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Ci vogliono schiavi, ci avranno ribelli

Il Governo, nonostante le restrizioni a causa del covid19, per liquidare gli stipendi di politici, burocrati e addetti alla macchina dello Stato, ha mantenuto fede al suo impegno, ma per quanto riguarda la cassa integrazione ai lavoratori del privato, provvedimento imposto per decreto, il Governo non ha ancora onorato il suo impegno mettendo in seria difficoltà lavoratori ed aziende: il cuore pulsante dell’economia.

Se questo Governo da la priorità alla spesa improduttiva a danno di chi è il motore vitale di un Paese significa che lo scopo di chi ci governa è di renderci schiavi.

Questa è la situazione al 7 settembre:

L’INPS è in ritardo con la liquidazione della cassa integrazione e, allo stato attuale, sono coinvolti 150.000 lavoratori che reclamano la mancata erogazione di una o più mensilità così distribuite:

23.000 sono i lavoratori che aspettano la liquidazione di marzo;

33.000 … quella di aprile;

121.000 … quella di maggio;

136.000 … quella di giugno;

77.000 … quella di luglio.

Quindi l’INPS è in arretrato di 390.000 mensilità.

Il Fondo di solidarietà degli Enti Bilaterali relativo all’artigianato, a maggio ha smesso di erogare le integrazioni salariali per mancanza di fondi e dei 375 milioni che il Governo ha stanziato allo scopo, con decreto Agosto, non uno è ancora pervenuto.

Si aggiunga poi la critica situazione nel comparto turismo e ristorazione: sono 16 mila le richieste di cassa integrazione non ancora liquidate

Per fortuna loro, per migliaia di lavoratori di ogni comparto sono state le aziende ad anticipare la cassa integrazione ma visto che ancora non hanno compensato gli anticipi, si trovano a corto di liquidità e le imminenti scadenze fiscali potrebbero complicare non poco la situazione.

Stiamo pronti al peggio oppure prepariamoci ad una sana rivoluzione.

Daniele Quaglia

vedi la notizia https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/soldi-dove-sono-piu-mezzo-milione-lavoratori-mesi-non-247995.htm

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Anonymous
Anonymous
4 mesi fa

Avete ragione purtroppo non ce la facciamo e al governo non capiscono un caxxo

Anonymous
Anonymous
4 mesi fa

Giusto quello che scrivi,ma difficile affrontarlo,cominicate voi del Veneto,magari preparate una sciopero della Fame, può essere una iniziativa della L I FE che potrebbe suscitare l’attenzione anche in altre regioni,,da parte dei piccoli e medi imprenditori.
Enrico Ricci

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