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Cinque vie per l’indipendenza, 1) Partito indipendentista

Esaminiamo la prima via: Costituzione di un movimento col rischio che si impantani nella corruttela politica italiana come costantemente avvenuto.

Prima di venire eletti erano tutti dei rivoluzionari, dopo il primo stipendio da eletti, lo spirito rivoluzionario si è spento.

E’ accaduto alla Lega 25 anni or sono e sta accadendo ai 5 stelle, in questo periodo, perché uno stipendio esagerato come quello attribuito ai politici italici di ogni rango, ha il solo scopo di imporre un unico pensiero: mantenere il più possibile la privilegiata posizione raggiunta rinunciando a quelle rivendicazioni estreme che pur l’ hanno fatta guadagnare.

Dopo 25 anni di potere la LEGA è passata, dagli estremismi di Roma ladrona e della secessione, al nazionalismo italico; i 5 Stelle che dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno si sono asserragliati in quella stessa scatoletta e da li dentro difendono la posizione di potere acquisito mentre molti eletti cambiano casacca.

Chi potrebbe garantire la fedeltà al mandato da parte degli eletti di un nuovo partito indipendentista?

A fronte di un nuovo progetto politico la gente non può dimenticare questi due casi emblematici che fanno parte della storia contemporanea.

Ma come potrebbe, un partito, portare all’indipendenza il Popolo Veneto?

Anche in questo caso abbiamo due esempi, Québec e Catalogna che ci fanno comprendere quanto il processo sia complesso.

In Québec le spinte indipendentiste continuano senza interruzione fin dagli anni ’60 nonostante il Québec sia uno Stato che fa parte della Federazione Canadese. Non sono mancati rapimenti, uccisioni e attentati a sfondo indipendentista. Nel 1995 vi fu l’ultimo referendum per la secessione e, in quell’occasione i tre partiti secessionisti si unirono in un unico Comitato. Il risultato del referendum su cui si adombrarono dubbi di manipolazione fu: 49,42% i voti favorevoli alla secessione, 50,58% i contrari.

Da allora le acque si sono relativamente calmate anche perché la Francia ha rinunciato al suo supporto in favore di un Québec, Stato indipendente.

In Catalogna abbiamo la maggioranza formata dai partiti indipendentisti, un referendun chiaramente vinto a favore dell’indipendenza, milioni di persone che all’occorrenza scendono in Piazza pacificamente (è questo il problema?), i vertici politici imprigionati nelle carceri spagnole ma, in mancanza di uno sponsor internazionale, la situazione non si sblocca.

Un partito indipendentista Veneto cosa potrebbe fare più di quanto fatto dai partiti québechesi e catalani?

Nulla di più se la strategia rimane la stessa.

Quindi la prospettiva di un nuovo partito indipendentista, con queste premesse, lascia alquanto perplessi.

Daniele Quaglia

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