire che questa è una strega imbrogliona.

Daniele Quaglia

Una risposta a Chi crede alla befana?

  • Giorgio Gasparini scrive:

    Alle elucubraziomi di Daniele sulla Befana, sui bonus o false promesse di benessere che ci portera’ il prossimo anno 2020 un Veneto qualsiasi , come il sottoscritto, si sente fortemente a disagio. E qui si chiudono i rapporti non con le stregonerie di uno Stato che non esiste piu’, ma con una Regione guidata da dei politici e da un beffardo governatore che ha ingannato e continua a ingannare Il Popolo Veneto ! Allora sappiatelo tutti ! Il Veneto non è piu’ questa Regione di politici traditori, ma da circa un decennio, forse meno, il vero Veneto si trova in un altro continente : Il Brasile dove attualmente risiedono una infinita’ di Veneti e dove il PIL cresce annualmente di cierca l’8 %

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