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Ciao Pannella (di Fabio Padovan)

Ciao Pannella,

ti chiamo così perché così ti ho conosciuto e così ti conoscono tutti; Pannella è il tuo nome e cognome assieme.

Ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita un uomo semplice e schietto.

Non mi interessano tutti i discorsi dietrologici che da sempre si accaniscono contro quest’uomo.

Io so alcune cose, vissute personalmente e quindi incancellabili.

Già da giovane ammiravo quest’uomo che infilava un digiuno dopo l’altro, sorretto solo dal fumo di qualche pacchetto di sigarette, e coltivavo il dubbio che comunque di nascosto trangugiasse qualche pastasciutta.

Poi, un giorno l’ho incontrato. Ero un pischello di Deputato. Lui mi ha firmato una petizione che avevo organizzato contro le bolle di accompagnamento. Era il 1992. Mi sembrava strano che un romano (pensa un po’!, questo credevo che fosse), statale (anche questo credevo che fosse), firmasse per gli artigiani e la libera impresa.

Allora ho cominciato a frequentarlo e mi sono trovato di fronte, lo so che qualcuno faticherà a credermi, un vero SIGNORE. Elegante, raffinato, colto, umile.

Non ci credete vero? Beh, per me Pannella è stato così, con l’aggiunta negli anni successivi, anche di un altro meritato aggettivo: generoso e disinteressato fino in fondo.

Da lui ho imparato, affascinato, la protesta non violenta del digiuno. E fu così che digiunai 21 giorni contro l’invio a Codognè (TV) della camorrista Anna Mazza, primo delinquente inviato al Nord dopo la reintroduzione dell’abominevole pratica italiana del “Soggiorno Obbligato”.

Lui mi telefonava, lì a Codognè, dentro la “Tenda della Libertà” e mi diceva: “Smetti con lo sciopero della sete. Devi avere innanzitutto rispetto della tua vita”.

E fu a Codognè che compresi, sulla mia pelle, che quelle mie idee sulla pastasciutta di nascosto erano solo fantasie. Bisogna provarlo uno sciopero prolungato della fame; bisogna sentirsi crescere dentro ora dopo ora, giorno dopo giorno, una volontà sempre più ferrea, più determinata a non mollare. Ogni tua fibra vibra per sostenerti verso il tuo traguardo e te ne freghi delle ciacoe.

Una notte a Pieve di Soligo, da solo, ha soccorso un pedone investito in una stradina buia. Ha chiamato l’ambulanza, ha aspettato che arrivasse, ha consolato il figlioletto che il malcapitato teneva per mano.

Quando io sono arrivato, l’ambulanza era già partita. L’ho accompagnato in Hotel “Da Loris”, è andato in camera a lavarsi e a cambiarsi la camicia e il vestito sporchi di sangue. Poi ha telefonato al Pronto Soccorso di Conegliano per chiedere notizie dello sconosciuto che aveva soccorso. Il medico ha risposto che non poteva dare notizie a chicchessia e lui gentilmente ha spiegato che era la persona che lo aveva soccorso. Niente. Allora gli ho detto: “Ma perché non gli hai detto chi sei?”. “Perché quel medico ha fatto il suo dovere e io sono solo uno sconosciuto”. Allora ho chiamato io l’Ospedale, poiché Pannella era veramente in ansia, e ho spiegato chi aveva telefonato e perché e fu così che quel medico comprese e mi dette le informazioni.

Pannella, coi Radicali, sono poi stati gli unici che hanno gettato un salvagente a Life, quando questa era nel pieno della sua lotta contro il sistema marcio della burocrazia italiana. Life era SOLA nell’occhio del ciclone della repressione vendicativa del “Sistema dei Parassiti”. Sono stati i Radicali, per anni, l’unico compagno di strada, l’unica sponda parlamentare in una lotta senza quartiere contro la dittatura fiscale italica e i suoi repressivi apparati militari. Molti soci si ricorderanno la nostra trasferta a Roma, all’Hotel Ergife alla convention dei Radicali, dove ho potuto parlare davanti ad una platea di migliaia di persone e in collegamento con altre centinaia di migliaia, via Radio Radicale. Fu un successo trionfale e Life si risollevò.

Grazie Pannella per tutti i tuoi sacrifici. Grazie per aver incarnato lo Spirito Libertario. Tu ateo, mangiapreti, hai avuto un cuore cristiano più di tanti che si professano cristiani. Anche se su questo mai mi hai dato ragione, so che Dio ti ha voluto, adesso, lì da dalle sue parti. Tu: peccatore, spinellaro e miscredente. Ma sempre, sempre, vicino a chi soffriva, a coloro che l’ipocrisia perbenista nascondeva e cancellava.

Fabio Padovan

Santa Lucia di Piave (TV), 20/05/16

Pannella primo piano 001

Grande amico LIFE

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2 risposte a Ciao Pannella (di Fabio Padovan)

  • Diego scrive:

    Un grande uomo Marco, e grandi le parole di Fabio!

  • Alberto Pento scrive:

    Me sovegno ke co i Serenisimi jera sol canpanil de Sa’ Marco, Panela entervistà prima forse de Fabio el ga dito ke i toxati veneti del canpanil li jera pàreoti veneti; Bosi anvençe el ga dito ke li jera de i servisi segreti; Roketa, Comencini e staltro fanfaron de trevixo li ghi nà parlà mal.

    Anca a mi Panela el me jera senpatego, lo go cognosesto co go fato la me bataja contro el servisio militar talian (co 7 mexi de prexon a Peskiera), li jera li ani de l’obiesion de cosiensa a la leva obligatora. Mi el servisio militar lo faria en Veneto par el Veneto sel fuse come la Xvisara o Ixrael ma mai par la Talian ke la me fa skifo e me se storxe le buele.

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